L’America scende in campo per una rete libera e neutrale.
Scritto da Giulio Boresa.
L’Authority tlc Usa, Fcc, enuncia i principi a favore della neutralità della rete e avvia l’iter per trasformarli in legge. Valgono anche per i mobili, che però si ribellano
La prima mossa, come si conviene, viene dall’Authority tlc Usa, Fcc (Federal communications commission). Ieri ha presentato i sei principi a tutela della neutralità della rete e nel titolo ne spiega lo spirito: “una rete aperta: libertà per innovare”. L’idea ci tocca tutti: solo se internet si mantiene aperta potrà continuare a sfornare innovazioni. Non solo: questo principio ora tutto sommato vero, anche se combattuto su rete fissa va esteso anche agli operatori mobili, dice Fcc.
I sei principi, come nota Quintarelli, sono uguali ai cinque presentati dall’associazione NNsquad.org (per una rete neutrale), più uno che in Europa è già tutelato dalla normativa (mentre negli Usa è ancora dibattuto), cioè il diritto di accedere a una rete con qualsiasi dispositivo la supporti.
In sintesi, gli operatori non devono discriminare o bloccare il traffico, ma è fatta salva la facoltà di gestire il network con politiche mirate alla quality of service. Per esempio: possono gestire la banda utilizzata dal peer to peer, per evitare congestioni, ma senza annientarlo. Sono comunque obbligati alla trasparenza: devono dire ai propri utenti quali politiche si applicano nel network. Per ora sono linee guida, ma Fcc ora comincia l’iter per farle passare in legge.
Altra novità: Fcc dice che il tutto si applica, per principio, anche agli operatori mobili (che finora non si sono posti il problema della neutralità). Verizon ha reagito, dicendo che la neutralità non dovrebbe riguardare il wireless, dove le risorse sono più scarse. Fcc parla dei mobili per via di recenti mosse controverse, come quella di AT&T/Apple contro Google Voice. E di Vodafone per limitare il VoIP, in tutti i Paesi dove opera (compresa l’Italia).
Giulio Boresa.