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UICIECHI.IT: APRILE 2010 - Numero 4.

Con @Anywhere Twitter si sposta dappertutto.

Scritto da Guglielmo Rubini.

L’annuncio della nuova piattaforma è arrivato all’ultima edizione del South by Southwest Interactive Festival. Permetterà di integrare gli strumenti di microblogging anche su siti terzi. Un po’ come Facebook Connect

Dopo il lancio (e il discreto successo) di Facebook Connect, Twitter rischiava di perdere terreno proprio sul fronte della decentralizzazione: molti siti di grandi editori ricorrono a Connect per far socializzare i lettori delle proprie pagine attraverso l’account di Facebook.

Ora Twitter risponde annunciando l’imminente lancio di @Anywhere, una piattaforma di sviluppo che intende portare gli strumenti di microblogging sulle pagine di decine di siti partner.

Si parte con grandi colossi del web, come il New York Times, Amazon, eBay, YouTube The Huffington Post, ma poi la piattaforma dovrebbe essere aperta a chiunque gestisce pagine web.

Durante la demo al South by Southwest Interactive Festival, il Ceo di Twitter Evan Williams ha fatto vedere le Hovercards integrate all’interno del sito di un quotidiano online: passando con il mouse sulla firma dell’autore si possono visualizzare i suoi ultimi tweet, le informazioni del profilo e nel caso abbonarsi il suo profilo senza lasciare le pagine del sito.

Ma le possibilità dovrebbero essere molto più ampie: si potrà commentare un articolo, un video di YouTube o un libro senza passare attraverso la pagina (o le applicazioni esterne) di Twitter. Anche l’integrazione è all’insegna della semplicità: al posto delle già rodate API, per implementare le funzionalità di @Anywhere sul proprio sito basterà inserire alcune linee javascript.

Cosa ci guadagna Twitter ad espandersi in altri siti è presto detto: aumentare il traffico dei tweet (al momento sono già a 50 milioni al giorno) e così far crescere il valore dei contratti già stipulati con Google e Bing per le ricerche in tempo reale. Nel 2009 i 15 e 20 milioni di dollari fruttati dagli accordi con il motore di ricerca di Mountain View e di Seattle hanno permesso a Twitter di chiudere per la prima volta con i conti in pareggio.

Guglielmo Rubini.