Da Windows a Macintosh.
Di Vainer Broccoli.
Parte seconda: le finestre: come guardarci dentro, esplorazione ed elementi.
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Le finestre di Snow Leopard
Come per Windows, anche Snow Leopard ha il suo interfaccia gui, ovvero, un interfaccia a finestre.
Le finestre sono lo strumento principale per far sì che l’utilizzatore possa dialogare con il sistema che, altrimenti, sarebbe irraggiungibile da noi.
Come per chi usa Windows, anche con il nostro MAC, il metodo migliore per conoscere la finestra del finder è esplorarla, ma come farlo?
Per fare le prime prove, apriamo una cartella del finder, che ne so, lavoriamo sulla cartella applicazioni.
Apriamola con il comando: cmd più shift più a.
Di default siamo posizionati sull’elenco delle applicazioni installate sul nostro MAC, elenco esplorabile muovendosi con le frecce, ma ben altro c’è a disposizione nella nostra finestra. Ecco come imparare a conoscerla!
Esplorazione della finestra
Innanzitutto, per poterci ben rendere conto di come è fatta la nostra finestra, dovremo far sì che il nostro voiceover sia posizionato nell’angolo in alto a sinistra dello schermo.
Come farlo?
Possiamo usare delle combinazioni di tasti, come vo più shift più inizio, per arrivarci, in maniera elegante, ma noi che partiamo dall’inizio useremo un metodo altrettanto efficace, anche se molto meno raffinato, ossia: premere vo più freccia sinistra finché non sentiremo il classico “tump tump tump” che caratterizza il bordo di un elemento.
Eccoci, quindi, arrivati nell’angolo in alto a sinistra della nostra finestra.
A questo punto, con la combinazione di tasti: vo più freccia destra andremo a esplorare elemento per elemento, cosa ci propone questa nostra entità.
Gli elementi della finestra
Il primo oggetto che avremo sotto il cursore voiceover, sarà il pulsante di chiusura.
Se cliccato, con vo più barra spazio, chiuderà, come si può intuire, la finestra stessa.
In seguito, ecco il pulsante contrai.
Questo bottone, se cliccato con vo più barra spazio, contrarrà (o rimpicciolirà) la nostra finestra ripresentando la scrivania.
Se avete fatto la prova, ecco la necessità di riprendere la nostra finestra delle applicazioni. Niente paura, procedete come segue:
Ecco il pulsante zoom.
Questo oggetto gestisce le dimensioni della finestra. Se cliccato con vo più barra spazio, non darà effetti tangibili con lo Screen-reader.
La barra strumenti
Proseguendo nel nostro tour guidato, incontreremo una stringa di testo, nel nostro caso applicazioni, che non sarà altro che il titolo finestra.
Ancora vo più freccia destra ed ecco un pulsante chiamato: pulsante della barra strumenti.
Questo non è altro che uno switch, se premuto nasconde la barra degli strumenti e se ripremuto, sempre con vo più barra spazio, la fa riapparire. Se procediamo con vo più barra spazio, ecco un elemento assai interessante, appunto, la barra degli strumenti.
Interazione e barra degli strumenti
Grazie a questo oggetto di sistema, proveremo ad affrontare il concetto di interazione. L’interazione, in Snow Leopard, introduce un concetto totalmente nuovo in ambiente informatico per disabili visivi. Chi viene da windows con Jaws, infatti, non ritroverà alcuna similitudine con questo Screen-reader, quindi, bisognerà prestare una buona attenzione a questo concetto.
Interagire con un oggetto, infatti, significa letteralmente entrarci dentro, muovercisi all’interno, in tutte le direzioni, cliccare, eccetera, senza mai agire al di fuori di esso.
L’interazione con un oggetto, nel nostro caso, si attiva con la combinazione di tasti: vo più shift più freccia giù e si disattiva, intuitivamente, con la combinazione di tasti: vo più shift più freccia su.
Ora interagiamo con la barra strumenti ed esploriamola!
Esplorazione della barra degli strumenti
Eccoci, dunque, all’interno della nostra barra degli strumenti ed ecco, di nuovo, una serie di oggetti da navigare:
visualizzazione rapida pulsante e azioni, pulsante menù.
cliccando questo pulsante, apriremo una tendina dove potremo osservare diverse voci che sono relative alla nostra cartella applicazioni: nuova cartella, comprimi cartella, eccetera. Tutte voci che, però, avremo a disposizione anche nel menù archivio.
Ulteriori pulsanti della barra strumenti pulsante a comparsa:
questo elemento, se cliccato, ci aprirà un’altra tendina che ci mostrerà ulteriori funzioni disponibili per la barra strumenti.
di default, avremo il pulsante per attivare la ricerca e null’altro.
questo menù potrà variare a seconda di eventuali tools che potremo installare cammino facendo.
nota:
avrete notato come questa barra strumenti proponga elementi che possono esser attivati o da barra menu o con tasti rapidi.
Questo oggetto, infatti, per un non vedente, può risultare farraginoso nell’uso ed, infatti, di solito, non viene usato molto dagli utenti voiceover, mentre, per chi vede, pare esser uno strumento assai comodo.
La barra laterale (sidebar)
togliendo l’interazione con la barra strumenti, attraverso l’uso del tasto: vo più shift più freccia su e procedendo con vo più freccia destra, ecco che incontriamo uno strumento assai particolare, la barra laterale (o sidebar).
voiceover la raffigura come una tabella ed, in quanto tale, potremo interagirvi.
ma a cosa serve la barra laterale del finder?
questo elemento mostra le varie risorse del nostro MAC e, sopratutto all’interno di software di video scrittura, ad esempio, diventerà importante per gestire le procedure di salvataggio, come lo sfoglia in windows.
accingiamoci, dunque, a capirne la struttura.
barra laterale e sua esplorazione
dopo aver interagito con la tabella, eccoci all’interno della sidebar del finder.
il comportamento di questo oggetto è dinamico, quindi avremo modo di notare come si sia già posizionati sopra la voce applicazioni.
se ci sposteremo, andando ad atterrare su altri elementi, il fuoco di voiceover andrà direttamente nella finestra, che ne so, della nostra cartella home.
per tornare nella barra laterale, in seguito, dovremo tornare, con vo più freccia destra, nella nostra sidebar stessa.
se proseguiremo, dopo la finestra applicazioni, ancora verso destra, troveremo informazioni relative agli elementi nella nostra cartella e lo spazio ancora disponibile sul nostro hard disk.
Nota di Fabio Strada
aggiungo un paio di osservazioni che sviscerano alcuni degli elementi che hai toccato.
attenzione: queste osservazioni forse complicano un po’ le cose. chi sta muovendo i primi passi sul MAC, può conservarle per quando avrà acquisito un pochino di pratica in più e vorrà magari approfondire ulteriormente il discorso sull’interfaccia e sui comportamenti di VO.
La prima osservazione riguarda il pulsante di chiusura della finestra che si trova nell’angolo in alto a sinistra di ogni finestra del MAC.
Questo comando, come detto da Vainer, serve per chiudere la finestra e corrisponde al comando da tastiera Command - W.
Una cosa utile da sapere per chi arriva da Windows ed è nuovo sul MAC, nel sistema del MAC, a differenza di Windows, chiudere una finestra e chiudere un’applicazione sono due concetti distinti.
Noi siamo abituati a Windows dove, se chiudiamo la finestra dell’applicazione attiva, automaticamente chiudiamo anche l’applicazione stessa: il classico Alt più F4.
Nel MAC, invece, se chiudiamo la finestra con Command - W o con il pulsante in alto a sinistra, l’applicazione rimarrà aperta, seppure senza finestre.
Infatti, se proviamo per esempio in textedit, ad aprire un documento e poi a chiudere la finestra con Command - W, se poi ci spostiamo con VO più frecce, VO ci dirà “textedit non ha finestre”. se attiviamo la barra dei menu con VO - M, ci accorgeremo che i menu attivi sono ancora quelli di textedit. basta spostarsi dal menu Apple, il primo a sinistra, in avanti con la freccia destra, e incontreremo il menu dell’applicazione che reciterà appunto “textedit”.
Dunque, avremo un’applicazione attiva, sebbene priva di finestre. Per chiudere l’intera applicazione, e non solo le sue finestre, si usa il comando Command - Q, che corrisponde al comando “esci da” (nell’esempio che abbiamo fatto sarà: “esci da textedit”).
Un’altra precisazione che torna utile a questo riguardo è che, a differenza di Windows, nel MAC la barra dei menu non compare all’interno della finestra dell’applicazione attiva, ma lungo il bordo superiore dello schermo. Ci sarà dunque un’unica barra dei menu, il cui contenuto cambia a seconda di qual è l’applicazione attiva. Ecco spiegato come mai un’applicazione può essere attiva ed avere i propri menu pur non avendo finestre aperte.
Tutto quanto detto fin qui vale in tutte le applicazioni ad eccezione del finder. Il finder infatti è un’applicazione con uno statuto particolare e privilegiato: è un’applicazione che è sempre attiva, in quanto in pratica fornisce l’interfaccia dell’utente con il sistema. Non è quindi possibile chiuderla. Infatti, la sua icona nel dock sarà sempre attiva. E non esiste il comando Command - Q nel menu del finder. Ne risulta quindi che possiamo chiudere le finestre del finder, ma mai il finder stesso. E infatti, anche quando ogni finestra è chiusa, rimarrà sempre attiva la scrivania del MAC, che è l’elemento di base dell’interfaccia e del finder stesso.
Seconda osservazione
Vainer ha parlato della barra laterale del finder. Abbiamo visto che esplorandola e cambiando l’elemento selezionato, la finestra del finder si aggiorna e il focus di VO viene sbalzato fuori dalla barra. Questo risulta un impiccio se vogliamo usare la barra laterale per sfogliare le varie cartelle e gli elementi del computer. Il comportamento in realtà si verifica quando nell’utility VO abbiamo impostato il puntatore mouse che segue il cursore VO. Se impostiamo il mouse che ignora il cursore VO, potremo tranquillamente navigare la barra laterale senza venir sbalzati fuori appena selezioniamo un elemento diverso. In alternativa, se vogliamo mantenere l’impostazione del mouse, possiamo sganciare temporaneamente i cursori con il comando VO - Shift - F3 mentre navighiamo la barra laterale. Per selezionare un elemento al suo interno, a questo punto dovremo premere i tasti VO più barra spazio. Al termine dell’operazione possiamo riagganciare i cursori sempre con VO - Shift - F3.
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Per ulteriori informazioni, scrivere a: Vainer Broccoli