Mulve, troppo bello per essere vero?

Scritto da Nicola Battista.

Dar il colpo di grazia all'industria discografica o  un bluff clamoroso? Intanto, i download superveloci di Mulve.com spopolano...

Mulve.com promette mp3 superveloci e di buona qualit, gratis e senza le attese spesso lunghe di sistemi p2p come eMule o BitTorrent.

Con il vantaggio del non dover condividere nulla, di non essere basato su tecnologia peer-to-peer e di non (cos pare) comportare alcuna responsabilit per gli utenti (che restano anonimi e - non rimettendo a loro volta a disposizione i file - non diventano "corresponsabili" del filesharing come accade in altri sistemi).

Sembra l'uovo di Colombo, il jukebox celestiale sognato dagli utenti (ok, c' Spotify ma non per tutti; perdipi Mulve  gratis) oltre che la nemesi definitiva delle case discografiche vecchio stile, e la morte del copyright.

Siamo sicuri che sia davvero cos?

Mulve afferma di avere una decina di milioni di brani disponibili, e forse  vero. Per gli utenti sembra un paradiso: solo un piccolo download, niente spyware dubbio (anche se ci sono dei banner pubblicitari), nemmeno occorre registrarsi. Nel file .zip oltre al programmino c' solo un file testuale che suggerisce di fare una donazione. Per ora Mulve ha bisogno di 500 dollari per andare avanti. Mentre scriviamo ne ha gi messo rapidamente insieme pi della met.

Ci sono i Beatles e gli Stones ma anche registrazioni esotiche come Cicciolina che si esibisce in una cover di "Russians" di Sting, mezza in inglese e mezza in italiano. Non ci troverete "tutto" per. Ci sono anche nomi non del tutto sconosciuti che potrebbero risultare assenti.

C' il pregio di leggere il bitrate e di avere in media meno spazzatura (e niente trojan o virus) della maggior parte dei sistemi p2p. Ma ci sono pure momenti in cui il software fa le bizze e vi dir "No results" anche per i nomi pi popolari. Per fortuna, basta chiudere e riaprire il programma, ed ecco ricomparire i risultati.

In Mulve, che si presenta come "music discovery program" non troverete film, immagini, software ma solo musica. A patto che riusciate a scaricarlo, il client. Gi, perch periodicamente Mulve.com ha problemi. Sar il troppo, improvviso successo. Va beh. C' anche un'immancabile paginina Facebook.

Il servizio conta di restare gratuito e di supportarsi con la pubblicit; anzi ha gi persino degli inserzionisti. La velocit? Stellare. Andiamo nell'ordine delle centinaia di Kb al secondo, per cui in mezzo minuto al massimo avrete qualsiasi brano musicale. Una velocit del genere nei normali sistemi p2p  impensabile per molte cose. In eMule forse  valida per la musica pi popolare del momento. In BitTorrent e soci, forse, per i film pornografici di maggiore successo. Non essendoci seed o comunque condivisione, il sistema  democratico: tutto verr scaricato alla stessa, alta velocit (nel p2p appunto un brano raro magari esister solo in una copia o due).

Sar vera gloria? Abbiamo qualche dubbio. La legalit resta al momento incerta, e qualche azione potrebbe essere tentata. Mulve non  rintracciabilissimo: il domain  registrato tramite un proxy (Protected Domain Service di Denver, Colorado; il loro sito sembra per defunto). Quindi non sappiamo da un semplice "whois" chi ne sia il titolare e dove si trovi. Per l'autorit preposta con apposito mandato potrebbe accertare quanto sopra e bloccare il sito .com e la distribuzione del client.

Ma il problema  che per allora il client sar gi altrove. Duplicato su siti e sistemi peer-to-peer tradizionali. Rinominato, modificato, ridistribuito. E se i server sono davvero in Russia come si dice (e come sembrano confermare molti titoli in caratteri cirillici che compaiono in fase di ricerca) la cosa si complica. In quel paese le case discografiche hanno perso la battaglia con siti come Allofmp3.com gi anni fa. "Buchi" nella legge russa consentono una sorta di pirateria legalizzata, con licenze collettive emesse da un paio di enti che poi dovrebbero pagare artisti e discografici (ma non lo fanno). Mulve potrebbe appoggiarsi a loro, e si entrerebbe in un circolo vizioso.

Alle case discografiche ormai fuori tempo massimo consigliamo di tirare fuori tutto il back catalogue e di metterlo in rete a prezzi accessibili e non superiori ai canonici 99 centesimi a brano (ma anche di non esagerare verso il basso: gli utenti si sentiranno presi in giro e smetteranno di pagare del tutto: ci riferiamo a certe offerte speciali viste su iTunes, che onestamente sembrano offensive verso chi ha in precedenza acquistato un album a prezzo pieno...). Se tutto va bene, Mulve sar un'altra moda passeggera. Dopotutto, per esempio, i nomi dei file sono manipolati o imprecisi, talvolta compaiono gli ostici caratteri cirillici; la qualit dei file non  sempre la stessa. In altre parole, se il mercato statunitense - che poi  quello dove si gioca la partita - avesse per le mani uno Spotify, molta gente non avrebbe motivo di andare su Mulve per copie non autorizzate.

Una piccola scommessa: tra un po' di tempo in casa Mulve finiranno soldi e inserzionisti e il sistema non regger pi. Se regger, significa che dall'altra parte non si fa ancora abbastanza per far capire alle persone che esistono alternative decenti, economiche e legali.

Nicola Battista.

