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UICIECHI.IT: FEBBRAIO 2010 - Numero 2.

Una terapia genica curerà il daltonismo.

Di Zeus News.

La sperimentazione su due scimmie scoiattolo ha avuto pieno successo: dopo il trattamento sono in grado di vedere i colori prima invisibili.

La strada verso la realizzazione di una cura per il daltonismo è aperta o, almeno, la sperimentazione sugli animali lascia ben sperare: la chiave è la terapia genica.

Dieci anni fa Jay e Maureen Neitz, docenti dell'Università di Washington, hanno iniziato ad addestrare due scimmie scoiattolo (Dalton e Sam) per creare un sistema che consentisse agli animali di comunicare ai ricercatori i colori che vedevano.

All'Università della Florida un gruppo di scienziati, coordinato da William H. Hauswirth, ha nel frattempo sviluppato una tecnica per il trasferimento genico che sfrutta un adenovirus innocuo per inserire un gene sano nella retina di un soggetto malato di daltonismo per produrre i pigmenti sensibili al rosso e al verde.

L'unione degli sforzi di entrambi i gruppi ha permesso di applicare la tecnica sviluppata dal team di Hauswirth sulle scimmie dei Neitz, daltoniche dalla nascita.

Dopo cinque settimane dal trattamento, la terapia ha iniziato a fare effetto e dopo 20 settimane le scimmie scoiattolo hanno iniziato a vedere i colori che prima non vedevano: "gli animali trattati rispondevano inequivocabilmente ai colori che prima erano per loro invisibili" ha dichiarato Hauswirth.

Jay e Maureen Neitz considerano Dalton e Sam un po' come i loro figli: "sono ormai due anni che vedono a colori e continuiamo a controllare la loro visione, permettendo loro di giocare al computer" hanno spiegato.

Grazie ai risultati ottenuti, ora è possibile ipotizzare una terapia genica che curi il daltonismo umano ma anche l'acromatopsia, la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare.

Naturalmente prima di arrivare al risultato sarà necessario affrontare i trial clinici sull'uomo ma il fatto che nei due anni passati dal trattamento Dalton e Sam non abbiano avuto effetti collaterali lascia ben sperare.

Inoltre il team della Florida ha sviluppato la propria tecnica proprio pensando alle applicazioni sull'uomo: "Abbiamo usato DNA umano, così da non dover operare cambiamenti quando passeremo ai trial clinici" ha rivelato Hauswirth.

Zeus News.