Gli Anonymous attaccano la cyberpolizia italiana.
Da Zeus News.
Sottratti al CNAIPIC 8 Gbyte di documenti riservati. La Polizia Postale non può sparare.
«Abbiamo ottenuto l'accesso al vaso di Pandora delle agenzie anticrimine italiane»: così i membri di Anonymous e LulzSec hanno annunciato la violazione dei server del CNAIPIC.
Il Centro Nazionale Anticrimini Informatici per la Protezione delle Infrastrutture Critiche è nato circa due anni fa con lo scopo preciso di difendere le infrastrutture collegate alla Rete dagli attacchi informatici.
Sul blog Anonymous Italia gli hacker definiscono il CNAIPIC come una «organizzazione corrotta» che avrebbe «ottenuto e raccolto le "prove" dalle proprietà sequestrate a innumerevoli sospetti operanti nel settore dell'informatica» per usarle «nell'arco di molti anni per compiere operazioni illegali con la cooperazione di agenzie di intelligence straniere e varie oligarchie per saziare la loro brama di potere e soldi, anziché usare i dati ottenuti per facilitare le inchieste/indagini in corso».
I documenti sottratti ammontano in totale a circa 8 Gbyte di dati, sono di varia natura e scritti in diverse lingue e riguardano anche aziende e ministeri esteri.
I file sottratti rappresentano, secondo le dichiarazioni degli hacker stessi, solo la punta dell'iceberg: altre azioni sono attese nei prossimi giorni, mentre il CNAIPIC ha fatto sapere di stare valutando l'entità dell'intrusione, anche per capire se i documenti siano davvero stati trafugati dai suoi server.
«La Polizia delle Comunicazioni ha in corso attente verifiche tecniche mirate ad accertare la reale portata degli eventi» ha fatto sapere la Polizia stessa, secondo la quale «di fatto risultano pubblicati online contenuti apparentemente riconducibili al CNAIPIC».
Zeus News.