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UICIECHI.IT: SETTEMBRE, 2011 - Numero 9.

Blind Math: ovvero come gestire la matematica con il computer.

Di Nunziante Esposito.

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BlindMath, progetto voluto dal Cento di Ateneo SinApSI dell'università Federico II di Napoli per l’Inclusione degli Studenti Disabili dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, finalizzato all’apprendimento delle materie tecnico-scientifiche da parte di ragazzi non vedenti.

Lo spirito che ha animato l’iniziativa è quello di realizzare un processo di inclusione scolastica che, centrato sull’uso di nuove tecnologie, ha visto il coinvolgimento di diverse figure: Genitori, Insegnante di sostegno, Insegnanti curriculari e operatori esterni quali psicologi, Ingegneri-Tecnici della Riabilitazione, Fisioterapisti, Assistenti sociali e/o materiali. Referente del progetto è il Prof. Alessandro Pepino e-mail: pepino@unina.it.

Blind Math è un software sviluppato dal Cento di Ateneo SinApSI dell'università Federico II di Napoli, allo scopo di consentire ai non vedenti e agli ipovedenti gravi la gestione della matematica attraverso le tecnologie assistive usate dai disabili visivi. Questo software si può usare nell'età scolare a partire dalle classi di scuola media inferiore e fino agli studi Universitari ed è una nuova opportunità per gli studenti disabili visivi da non sottovalutare.

Da sempre, lo studio delle materie scientifiche è stato negato agli studenti disabili visivi a causa della difficoltà di leggere e scrivere le formule matematiche. Presso la Sezione Tecnologia del Cento di Ateneo SinApSI dell'università Federico II di Napoli da diversi anni si sta lavorando per consentire l’accesso alle materie scientifiche da parte di questa categoria di studenti universitari. Il sistema BlindMath viene incontro agli studenti non vedenti ed ipovedenti gravi, tramite l’uso della sintesi vocale interna allo screen-reader Jaws per Windows. Il programma può essere facilmente usato da chiunque abbia conoscenza e buon utilizzo degli strumenti informatici di base per i disabili visivi. L’utente può immettere il testo voluto attraverso l’uso di una comune tastiera con comandi semplici ed ergonomici, continui messaggi di testo poi lo guidano in ogni operazione.

Il testo immesso può essere letto dal sintetizzatore vocale dello screen-reader Jaws, adoperato dalla maggioranza dei non vedenti italiani, viene mostrato sulla barra braille in braille standard a sei punti letterario e matematico, mentre viene visualizzato in tempo reale anche sul monitor secondo la simbologia matematica standard. Il testo matematico pertanto può essere visto in tempo reale anche da un utente vedente, per esempio, un assistente o L’Insegnante.

Il sistema nel suo complesso introduce notevoli migliorie e rappresenta un deciso passo in avanti anche rispetto ad altre esperienze italiane.

Spiegazioni sui Materiali e metodi.

La principale barriera all’accesso alla matematica da parte dei non vedenti è la sua rappresentazione simbolica. Affinché il codice matematico possa essere riprodotto con uno screen-reader è necessario che esso sia di tipo testuale e lineare. Questa strada è apparentemente comune sia al Lambda che al sistema BlindMath, con una sostanziale differenza: il codice utilizzato. Il lambda sceglie un codice lineare di tipo proprietario e non standard né nella riproduzione braille né in quella visuale. Il BlindMath opta per il LaTex, standard nella comunicazione scientifica.

Il LaTex, di uso abituale in ambito accademico, non è noto ai più; il suo uso potrebbe generare una nuova barriera alla diffusione delle conoscenze scientifiche se non si intervenisse su di esso sia in input che in output.

I canali di comunicazione possibili per un disabile visivo che utilizza il computer sono quello tattile attraverso il display braille e quello uditivo attraverso la sintesi vocale di uno screen-reader.

L’utilizzo di entrambi i canali di comunicazione è condizione necessaria alla massima fruibilità di un sistema software di questo tipo, per questo il BlindMath predispone l’uso di entrambi gli strumenti. La ragione è semplice. Non tutti i non vedenti e gli ipovedenti gravi conoscono il braille per la matematica, così come non tutti prediligono l’uso della sintesi vocale e come non tutti riescono ad usare il braille (vedi chi perde la vista in tarda età). Inoltre, è possibile trarre un maggior numero di informazioni dall'uso contemporaneo di sintesi vocale e display braille.

Al fine di raggiungere la piena inclusione del disabile visivo, è necessario che il suo lavoro sia immediatamente fruibile ai vedenti secondo il simbolismo matematico tradizionale. Per questo il BlindMath consente sia la visualizzazione a video in tempo reale, sia la stampa dell'esercizio svolto dall’utente.

Risultati ottenuti.

Il BlindMath, sviluppato in ambiente Delphi, è innanzitutto un Editor Latex, ovvero un software che permette la scrittura e la lettura di documenti digitali redatti in questo formato.

Dall’integrazione del software BlindMath con prodotti commerciali quali lo screen-reader Jaws della Freedom Scientific, ad oggi il più diffuso al mondo, e il plug-in per Internet Explorer Techexplorer della Integre, prodotto freeware che permette la compilazione del codice Latex e la sua visualizzazione simbolica, si ottiene un sistema per la gestione dei documenti Latex completamente accessibile ad un disabile visivo e fruibile dai vedenti in contemporanea.

Per realizzare questo obiettivo, il BlindMath rende trasparente all’utente il codice LaTex sia in fase di input sia in fase di output. Il software guida l’utente nell’inserimento dei dati come puri oggetti matematici, giacché la sintassi Latex è elaborata dal software stesso.

Nella fase di lettura del documento, agendo sullo screen-reader e su come questi legge il testo presente a schermo, il codice Latex viene espresso in linguaggio naturale attraverso la sintesi vocale. Inoltre, il software, convertendo da Latex a Braille Matematico Standard a sei punti, ne permette una agevole lettura sul display braille o la stampa in uno dei due formati.

L'uso del software.

Imparare l'uso di questo software non è una cosa difficile, ma prevede che ci sia un minimo di impegno da parte dello studente disabile visivo; l'insegnante, da parte sua e sempre sfruttando il software, può preparare l'esercizio da fornire in classe al disabile visivo sotto forma di file apposito per il programma, dopo averlo digitato nel programma e averlo salvato sul disco rigido. Inoltre, lo studente può sempre aprire il software e digitare la traccia dell'esercizio come qualunque altro studente della classe.

Non essendoci al momento un manuale d'uso per questo software così importante, la redazione sta cercando di sopperire a questa mancanza. Nei prossimi numeri di questo giornale sarà presentata una guida passo passo per illustrare almeno i comandi principali per l'inserimento dei dati e per la risoluzione degli esercizi matematici, dai più semplici ai più complessi, dando tutte le indicazioni sul come usare il software, al fine di dare la possibilità ai disabili visivi che frequentano una scuola ad indirizzo scientifico di poter stare al passo con il resto della classe. Inoltre, avrà la possibilità di fornire al proprio insegnante una stampa dell'esercizio svolto, nella forma standard usata da tutti gli altri studenti della classe.

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Nunziante Esposito



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