Siti pirata, arriva la stretta contro i motori di ricerca.

Scritto da Giulio Boresa.

Il tribunale di Roma costringe Yahoo! a eliminare, dai propri risultati di ricerca, siti pirata collegati a un film. E' una sentenza senza precedenti

Il giudice ha deciso infatti di considerare Yahoo! "infringement contributor", cio facilitatore della violazione del diritto d'autore, perch pur sapendo della presenza di quelle pagine non le ha rimosse dai risultati della ricerca. Si noti quindi che non si chiede al motore di vigilare e agire in modo preventivo; ma di agire dopo aver ricevuto la segnalazione da parte dei detentori di copyright.

Va detto che la sentenza non "fa cassazione"; non riscrive il diritto. Non ne deriva quindi un obbligo per tutti i motori di ricerca e per casi simili: vale solo per questo caso specifico. Comunque costituisce un precedente che potr aprire le porte ad altre cause. La strada sembra in ogni caso segnata, verso l'obbligo dei motori di ricerca a rimuovere quanto segnalato. La futura direttiva europea sul commercio elettronico infatti probabilmente li equiparer agli hosting provider, nelle loro responsabilit come intermediari tra utenti e contenuti di terzi. Gi gli hosting provider in Italia sono costretti a rimuovere dietro segnalazione dei detentori di copyright, se non vogliono rischiare di essere incriminati per pirateria. Ad oggi invece non ci sono leggi europee che chiedano ai motori di fare lo stesso, mentre negli Usa s (il Dmca). Un percorso simile  suggerito da una futura delibera dell'Autorit garante delle comunicazioni.

Giulio Boresa.

