Banda larga mobile satura: il Re è nudo.
Scritto da Giulio Boresa.
La rete mobile è a un passo dal collasso, le frequenze non bastano più per sostenere il traffico banda larga Umts/Hspa: a lanciare l’allarme è ora Agcom, ma gli esperti lo sapevano da mesi.
L’allarme di Agcom non è una novità. Gli esperti sapevano bene di questo rischio, già noi ne scrivevamo oltre un anno fa. L’aspetto interessante è che ora Agcom (l’Autorità garante delle comunicazioni) sia scesa in campo in prima persona per risolvere il problema. Significa due cose: che la situazione è davvero grave e che c’è una prima speranza per superare la crisi di banda larga mobile. Tutto sta nel vedere se il governo accoglierà la richiesta di Agcom, cioè di dare più frequenze alla banda larga mobile.
Varie strade sono praticabile per trovare altre frequenze e tutte passano dall’intervento dello Stato. E’ attesa un’asta nella banda a 2,6 GHz (già assegnate in vari Paesi europei), che il Ministero della Difesa detiene. L’Agcom vorrebbe che ci fosse entro l’anno. Sono già allo studio, inoltre, misure per sfruttare meglio le frequenze televisive inutilizzate. Entro il 2015, inoltre, Agcom si auspica che si assegnino alla banda larga 300 MHz dal dividendo digitale (cioè dalle frequenze liberato con lo switch off della tv analogico).
L’aspetto positivo è che ormai il Re è nudo: anche i non esperti sono stati messi di fronte al problema della saturazione. L’importante è che adesso non si perda più tempo.
Giulio Boresa.