Facebook e l'improvvisa sensibilit alla privacy.

Di Redazione di Zeus News.

Ora i dati appartengono solo agli utenti. Facebook teme per la propria immagine?

Rispetto a quanto sosteneva nel febbraio del 2009, l'opinione di Facebook  mutata completamente: allora il social network aveva tentato di imporre condizioni d'uso che gli attribuivano in pratica ogni diritto sui dati degli utenti.

La mossa non era certo passata inosservata e aveva sollevato una marea di proteste tanto che in soli due giorni Facebook aveva dovuto fare marcia indietro e presentare pubbliche scuse attraverso un post di Mark Zuckerberg.

Un anno e mezzo dopo, la musica  completamente diversa: le ultime funzioni introdotte hanno un occhio di riguardo per la privacy e vanno nella direzione di un maggior controllo fornito agli utenti sui contenuti da loro stessi inseriti.

La possibilit di definire gruppi ristretti permette di decidere con precisione le persone con cui condividere determinate informazioni e la dashboard per le applicazioni di terze parti consente di tenere sotto controllo la diffusione dei propri dati.

Che Facebook abbia cambiato idea su chi sia il padrone dei contenuti inseriti dagli utenti  confermato anche da Richard Allan, responsabile europeo per la privacy: "La cosa pi importante per noi sono i dati dei nostri utenti. Dati che appartengono solo a loro" - ha dichiarato Allan - "e che loro devono poter gestire in totale autonomia, decidendo chi pu accedere a queste informazioni, cosa possa essere condiviso e quando questo possa accadere".

Se poi tutto ci corrisponda a quello che davvero i responsabili di Facebook credono  tutta un'altra storia: se  improbabile che gli utenti decidano di abbandonarlo nonostante le preoccupazioni sulla riservatezza (come dimostra il fallimento del Quit Facebook Day)  anche possibile che si stia agendo per contrastare l'immagine poco limpida che ne fornisce il film The Social Network, appena uscito negli Stati Uniti e gi in testa alle classifiche.

Redazione di Zeus News.


