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UICIECHI.IT: NOVEMBRE-DICEMBRE 2010 - Numero 11-12.

La giungla di tariffe di telefonia mobile: una piccola bussola.

Di Angelo De Gianni.

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Gli operatori di telefonia mobile propongono un numero sempre crescente di tariffe telefoniche sia per le telefonate, sia per gli sms, creando ai frastornati utenti del servizio incertezze sul profilo da scegliere all’atto dell’attivazione di una nuova sim o in occasione del cambio di gestore.

A complicare la vita del potenziale cliente si sono aggiunti, più di recente, i cosiddetti operatori virtuali, che, pur utilizzando le reti già realizzate dalle principali aziende di telefonia mobile, applicano tariffe diverse apparentemente più convenienti, allo scopo di accaparrarsi nuova clientela.

L’utilizzatore di un telefonino ha, perciò, l’arduo compito di districarsi tra scatti alla risposta, tariffe a tempo e a scatti, contributi mensili o settimanali, sms gratuiti e soglie di minuti o messaggi da non superare, pena l’aumento del costo delle successive conversazioni o dei successivi messaggi.

A volte, la convenienza di una tariffa rispetto ad un’altra, dipende dalle abitudini di ciascuno di noi. Per essere chiari, la convenienza dipende da tante variabili, anche se le cose essenziali dipendono dalla durata delle telefonate e dal numero di sms che inviamo in un determinato periodo di tempo.

Un piccolo ma significativo aiuto, può venire da un file da me realizzato con Microsoft Excel 2003, “confronto_tariffe_gsm.xls”, file realizzato per le mie esigenze e che metto a disposizione dei lettori di Uiciechi.it. Il file lo trovate tra i software del mese pubblicati sul giornale in versione cd-rom.

Questo foglio di calcolo è costituito da due fogli di lavoro: il primo consente di confrontare due tariffe del traffico voce mentre per mezzo del secondo è possibile determinare fino a che punto è conveniente una promozione sugli sms.

(ndr.: si ricorda ai lettori che per passare da un foglio all'altro, dopo aver aperto il file confronto_tariffe_gsm.xls, i comandi sono: control più pagina su e control più pagina giù).

Per far comprendere nel dettaglio il funzionamento del programma ed il significato dei valori restituiti dalle celle contenenti le formule, occorre partire da una premessa e da un esempio: se analizziamo due profili tariffari uno dei due spesso ci appare palesemente più conveniente dell’altro ma non sempre è così.

Infatti, se per esempio telefoniamo a €0,19 al minuto senza scatto alla risposta con la scheda “A”, magari ci sembrerà di risparmiare rispetto al nostro amico che chiama a €0,12 al minuto, ma con uno scatto alla risposta di €0,16, avendo attivo il profilo “B”.

In realtà noi risparmiamo rispetto al nostro amico soltanto se la telefonata dura meno di 2 minuti e 17 secondi, in quanto, maggiore è la durata della comunicazione senza interruzioni, più il costo fisso rappresentato dallo scatto alla risposta verrà ripartito sull’importo totale, facendo così scendere il prezzo della conversazione del secondo.

In dettaglio:

  • al termine del primo minuto, io avrò speso €0,19 ed il mio amico €0,28.
  • Alla fine del secondo minuto la mia telefonata costerà €0,38 mentre il costo per il mio amico sarà superiore di €0,02 rispetto al mio importo.
  • Dopo due minuti e mezzo lui avrà speso €0,46 rispetto ai miei €0,47 e mezzo.
  • Oltre quel limite temporale io continuerò a spendere sempre di più rispetto al mio amico e la forbice fra i costi delle due chiamate si allargherà sempre di più a mio sfavore.

Utilizzando il primo foglio di lavoro del file di excel si possono mettere a confronto due telefonate effettuate con due diverse tariffe, individuando il tempo occorrente a far coincidere i relativi costi.

Sono presenti venti righe uguali, dalla 3 alla 22, cosicché si possono confrontare, per coppie, fino a 40 profili tariffari diversi. I valori da confrontare devono essere inseriti nelle celle delle varie colonne come di seguito spiegato:

  • Le colonne “A” e “B”, per la prima tariffa, e le colonne “E” e “F” per la seconda, sono dedicate rispettivamente all’indicazione del gestore e del nome del profilo. Quindi, le relative celle possono essere lasciate vuote in quanto non hanno valori numerici richiamati dalle formule.
  • Basterà inserire in una cella della colonna “C”, da c3 a c22, il valore dello scatto alla risposta, se previsto dal profilo esaminato.
  • Spostandosi con la freccia a destra di una cella si indicherà il costo per ogni minuto di conversazione.
  • Poi si ripeterà la stessa operazione, nello stesso ordine, rispettivamente nelle celle delle colonne “G” ed “H” della stessa riga ed il calcolo sarà pronto.
  • I valori numerici non indicati saranno assunti come uguali a 0.

Terminata l’operazione di inserimento dati, se tutto è stato fatto correttamente, indicando i centesimi preceduti dallo 0 e dalla virgola, compariranno i risultati dell’elaborazione elettronica, come segue:

  • Nella corrispondente cella della colonna “I” saranno riportati i secondi totali della durata della chiamata in corrispondenza dei quali le due tariffe confrontate hanno costo identico.
  • Nella cella della colonna “J” compariranno i minuti e nella successiva “K” i secondi, mentre le celle delle colonne “L” ed “M” mostreranno quanto speso fino a quel momento dai due utenti, i due importi saranno uguali.

Il calcolo impostato nel foglio di lavoro di excel presuppone che il costo al minuto sia calcolato sugli effettivi secondi di conversazione. Se, invece, una o entrambe le tariffe prevedono scatti calcolati su unità minime di tempo, quasi sempre non sarà possibile individuare una coincidenza esatta di costi e, la convenienza di un profilo tariffario rispetto ad un altro, avrà inizio allo scadere dell’unità di tempo immediatamente precedente o successiva a quella indicata nelle colonne “J” e “K”, dove sono visualizzati rispettivamente i minuti ed i secondi che determinano il tempo di equivalenza.

Può verificarsi il caso in cui una delle due tariffe comparate sia più conveniente rispetto all’altra fin dal primo minuto e resti tale qualsiasi sia la durata della conversazione. In tale ipotesi, ovviamente, un confronto è inutile ed il sistema delle formule restituirà un messaggio di errore o, più frequentemente, un risultato negativo assolutamente inattendibile.

Il secondo foglio di lavoro del file, raggiungibile mediante il comando “control pagina giù”, permette di verificare se è economicamente conveniente attivare o rinnovare una promozione sugli sms.

Partiamo dall'esempio che attivo una promozione che dura 30 giorni, ha un costo fisso di €5 e posso inviare un certo numero di sms al giorno pagando solo il primo a €0,15.

Al termine del periodo, ammesso che abbia usato tutti i giorni la promozione, avrò speso €9,50, risultanti da €5,00 fissi più €4,50 per € 0,15 per i 30 giorni.

Supponiamo che il mio contratto con il gestore di telefonia mobile, in assenza di promozioni attive, per ogni sms addebiti €0,10, affinché sia preferibile la promozione alla tariffazione ordinaria, dovrò inviare, nel periodo previsto dalla promozione, più di 95 messaggi, altrimenti mi converrà mantenere le normali condizioni contrattuali.

Ecco come comparare concretamente le due situazioni e, tralasciando l’esame delle colonne “A” e “B”, dalla riga 3 alla riga 22, rispettivamente dedicate all’indicazione del gestore e del nome della promozione, le celle da riempire sono quelle delle colonne come segue:

  • Colonna “C” in cui si riporterà il costo fisso della promozione.
  • Colonna “D”, da compilare con l’importo addebitato giornalmente dal gestore al primo invio di un sms.
  • Colonna “E”, nella quale potrà essere indicato il numero di giorni di durata della promozione o il numero di giorni nei quali pensiamo di inviare almeno un sms.
  • Colonna “F”, che conterrà il costo di un sms a tariffazione ordinaria.

Una volta inseriti i dati come sopra indicato, avremo automaticamente nella corrispondente cella della colonna “G” il numero di sms in corrispondenza del quale vi sarà equivalenza tra il costo con la promozione e senza, mentre le colonne “H” e “I” restituiranno gli importi rispettivamente della spesa con la promozione ed a tariffazione ordinaria.

Occorre tener presente che il numero di sms che determina l’equivalenza è arrotondato per difetto, cosicché i due importi potrebbero non coincidere, risultando il valore della cella della colonna “H” leggermente più elevato, anche se, comunque, la differenza sarà minima e non supererà in ogni caso il costo di un sms.

Come per il confronto tra tariffe voce, anche per gli sms potranno essere lasciate vuote una o più celle della riga. In tale ipotesi, però, occorre considerare che il foglio elettronico assumerà il valore della cella non riempita uguale a “0”.

Va ricordato, infine, che le formule non sono protette da scrittura e che, quindi, in caso di modifica accidentale di queste, si potrà ripristinare la situazione precedente sia annullando l’ultima operazione effettuata con il comando “control z”, sia spostandosi con la freccia su o giù alla riga precedente o successiva, copiando con “control C” (copia) la formula identica e ritornando sulla cella danneggiata sempre con le frecce ed incollando/sovrapponendo la formula mediante il comando “control V” (incolla).

Comunque, per chiarezza, questo file permette soltanto, in particolare per il traffico voce, un confronto limitato, che prende in considerazione solo il costo della singola telefonata. Per una verifica completa dei costi di una tariffa di telefonia mobile, occorre prendere in considerazione anche altri parametri, quali l’eventuale contributo mensile, gli eventuali sconti legati alla fedeltà del cliente, i bonus di autoricarica attribuiti dal gestore in relazione al traffico entrante ed altri benefici o sovrapprezzi previsti dalle clausole contrattuali.

Per questo, qualora si volessero calcoli più precisi di questi, è necessario creare un sistema di formule più complesso che, però, richiede una conoscenza approfondita della programmazione e della matematica.

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Angelo De Gianni.



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