Peer to peer e spie, sar battaglia al tribunale.

Scritto da Giulio Boresa.

Il caso Fapav e Telecom accende le polemiche su chi spia chi. Provider, associazioni consumatori e Garante della Privacy difendono gli utenti. Il 10 febbraio l'udienza

Nel giro di qualche giorno, il Garante della privacy ha deciso di costituirsi in giudizio per difendere i diritti degli utenti. Aiip (Associazione dei principali provider italiani) sar al fianco di Telecom, per sostenere il principio che i provider non sono sceriffi della rete: non possono fare i poliziotti, monitorare quello che fanno gli utenti, oscurare siti (come vorrebbe Fapav). Si oppongono anche le associazioni dei consumatori.

Questo  il tema sullo sfondo, mentre nelle aule del tribunale si dibatter soprattutto un altro aspetto. Da una parte, le richieste di Fapav. Dall'altra, le accuse dei provider e i sospetti del Garante della privacy. Cio che Fapav avrebbe violato i diritti degli utenti, spiando le loro connessioni peer to peer (servendosi dell'azienda specializzata CoPeerRight e del suo software di monitoraggio). Forse, addirittura, Fapav ha spiato le navigazioni degli utenti, visto che nel ricorso afferma di sapere che hanno visitato certi siti.

 Giulio Boresa.

