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UICIECHI.IT: APRILE 2011 - Numero 4.

Google, diffamazione per mezzo di suggerimento automatico.

Scritto da Giulio Boresa.

Il Tribunale di Milano impone a Google di eliminare un abbinamento tra il nome di un professionista della finanza e le parole “truffa” e “truffatore”, nell’autocompletamento della ricerca

Chiunque digitava il nome del professionista, di cui sono note solo le iniziati (A.B.), vedeva apparire come suggerimento le parole “truffa” o “truffatore”. Il motivo, evidentemente, era che un certo numero di utenti cercava su Google mettendo insieme quelle parole di ricerca. Il giudice ha stabilito che il motore non può sottrarsi a questa responsabilità: deve cancellare l’abbinamento dal proprio software per i suggerimenti. Il motivo è che è stato Google stesso a ideare questo software e il relativo algoritmo e quindi è responsabile dei suoi abbinamenti (articolo 2043 del codice civile).

Interessante l’analisi di Sarzana (avvocato esperto del tema), che nota più differenze che analogie con la vicenda di Yahoo!, costretta dal Tribunale di Roma a rimuovere link tra i propri risultati. La sostanza è che per la liberta della rete è pericolosa in particolare l’ordinanza contro Yahoo!, perché sottende la richiesta al motore di vigitale sui contenuti degli utenti. Bisogna però vedere come va a finire la storia di A.B., di cui ancora non sono chiare le intenzioni di chiedere o no i danni a Google. Che invece fa sapere di stare valuntando se continuare a opporsi alla decisione del Tribunale (ora non ci sarebbe che andare al Consiglio di Stato).

Giulio Boresa.



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