Cellulari “spioni”: Apple, Google, Microsoft e altri sotto indagine.
Scritto da Giulio Boresa.
Autorità Usa e di alcuni Paesi europei chiedono a varie aziende se e come tracciano gli spostamenti degli utenti cellulare. Il tutto dopo la scoperta di un file che nell’iPhone conserva le coordinate gps
Tutto è nato dalla scoperta di alcuni ricercatori di O’Reilly: un file che sull’iPhone conserva le coordinate gps dell’utente. Ha dato il via ad altre indagini. Certuni hanno visto che alcune applicazioni Android collezionavano e inviavano dati gps ai network pubblicitari. Altri hanno scoperto che Windows Phone 7 fa cose simili con i dati dell’utente ma li invia a Microsoft.
A caldo, tutte le aziende coinvolte hanno smentito, ma si distingue la risposta di Steve Jobs: “noi non tracciamo. Lo fa Google, piuttosto”. Aspettiamo le risposte ufficiali che dovranno dare alle varie autorità, ma il tutto potrebbe aprire una voragine su quello che forse è il piccolo sporco segreto dietro il boom delle applicazioni smartphone. E cioè che queste costano così poco e quindi si sono potute diffondere anche perché fanno un uso piuttosto spregiudicato dei dati degli utenti.
Giulio Boresa.