UICIECHI.IT: FEBBRAIO 2010 - Numero 2.
Htc HD2 in prova: la miglior risposta all’iPhone.
Scritto da Roberto Catania.
Cercate un’alternativa al Melafonino con un display più generoso (ma senza arrivare agli eccessi dell’iPad) e una dotazione full optional? Htc ve la serve su un piatto d’argento
In realtà ciò che fa dell’Htc HD2 una vera ammiraglia della telefonia mobile è sotto il cofano. Basta fare un giro rapidissimo fra i menu e i sottomenu del terminale per rendersene conto: accessori a non finire, configurazioni raffinatissime, animazioni ad effetto, gesture morbide e vellutate. Insomma si ha come l’impressione di essere “a bordo” di un oggetto di categoria superiore, con un sacco di comodità pronte a viziarci.
Ma come, non stiamo parlando di un Windows-Phone? Certo, ma posto che la release 6.5 del sistema operativo di Redmond è almeno due spanne sopra la precedente, l’opera di “rivestimento” realizzata da Htc con la sua interfaccia Sense ha davvero cambiato faccia al telefono. Prima di trovarsi di fronte alle schermate spartane di Windows bisogna davvero scavare a fondo.
Intendiamoci, oltre al comfort ci sono le prestazioni. Merito di un processore Snapdragon da 1 giga che si dimostra reattivo come lo scatto di un centometrista ai blocchi di partenza. Ma è tutto il comparto hardware a ben figurare, dalla fotocamera da 5 megapixel (eccellente anche in modalità videocamera) al Gps, dal sensore di luminosità a quello di prossimità.
Al resto ci pensa la tecnologia capacitiva del display che rende tutto più facile (e scorrevole). Anche quando si tratta di scrivere (uno dei punti dolenti di tutti i telefoni touch). Htc non ha lasciato nulla al caso, lavorando sia sull’interfaccia (sia in modalità landscape che verticale) sia sul dizionario (la correzione automatica toglie spesso le castagne dal fuoco).
Va detto che anche l’HD2 ha i suoi punti deboli. A cominciare dalle applicazioni che purtroppo devono fare i conti con un Marketplace ancora decisamente carente (soprattutto nella versione italiana). Si fa sentire, inoltre, la mancanza di un’opzione per evitarele connessioni dati in roaming (consigliamo a questo proposito il download di qualche programmino riparatore) e – alla luce delle ultime novità firmate Google e Nokia – ci sarebbe qualcosa da ridire pure sul sistema di navigazione (il trial di Co-Pilot a questo punto diventa solo un contentino).
Ma si tratta di difetti che non pregiudicano il valore del terminale (che, per la cronaca, è attualmente commercializzato a circa 600 euro). E se Htc e Microsoft sapranno lavorare bene sugli aggiornamenti ci potrebbero essere delle belle sorprese anche per il futuro. La prima potrebbe chiamarsi Windows Mobile 7.
Roberto Catania.