Lo spam inquina più di 3 milioni di auto.
Scritto da Roberto Catania.
Secondo McAfee l’universo di posta indesiderata che circola ogni anno in Rete aumenta il dispendio energetico dei pc e dei server. Con un danno ambientale che fa gridare all’allarme
Il concetto è abbastanza semplice: ogni attività ha un impatto sull’ambiente che può essere misurato usando come indicatore la superficie terrestre o marina necessaria per rigenerare le risorse naturali consumate o, nel caso dell’energia, per assorbire le emissioni di anidride carbonica.
Con questo paradigma – teoricamente - si può misurare di tutto: dai gas serra prodotti dalle auto a quelli dovuti ai combustibili fossili, dall’energia sprecata dai frigoriferi di vecchia generazione agli alberi tagliati per produrre la vaschetta in Pvc del nostro gatto.
Indesiderata, anche dall’ambiente
Anche in campo tecnologico è scattata la corsa al monitoraggio ambientale: computer, data center, cellulari, caricabatterie, perfino le ricerche su Google possono pesare sul futuro del Pianeta, ed è per questo che conviene misurarne gli effetti.
L’ultimo allarme in ordine di tempo riguarda lo spam. Secondo un rapporto effettuato da ICF International per conto di McAfee, infatti, la posta indesiderata inquinerebbe ogni anno come 3,1 milioni di auto. E’ il risultato di un fabbisogno energetico spropositato (circa 33 miliardi di kilowattora all’anno) necessario per creare (prima) e smaltire (dopo) tutto lo spam che circola in Rete. Un quantitativo di energia, giusto per fare un altro paragone, che potrebbe soddisfare le richieste di elettricità di quasi 2 milioni e mezzo di famiglie americane.
Un conto salato
L’indagine è stata condotta prendendo in esame l’intero universo dei messaggi di spam che circolano ogni anno in Rete (circa 62mila miliardi) e calcolandone i consumi associati: per creare nuovi messaggi, ad esempio, o per organizzare la raccolta degli indirizzi mail, per la trasmissione in Rete o banalmente per consultare le mail indesiderate che non sono state filtrate dai sistemi anti-spam. Il totale fa qualcosa come 17 milioni di tonnellate di CO2. Insomma oltre a inquinare la nostra casella di posta, lo spam inquina anche l’ambiente.
Battaglia informatica o ambientale?
La domanda, però sorge spontanea. Cosa c’entra McAfee con la salvaguardia dell’ambiente? Nulla. E’ solo una grossa società che produce sistemi di sicurezza It, anti-spam compresi. E allora, forse, viene altrettanto spontaneo chiedersi se non si tratti di una mera trovata per dare risalto a un problema passando per una via alternativa (anche se piuttosto battuta di questi tempi). Intendiamoci; lo spam è un problema serio e va combattuto. Ma è una battaglia che riguarda il mondo informatico più che l’ambiente. A meno che qualcuno non creda che gli spammer diventino d’un tratto sensibili all’effetto serra o che le aziende investiranno in sistemi di difesa anti-spam per risolvere i problemi climatici del Pianeta.
Roberto Catania.