La virtualizzazione VMware diventa sistema operativo.
Scritto da Giuseppe M. Goglio.
L’aggiornamento a vSphere 4 permette alle aziende di introdurre il cloud computing nel proprio data center a uso interno
La nuova versione di vSphere 4, presentato come aggiornamento del proprio ESX Server, viene presentata come il primo sistema operativo disegnato espressamente per il cloud computing. A tre anni di distanza dall’ultimo aggiornamento di pari portata, VMware rilancia la propria offerta in tema di virtualizzazione puntando decisa a un ruolo da protagonista al cuore dei sistemi informativi aziendali.
vSphere 4 combina le risorse virtuali presenti in un data center in un sistema di gestione centralizzata per l’insieme delle risorse risultanti complessivamente. L’obiettivo del sistema operativo è di semplificare la gestione delle risorse It rispetto alle esigenze dei singoli servizi supportati in azienda e permettere quindi ai vari dipartimenti It di realizzare un proprio sistema di cloud computing. In pratica, la soluzione per la versione del cloud computing che sembra destinata a realizzarsi più a breve, vale a dire quella a uso interno dove VMware intende sfruttare la propria esperienza per guadagnare un vantaggio strategico rispetto alla concorrenza.
Merita qualche precisazione la definizione di sistema operativo assegnata da VMware a Sphere 4. Per non cadere nell’equivoco di paragonare il software a prodotti tipo Microsoft Windows, Linux, Unix, AIX o Mac OS, è importante tenere presente che si parla di un sistema operativo di alto livello, destinato quindi alla gestione delle apparecchiature presenti in un data center. In questo senso, come sottolinea VMware, Sphere 4 svolge esattamente le due funzioni richieste per questa categoria di software: la gestione dell’hardware e di tutte le periferiche collegate e la disponibilità di un’interfaccia per le applicazioni. Proprio quella funzione di tramite tra l’hardware e i programmi, esattamente come fa una qualsiasi versione di Windows.
Giuseppe M. Goglio.