VAI AGLI ARTICOLI


UICIECHI.IT: NOVEMBRE-DICEMBRE 2010 - Numero 11-12.

Gli utenti si ribellano ai contatori troppo intelligenti.

Di Dodi Casella.

Le apparecchiature installate in Francia sarebbero troppo costose e invasive della privacy. In Italia non è diverso.

Dall'inizio del 2012 Electricité de France (EDF) inizierà la sostituzione dei vecchi contatori con un nuovo tipo di apparecchiatura definita "comunicativa" oppure, tenendo conto delle funzioni di cui è capace, "intelligente".

Si tratta in sostanza di un piccolo computer chiamato Linky che, similmente ai contatori dell'ENEL, è in costante comunicazione con la centrale distributiva dell'energia in modo che sia possibile fronteggiare al meglio i picchi di domanda durante la giornata.

Come tutte le apparecchiature elettroniche ha un costo non proprio economico, visto che si parla di un addebito che potrebbe anche arrivare fino a 240 euro a famiglia.

La spesa verrà rateizzata in bolletta ma non è tanto l'importo a far sollevare le maggiori obiezioni quanto il modo in cui vengono trasmesse le informazioni sui consumi: ogni 10 o quindici minuti, e senza che venga garantita la riservatezza dei dati durante la trasmissione e nel successivo periodo di elaborazione e conservazione.

In sostanza - lamentano le organizzazioni dei consumatori - attraverso il nuovo contatore sarebbe possibile accedere ad una serie di elementi circa le abitudini di una famiglia, dall'ora della sveglia alla qualità e quantità dei consumi di energia e quindi, indirettamente, al tenore di vita familiare.

Inoltre non è stato valutato adeguatamente il risparmio che EDF realizzarà riducendo il numero dei letturisti e pare del tutto infondata la promessa secondo cui il nuovo contatore renderebbe possibile un risparmio anche consistente in bolletta.

Secondo la Commissione Nazionale Informatica e Libertà (CNIL) Linky sarebbe particolarmente intrusivo sia per la possibilità di aggiornamento del software da remoto - o anche attraverso una chiavetta USB - che per quella di apportare modifiche contrattuali (potenza erogata, sospensioni ecc.) senza l'intervento diretto o indiretto dell'utente.

L'Agenzia dell'ambiente e del Risparmio Energetico (ADEME) stigmatizza invece il fatto che sarebbero disponibili soltanto a pagamento le informazioni all'utenza relative ai propri dati, a cominciare dai consumi giornalieri.

In Italia la situazione, già vissuta, è più o meno la medesima ma con una nota negativa in più.

Infatti i contatori "intelligenti" dell'ENEL pretendono di restare sempre online, di modo che l'utente è obbligato a lasciare sotto tensione il proprio impianto anche in caso di assenza prolungata.

Inoltre in caso di disconnessione o in mancanza di consumi, la gestione di un'utenza che non consuma diventa un costo e pare che le aziende elettriche abbiano preso l'abitudine di richiedere alle anagrafi comunali se l'intestatario sia o no reperibile all'indirizzo di fornitura.

Il bel risultato di tutto ciò è che l'utente si trova avviata una procedura di cancellazione dalla popolazione residente, dalle liste elettorali e quant'altro, a causa magari di un prolungato soggiorno altrove per lavoro o semplice divertimento, rientrato dal quale sarà "senza fissa dimora". Ma tuttavia con l'obbligo di pagare ICI e tassa rifiuti.

Dodi Casella.



VAI ALLE RUBRICHE