Aumenti ISTAT sul PC.
Di Angelo De Gianni.
************
L’Istituto Nazionale di Statistica, più comunemente conosciuto come ISTAT, pubblica numerosi dati statistici sia in campo economico che sociale, tra i quali il più noto è l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, necessario, tra l’altro, per il calcolo dell’aumento annuale dei canoni di locazione e dell’importo degli alimenti da versare al coniuge separato. L’indice è aggiornato mensilmente e viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, reperibile anche on line all’indirizzo: http://www.gazzettaufficiale.it
Tuttavia, per una più agevole consultazione dei dati è consigliabile utilizzare direttamente il sito dell’ISTAT, inserendo, nella barra degli indirizzi del browser, l’URL: http://mobile.istat.it/prezzi.html
Se, invece, la ricerca concerne dati più specifici o complessi, è necessario compilare il modulo elettronico presente alla pagina internet: https://contact.istat.it//richiesta_info.php, indicando i dati richiesti dal sistema, in modo che l’Istituto possa rispondere tramite e-mail.
Coloro che non hanno dimestichezza con il computer o che preferiscono ricevere le informazioni direttamente dagli uffici dell’ente possono, in alternativa, chiamare le sedi regionali, i cui recapiti sono reperibili all’indirizzo: http://www.istat.it/istat/organizzazione/sediregionali/
Una volta ottenuto l’indice dei prezzi al consumo del mese di interesse, è possibile effettuare il calcolo della rivalutazione monetaria utilizzando il file “Calcolo aumenti Istat.xls”, realizzato con Microsoft Excel 2003, per mezzo del quale si può calcolare sia l’aumento Istat, sia il nuovo importo che risulta dall’applicazione dell’indice. Poiché, in alcune ipotesi specifiche, la legge consente un adeguamento parziale, al 75% del predetto indice, sono state inserite due colonne nelle cui celle sono riportati i rispettivi risultati, cioè l’aumento ridotto e l’importo aumentato al 75%).
Il file xls da me prodotto, è stato inserito tra i software del mese di Uiciechi.it, versione su cd-rom.
Ecco di seguito e nel dettaglio come può essere utilizzato questo utile strumento di calcolo.
Il file si compone di due fogli di lavoro, il primo, come sopra evidenziato, serve a calcolare l’incremento di un valore monetario rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il secondo ha scarsa utilità pratica, in quanto serve unicamente a determinare, partendo da due importi, l’incremento o la diminuzione percentuale tra i due valori confrontati. Per spostarsi da un foglio di lavoro all’altro occorre usare la combinazione di tasti “control più pagina giù” (per passare al foglio successivo) o “control più pagina su” (per l’operazione inversa). Gli elementi comuni ad entrambi i fogli di lavoro sono la colonna “A” (da “A3” ad “A22”), le cui celle sono riservate alla descrizione dell’operazione visualizzabile nelle celle successive della stessa riga, alcune celle della riga “1”, unite allo scopo di contenere la descrizione del foglio di calcolo, e le prime celle della riga “2”, in ciascuna delle quali è spiegato il contenuto della colonna.
Le celle della colonna “A” (descrizione) non hanno un formato predeterminato, sicché possono contenere indifferentemente caratteri, numeri o date, in sostanza tutto quello che può servire all’utente per identificare univocamente l’insieme dei dati numerici inseriti nelle celle successive presenti sulla stessa riga.
Il primo foglio di lavoro, denominato “calcolo degli aumenti Istat”, richiede soltanto la compilazione di una delle celle da “B3” a “B22”, in cui va inserito l’importo sul quale si intende effettuare il calcolo della rivalutazione Istat, e della cella della colonna “C” subito a destra, raggiungibile premendo il tasto “freccia a destra”, nella quale è sufficiente inserire l’indice di rivalutazione ricavato nei modi in precedenza spiegati.
Il sistema fornisce in automatico i risultati dei calcoli nell’ordine seguente: premendo la freccia a destra si accede alla cella “D” dove è presente l’importo della rivalutazione ridotta al 75% dell’indice indicato, un’ulteriore pressione del tasto “freccia a destra” porta alla cella “E”, dove è presente il nuovo importo rivalutato al 75% del predetto indice, proseguendo con lo stesso tasto l’utente può ascoltare nella cella “F” il valore dell’incremento al 100% e nella successiva cella “G” trova l’importo comprensivo della rivalutazione. A volte gli importi, per effetto degli arrotondamenti, non coincidono con quelli risultanti dal calcolo manuale o effettuato con una normale calcolatrice: questo può verificarsi, in particolare, quando nella percentuale ridotta al 75% sono presenti più di due cifre decimali o quando il valore di partenza contiene già numeri decimali.
Nel secondo foglio di lavoro, “Calcolo delle percentuali”, vanno compilate esclusivamente le celle della colonna “B” e “C”, oltre, ovviamente, a quelle facoltative della colonna “A” dedicate alla descrizione: nella prima delle due celle va inserito il primo importo da confrontare, mentre in quella successiva, raggiungibile premendo il tasto “freccia a destra”, va scritto il secondo valore.
Il risultato, espresso in percentuale, è indicato nella corrispondente cella della colonna “D” ed è preceduto dal segno “meno” se è negativo, se, cioè, il primo valore immesso è superiore al secondo.
Un esempio potrà chiarire meglio il funzionamento del foglio di calcolo: se ieri ho acquistato la benzina a €1,50 al litro ed oggi costa €1,56, vi è stato un aumento del 4%. In una delle celle della colonna “B” inserirò “1,50 e nella cella subito a destra nella colonna “C” “1,56”: nella cella della colonna “D” comparirà automaticamente il 4%. Invertendo gli importi delle celle “B” e “C”, in modo che l’importo più elevato sia il primo, il sistema rileverà una diminuzione di prezzo (da €1,56 a €1,50) e, conseguentemente, nella cella di colonna “D” della stessa riga si leggerà “-3,85%”, un numero negativo, la diminuzione percentuale del prezzo.
Chi svolge un’attività di lavoro dipendente può calcolare, anno per anno, l’aumento del proprio stipendio in base all’indice Istat del costo della vita: già dopo pochi anni, confrontando l’importo così rivalutato con quello dello stipendio realmente percepito, si renderà conto di quanto è diminuito il valore reale della sua retribuzione, in altri termini capirà quanto ha perso!
***************
Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: Angelo De Gianni