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UICIECHI.IT: OTTOBRE 2010 - Numero 10.

Illeciti telefonici, multe a raffica agli operatori.

Scritto da Giulio Boresa.

L’Autorità tlc ha sanzionato quasi tutti i principali operatori per pratiche illecite ai danni degli utenti. Attivazioni non richieste, scarsa trasparenza, costi ingiustificati

“A partire da luglio 2009 Telecom Italia ha esteso la registrazione vocale dell’ordine (cosiddetto verbal ordering) a tutte le procedure di vendita dei servizi ADSL, al fine di rafforzare ulteriormente le garanzie a favore del cliente soprattutto nella fase di adesione a distanza delle offerte”, si legge in una nota. “Per quanto riguarda il singolo caso Alice Pay sanzionato, Telecom Italia ha garantito sin dall’avvio del servizio massima trasparenza su costi, contenuti e modalità di addebito. Da aprile 2010 sono state inserite ulteriori garanzie quali la necessità di digitare le ultime tre cifre del numero di rete fissa dell’utente che sta effettuando la transazione, la possibilità di disabilitare del tutto il servizio sulla propria linea telefonica oltre che, prima della ricezione della fattura a cadenza bimestrale (con la quale viene addebitato al cliente il costo dei servizi acquistati), una conferma scritta dell’acquisto effettuato. A ulteriore garanzia dei clienti sarà inoltre introdotto entro gli inizi del 2011 l’utilizzo di un sistema di autenticazione basato su userid e password quale condizione per la conclusione dell’acquisto”.

Tre multe da 58 mila euro hanno riguardato Opitel (Teletu), Vodafone, Fastweb; Qcom e Nettare sono stati sanzionati per 10.329 euro.

La colpa di Vodafone è stata la scarsa trasparenza sui consumi telefonici e per non aver avvisato gli utenti che stavano sforando il bundle incluso in offerte internet mobile. Si sa che questa disattenzione spesso comporta super bollette. Fastweb invece si è macchiata di attivazioni non richieste. Interessante la multa a TeleTu: applicava costi di recesso non giustificati e quindi in violazione con il decreto Bersani. Solo ieri l’associazione Altroconsumo ha puntato il dito contro i principali operatori fissi, accusandoli di imporre agli utenti “penali mascherate”.

Giulio Boresa.



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