Rimborso della tassa cellulari, prima vittoria di un utente
Scritto da Giulio Boresa.
Un ex abbonato di Wind ottenere il risarcimento- 450 euro- per quanto pagato con la tassa di concessione governativa. Continua a montare la battaglia per abolirla
C’è il primo caso di un utente abbonato (a Wind) che ha ottenuto dall’Agenzia delle Entrate il rimborso della tassa di concessione governativa. Quella che pagano tutti coloro che hanno un abbonamento (invece che una ricaricabile) a servizi voce di rete mobile: pari a 5,16 euro per i privati e 12,91 euro per le aziende.
E’ stata l’associazione Adico a sostenere la causa dell’utente, di residenza veneziana, a cui l’Agenzia ha rimborsato alla fine 450 euro. L’Agenzia stessa- cioè lo Stato- ha ricosciuto che la tassa è illegittima, nota Adico. Ha comunicato all’utente, infatti, di riconoscere il rimborso ”per riscontrata inesistenza del presupposto impositivo”.
Fa seguito ad alcune sentenze di commissioni tributarie regionali, che hanno concesso il rimborso alle pubbliche amministrazioni locali. Su questa scorta, alcune associazioni consumatori hanno anche lanciato una campagna, in cui invitavano gli utenti a chiedere il rimborso in massa ai propri operatori. Spinge in questa direzione anche Adico.
“Il caso del nostro associato è tipico, ed è quello di un abbonato insoddisfatto che prima di riuscire a cambiare operatore e a rescindere il contratto accumula alcune fatture non pagate perché ritenute a diverso titolo illegittime - spiega il presidente Adico, Carlo Garofolini - ed é solo quando arrivano questi avvisi che il consumatore ‘scopre’ di aver pagato per anni una tassa di fatto illegittima”.
Va detto però che ad oggi la tassa non è stata ancora abolita e quindi ogni caso fa storia a sé. In altre parole, non si può sperare ancora in un rimborso in massa da parte dagli operatori, ma ciascun utente dovrebbe affrontare la questione presso l’Agenzia, proprio come ha fatto quello sostenuto da Adico.
Giulio Boresa.