Accordo per la banda larghissima italiana.
Scritto da Giulio Boresa.
Siglato un accordo tra i principali operatori italiani. Ci sarà una società per investimenti comuni, pubblico privati. Ma solo nelle zone non profittevoli e solo per le infrastrutture passive
Certo, è un primo passo dopo mesi di polemiche e indugi. Ma quanto sarà rilevante per il futuro della nostra rete non è facile dirlo. Per prima cosa, non è la nascita della società vera e propria ma un accordo quadro per avviarla. Si rimanda a prossimi 90 giorni di tavolo tecnico per definire composizione e governance della società, che è aperta non solo a quegli operatori ma anche a soggetti pubblici.
Secondo, la società riguarda solo le infrastrutture passive (cavi con fibra spenta, scavi, canaline verticali negli edifici), che quindi saranno messe in comune tra gli operatori (poi ciascuno ci mette i propri apparati a completamento della rete). La società inoltre interverrà solo nelle zone che a nessun operatore interessa coprire. Una sorta di anti digital divide dell’Ngn, insomma. Ci sono troppe cose ancora da definire, troppi paletti. I prossimi gironi saranno decisivi per vedere l’eventuale bluff.
Giulio Boresa.