Prima di scrivere, pensiamo al font da usare!

Di Alessandro Baldi e Massimiliano Martines.

Nota degli autori:

Questo breve articolo ha l'intento di fornire delle semplici indicazioni  relativamente al tipo di font da preferire nella stesura di un qualsiasi testo scritto, pertanto non pu e non deve essere visto come un trattato sull'accessibilit dei documenti, bens come un utile spunto da fornire in special modo a chi, vedendo, magari non si  mai posto il problema, lasciandogli poi la possibilit di approfondire la tematica, ben sappiamo quanto vasta e complessa. Insomma, l'idea  quella di far riflettere le persone digiune delle nostre problematiche, ma con un approccio soft evitando cos che  si spaventino.

I programmi di video scrittura mettono a nostra disposizione tante tipologie di caratteri tutti molto belli e decorativi.

Quando, per, ci si trova a scrivere un documento,  necessario ponderare la scelta del font. Per scegliere un font non esiste una scienza esatta, non esistono dogmi e regole assolute, non esistono schemi di applicazione generali.

La scelta potr essere obbligata dall'insieme di norme previste per i documenti ufficiali, oppure,  dipendere:

- Dal contesto nell'ambito del quale il documento sar fruito e dai relativi, eventuali standard riconosciuti per la redazione dello stesso.
- Dalle nostre personali preferenze.

In ufficio, al lavoro, scriviamo molto, moltissimo, scriviamo messaggi di posta elettronica, promemoria, annotazioni, verbali...

Quando scriviamo occorre tenere presente che il lettore potrebbe leggere a video, in formato elettronico, o in formato cartaceo dopo aver stampato.

Infatti, i caratteri stampati su carta e quelli visualizzati a monitor mostrano delle differenze non trascurabili, poich la risoluzione del monitor  molto pi bassa rispetto alla definizione della carta stampata.

I caratteri possono essere divisi in tre grandi famiglie:

- I caratteri serif, cio dotati di elementi decorativi detti anche grazie (ad esempio Times e Times New Roman). Vanno bene per i documenti stampati, ma sono meno leggibili sullo schermo di un computer.
- I caratteri sans-serif, cio privi di elementi decorativi (ad esempio Arial e Helvetica). Sono chiaramente leggibili sullo schermo.
- I caratteri a larghezza fissa (ad esempio Courier e Courier New) che sono come i caratteri di una macchina da scrivere.

La leggibilit o meno di un font dipende soprattutto dalla cosiddetta "altezza x" (l'altezza di una x minuscola) e dalla dimensione generale del carattere. Cos un tipo di carattere come Times New Roman ha una leggibilit media sullo schermo del computer perch ha un'altezza x moderata. Invece caratteri quali Georgia e Verdana che sono stati progettati per essere letti su schermo hanno altezze x esagerate e sono molto  grandi, se paragonati a tipi di caratteri pi tradizionali con la stessa dimensione di punti.

Nella scelta del font va valutato anche l'effetto prodotto da altre opzioni tipografiche (corsivo, grassetto, sottolineato) che aiutano a ravvivare il flusso del documento richiamando l'attenzione del lettore, come fa un abile oratore che varia il ritmo, il tono e il timbro della voce.

Il testo corsivo attira l'occhio perch  in contrasto con la forma del corpo del testo ma non  molto leggibile sullo schermo; per questo motivo  bene utilizzarlo solo per parole o frasi accentuate o straniere e comunque quando proprio non se ne pu fare a meno.

Il testo in grassetto conferisce risalto essendo in contrasto con il colore del testo normale. E' abbastanza leggibile su schermo, ma  bene usarlo per evidenziare singole parole e non intere frasi, altrimenti la sua funzione viene a cadere.

Il testo sottolineato  una convenzione tipografica che risale ai tempi delle macchine da scrivere, quando il corsivo e il grassetto non erano disponibili.  buona norma evitare la sottolineatura nei documenti da pubblicare sul web poich potrebbe essere confuso con un collegamento ipertestuale.

E' bene fare uso di queste opzioni con moderazione poich se si eccede si pu scatenare un indesiderato "effetto confusione".

Per lo stesso motivo, nell'ambito di uno stesso testo  meglio utilizzare sempre pochi font e poche dimensioni, per dare alle pagine un aspetto pi chiaro.

Teniamo presente che quando scriviamo abbiamo una duplice responsabilit: la prima nei confronti del lettore, poich non dobbiamo rendergli la lettura complicata e faticosa; la seconda nei confronti del contenuto. Un buon carattere non migliorer un pessimo testo ma certamente un brutto font pu rendere difficoltosa la lettura di un buon testo.

Altri fattori da tenere presenti nella scelta del font sono le diverse tipologie di utenza, tra queste pensiamo a quella che raggruppa le persone ipovedenti  che, per esempio, preferiscono di norma l'adozione di font aventi la stessa altezza tra i qual citiamo: Time New Roman, Arial e Helvetica, l'assenza di parole sottolineate, in quanto complicano l'individuazione delle parole o lettere da parte di apparati oculari non efficienti, avere un contrasto di colori tra il primo ed il secondo piano; quest'ultimo elemento risulta essere determinante nella lettura del testo.

Le tipologie di font serif, come il Times New Roman, risultano di difficile lettura per utenti dislessici perch alcuni caratteri sono a volte causa di fraintendimento tra loro, per esempio, notare come la g sembri facilmente un numero 8.

E' preferibile dunque utilizzare un font privo di grazie ma pi comprensibile a tutti (gli esperti consigliano Arial e Trebuchet MS).

Ove possibile  bene integrare i testi con immagini, molto utili poich spesso veicolano l'informazione in maniera migliore e pi esplicita delle parole.

In questo caso  bene non utilizzare immagini lampeggianti e/o in movimento perch distraggono l'utente dislessico ed ipovedente dalla lettura e possono creare problemi per utenti epilettici. Nel caso si utilizzino immagini. E' necessario predisporre comunque testi alternativi per utenti non vedenti.

Sembra tutto troppo complicato? Troppe regole da ricordare? Troppe cose cui fare attenzione?

Forse, ma se ci muoviamo tenendo presenti i principi della progettazione universale possiamo realizzare documenti accessibili a tutti ed esteticamente gradevoli, sia se li si guardi a schermo che li si legga sulla carta stampata.

Curiosit:

Il termine font deriva da fonte, termine femminile del francese medioevale che significa "fuso", in riferimento alle matrici di metallo fuso che si usavano nella stampa a caratteri mobili. Font  anche un termine inglese, di genere neutro. In italiano, invece, il genere neutro non esiste e prevale la tendenza a rendere il genere neutro con il maschile. Quindi, si dice il font e non la font.

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`Alessandro Baldi. <alessandro.osi@tiscali.it>`_ e `Massimiliano Martines. <massimiliano.martines@uiciechi.it>`_

