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UICIECHI.IT: GENNAIO 2011 - Numero 1.

App Store? Non può essere un’esclusiva di Apple.

Scritto da Roberto Catania.

L’accusa di Microsoft: il nome scelto da Cupertino per il suo supermercato delle applicazioni è troppo generico per essere considerato un trademark

Merito di Apple, una società che non ha mai avuto troppa fantasia in quanto a nomi, ma che evidentemente sa come far fruttare in altri modi le sue idee. In nemmeno tre anni, l’App Store è diventato il più grande supermercato delle applicazioni per smartphone e tablet, modificando l’intero ecosistema del software.

Anche la concorrenza se n’è accorta. Così – chi prima, chi dopo – tutti i principali player si sono affrettati a creare un clone dell’App Store dove convogliare le proprie applicazioni mobili: sono nati così l’Android Market di Google, l’App World di Rim, l’Ovi Store di Nokia, il Samsung Apps di Samsung. E naturalmente il Windows MarketPlace di Microsoft, il negozio virtuale dove gli utenti di Windows Phone 7 possono reperire tutte le app, a pagamento o gratuite, per arricchire le funzionalità del proprio smartphone.

Proprio la casa di Redmond ha aperto in questi giorni un contenzioso sulla legittimità del marchio App Store, un termine troppo generico - a suo dire - per essere considerato un trademark. Secondo i legali di Microsoft, in pratica, Apple si sarebbe appropriata indebitamente di una designazione che è d’uso comune nel mondo dell’It, ostacolando in questo modo le attività della concorrenza, soprattutto sul piano della comunicazione.

A ben guardare Microsoft ha le sue ragioni: App Store è al giorno d’oggi un termine di uso comune per indicare un po’ tutti i bazar delle applicazioni, non solo quello di Apple. L’antonomasia non c’entra: difficile chiamare un negozio delle applicazioni con un altro termine che non sia quello scelto da Apple.

A suffragare la tesi di Microsoft c’è poi un precedente: quello relativo a The Computer Store, marchio registrato qualche anno fa da un retailer di pc, reso illegittimo dalle autorità che lo hanno ritenuto per l’appunto troppo generico.

Dal canto suo Apple può certo vantare la primogenitura del termine nell’ambito del mondo dei dispositivi mobili nonché quel suffisso “App” che si presta a essere inteso come una forma troncata di Apple.

La parola ora passa all’Ufficio brevetti e marchi statunitense. Ma è facile credere che qualunque sia la decisione, non cambierà la sostanza delle cose: l’App Store è e resterà un’invenzione di Apple.

Roberto Catania.



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