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UICIECHI.IT: APRILE 2011 - Numero 4.

Gli operatori italiani vogliono soldi da Google e Facebook, per le nuove reti.

Scritto da Giulio Boresa.

Telecom Italia, Wind, Asstel ribadiscono con toni sempre più forti,a desso anche al Senato, che hanno bisogno dell’aiuto economico degli over the top per la next generation network

L’audizione di Bernabé al Senato ci aiuta a capire meglio la questione, perché è molto esplicita:”gli over the top dovrebbero contribuire agli investimenti per le reti di tlc”; “fanno ricavi importantissimi, ma non lasciano occupazione e risorse fiscali in capo ai Paesi in cui vengono realizzati”.

“Si stima- ha aggiunto Bernabè- che nei prossimi quattro anni gli operatori europei dovranno investire circa 20 miliardi di euro per preservare le attuali prestazioni delle reti mobili. Considerando anche gli aumenti di capacità necessari sulle reti fisse, gli investimenti complessivi superano 30 miliardi di euro, pari a circa il 10% del fatturato annuo dell’industria“. Si veda per esempio la previsione di Cisco sui futuri consumi di banda. Per quest’obiettivo, “sarà necessario innovare l’attuale modello di business che ha consentito agli over the top di raggiungere, a livello mondiale, ricavi totali analoghi a quelli conseguiti dagli operatori di rete per l’accesso a Internet (circa 130 miliardi nel 2010), pur non essendo gravati dagli elevati investimenti infrastrutturali di questi ultimi”.

Secondo Telecom, servono “meccanismi che aumentino la contribuzione degli over the top agli investimenti fatti dagli operatori sulla rete”. L’alternativa sarebbe solo aumentare i prezzi ai clienti, per sostenere le nuove reti, ma secondo Telecom non è un percorso praticabile; gli utenti non sono disposti a pagare di più per la banda larga. E’ un grosso problema: per altro, Bernabè è consapevole che solo una normativa internazionale, ancora tutta da elaborare, potrebbe costringere gli over the top a contribuire. Seguiamo con attenzione questo tema: ce lo ritroveremo senza dubbio nei prossimi anni, sempre più scottante. Una via d’uscita potrebbero essere investimenti pubblici consistenti nell’Ngn; ma è ad oggi così utopistico che Bernabé non ha nemmeno citato quest’opzione.

Giulio Boresa.



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