Sony non dà la colpa ad Anonymous ma lo cita.
Di Zeus News.
Nessuna accusa precisa, ma alcuni indizi puntano verso il gruppo di hacker.
Sin da quando si è diffusa la notizia dell'attacco al PlayStation Network, Sony non ha mai affermato esplicitamente che gli autori dell'operazione potessero essere i membri del collettivo Anonymous.
I sospetti, tuttavia, sono sempre andati in quella direzione soprattutto per via del supporto che il gruppo di hacker ha dato a GeoHot, l'autore della violazione della PS3 preso di mira dai legali di Sony.
Anche ora che anche i servizi Sony Online Entertainment sono stati colpiti l'azienda giapponese non punta direttamente il dito verso gli Anonymous, però li cita.
Kazuo Hirai, CEO di Sony, ha scritto a una commissione del Congresso americano che nei server di SOE è stato trovato un file chiamato per l'appunto Anonymous il cui contenuto recita «We are Anonymous. We are Legion. We do not Forgive. We do not Forget. Expect Us», ossia la firma tipica dei comunicati del gruppo.
Non si tratta di una prova definitiva: chiunque avrebbe potuto lasciare un file siffatto per far ricadere la colpa sugli Anonymous che, da parte loro, negano ogni coinvolgimento.
Dunque Sony si guarda bene dal fare accuse precise, imitandosi a dichiarare per bocca di Hirai di essere stata vittima «di un attacco criminale pianificato con molta attenzione, altamente sofisticato e progettato allo scopo di sottrarre informazioni personali e relativi alle carte di credito per fini illegali».
Al momento, tuttavia, pare che non siano ancora state effettuate operazioni fraudolente con i dati delle carte di credito.
Zeus News.