Calcolare l’ICI in autonomia.
Di Angelo De Gianni.
***************
Per la gran parte dei cittadini l’ICI è ormai solo un brutto ricordo, dato che dal 2008 non è più dovuta sull’abitazione principale e le pertinenze. Tuttavia, per coloro che possiedono terreni o una casa per le vacanze, l’incubo non è ancora finito. Per rendersi conto di quanto si deve pagare ogni anno si possono utilizzare gli strumenti a disposizione sul web oppure si può aprire il file “calcolo dell’ICI.xls”, nel quale sono predisposti due fogli di lavoro (il primo per i fabbricati e il secondo per i terreni), mediante i quali sono effettuabili i calcoli dell’imposta nelle situazioni più semplici e comuni; con il terzo foglio di lavoro si determina la detrazione spettante nei rari casi in cui l’ICI è ancora dovuta per l’abitazione principale, cioè quando si possiede un’abitazione di lusso (categoria catastale A1), una villa (categoria catastale A8) o un palazzo di pregio artistico (categoria catastale A9).
Una volta che ci siamo posizionati sul file “calcolo dell’ICI.xls”, file inserito tra i software del mese per la versione del giornale su cd-rom, ed apertolo con “invio”, si accede ad uno dei tre fogli di lavoro, denominati rispettivamente “fabbricati”, “terreni” e “detrazione”.
Nota bene: per spostarsi da un foglio all’altro è sufficiente usare il comando di Microsoft Excel “control più pagina giù” (accesso al foglio successivo) o “control più pagina su” (accesso al foglio precedente).
Tutti e tre i fogli di lavoro hanno degli elementi comuni:
La colonna “A” (da “A3” ad “A22”): è riservata alla descrizione dell’immobile. Non vi sono limitazioni di formato, per cui, le relative celle possono essere lasciate vuote, oppure possono contenere dati eterogenei, l’indirizzo dell’appartamento, i dati catastali del terreno, il comune in cui si trova, eccetera.
Nella colonna “B” (celle da “B3” a “B22”) va indicato il valore in euro della rendita catastale, se si tratta di fabbricato, o del reddito dominicale, se il calcolo riguarda un terreno.
Il sistema provvede automaticamente ad effettuare la rivalutazione prevista dalla legge e ad applicare il coefficiente stabilito per ciascuna tipologia di bene, determinando la base imponibile per il calcolo dell’imposta, mostrando, al termine dell’operazione, soltanto il risultato finale, nelle rispettive colonne, senza che compaiano valori intermedi.
Un altro elemento comune ai fogli di lavoro “fabbricati” e “terreni” è quello costituito dalla colonna “C” (celle da “C3” a “C22”). Una volta inserito il dato obbligatorio della rendita in una cella della colonna “B”, ci si sposta nella cella “C” della stessa riga, con il tasto freccia a destra, raggiungendo l’area dedicata all’aliquota stabilita dal Comune per il tipo di immobile sul quale si intende calcolare l’ICI, ad esempio il 4 per mille.
A questo punto è sufficiente inserire la cifra o le cifre che compongono l’aliquota, senza aggiungere nessun segno di percentuale ed indicando un massimo di due decimali poiché il sistema è già predisposto per il calcolo su base mille.
Le celle a destra di quella dedicata all’aliquota, delle colonne “D” ed “e”, sono dedicate rispettivamente alla percentuale di possesso, quando il bene oggetto del calcolo è di proprietà di più persone, e dei mesi per i quali l’imposta è dovuta.
Nella cella “D”, va inserita la percentuale con un numero di cifre decimali non superiore a due, senza il segno di “per cento”, mentre nella cella “E”, occorre scrivere le cifre del numero di mesi di possesso nell’anno di riferimento.
Bisogna ricordare che il mese, ai fini ICI, non è divisibile, quindi, va conteggiato soltanto se l’immobile è stato posseduto per più di 15 giorni. Se in quest’ultima colonna, vengono inseriti decimali, questi verranno considerati ai fini del risultato, falsandolo, ma non saranno visualizzabili nella cella. Qualora ci si dimentichi di inserire anche solo uno dei dati numerici finora esaminati, il sistema considererà il valore uguale a “0” e, conseguentemente, il risultato sarà “0”.
Però, ciò non significa che l’ICI non è dovuta, perciò, prima di tirare un sospiro di sollievo e pensare già a come spendere i soldi risparmiati, conviene verificare attentamente di aver compilato tutte le celle esaminate, anche se la percentuale di possesso è pari a “100” e si è posseduto il bene per tutti i 12 mesi dell’anno.
A questo punto, se si sta compilando una riga del foglio di lavoro dedicato al calcolo dell’ICI sui terreni, il lavoro è terminato: nella corrispondente cella della colonna “F” compare l’importo da pagare relativamente a tutto l’anno ed il contribuente provvede a ripartire il pagamento nelle due rate semestrali, come stabilito dalla legge.
Va tuttavia sottolineato che il calcolo non tiene conto delle agevolazioni previste per alcune tipologie di terreni, come quelli situati in zone montane o soggetti a vincoli idrogeologici; inoltre, i terreni qui considerati sono soltanto quelli agricoli, perché per le aree fabbricabili la base imponibile è determinata secondo altri parametri.
Se invece si sta usando il foglio di lavoro predisposto per i fabbricati, il risultato del calcolo dell’imposta è visualizzato nelle celle relative alla colonna “G”, per le abitazioni ed i garage, alla colonna “H”, per gli uffici o gli studi privati, alla colonna “I”, se l’immobile è un negozio e alla colonna “J”, se si tratta di collegi, convitti, beni della chiesa, eccetera.
Tale differenza dipende dal fatto che, ai fini della determinazione dell’ICI, sono applicati coefficienti diversi a seconda della tipologia di immobile e del gruppo catastale al quale appartiene.
La cella della colonna “F”, nella quale si può inserire la detrazione, va compilata soltanto nei casi in cui il tributo è ancora dovuto anche se si tratta di abitazione principale: l’esempio più frequente è quello degli appartamenti signorili. Nella cella in esame occorre scrivere l’importo della detrazione già calcolata: a questo fine è possibile utilizzare il foglio di lavoro “detrazione”. Nel descriverlo non serve soffermarsi sulle colonne “B” (rendita catastale), “F” (mesi di possesso) e “G” (percentuale di possesso), per le quali valgono le regole già esaminate; è invece, necessario focalizzare l’attenzione sulle celle della colonna “C”, nelle quali va inserita la detrazione fissa prevista dal Comune, nel cui territorio si trova l’immobile.
In proposito, la legge prevede che l’ammontare della detrazione applicabile sia di €103,29, aumentabili con delibera comunale fino a €258,22: nella cella in discorso, quindi, va inserito l’importo relativo a tutto l’anno ed il sistema provvederà a rapportarlo al periodo ed alla percentuale di possesso indicate dall’utente.
Nelle celle delle colonne “D” ed “E”, il sistema inserisce automaticamente la detrazione proporzionale del 1,33% della base imponibile: l’importo assunto ai fini del calcolo della detrazione totale, riportato nella colonna “H”, è però quello che compare nella cella della colonna “E”, non quello della colonna “D”, in quanto la legge stabilisce che la detrazione proporzionale non può in nessun caso essere superiore a €200 per ciascun immobile.
Se perciò nella cella “D”, appare un importo superiore a €200, se tutto funziona correttamente, nella cella accanto a destra sono inseriti automaticamente “€200,00”, somma che poi viene elaborata in base ai dati inseriti dall’utente.
L’ultima operazione sarà, infine, quella di copiare l’importo della cella di colonna “H” nella cella di colonna “F” del foglio di lavoro “fabbricati”, dove influirà, va ribadito, soltanto sull’importo della cella di colonna “G”, che contiene l’ICI da versare per gli appartamenti e le pertinenze della categoria catastale C, come i box auto.
L’utilizzo di questo file è semplice ed occorre solo acquisire i dati necessari da inserire nelle varie celle. Le informazioni relative ad un calcolo vanno digitate nelle celle della stessa riga ed è fondamentale non modificare in alcun modo le celle contenenti una formula, a meno che non si conosca la materia e si voglia volontariamente agire sulla formula stessa.
Per concludere, se non si è certi dell’esattezza dei dati da inserire per calcolare l’ICI oppure, se ci sono situazioni particolari, è consigliabile usare il sistema classico, quello più diffuso ma anche più costoso: rivolgersi ad un esperto in campo fiscale!
***************
Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: Angelo De Gianni