L’Onu declassa l’Italia in tecnologia.
Scritto da Giulio Boresa.
L’Italia perde altre due posizioni nella classifica appena redatta dall’Itu, agenzia Onu per l’Ict. Ora siamo 28esimi, alle spalle di Spagna e Grecia. Misurato il grado di affinità della popolazione con l’hi-tech. Amare i cellulari non basta
Insomma, cresciamo troppo lentamente, accumuliamo ritardo e quindi nel 2010 ci ha superato il Portogallo. Già l’aveva fatto la Spagna. Subito dopo di noi ci sono Malta e Grecia. In testa i soliti Corea del Sud, Svezia, Islanda, Danimarca, Finlandia, Hong Kong. L’Europa quindi se la cava bene, tutto sommato.
Il rapporto misura tre cose: la possibilità di accesso alle nuove tecnologie, il loro utilizzo dalle varie fasce della popolazione e le competenze tecnologiche dei cittadini. L’Italia è penalizzata dall’elevata età anagrafica, ma non solo. Il Giappone ha più anziani (in percentuale), eppure è 13esimo in classifica. Secondo l’Itu, per spingere la tecnologia- volano di sviluppo economico e sociale- servono migliori infrastrutture, prezzi più bassi, campagne di incentivi e alfabetizzazione. Questi ultimi due punti sono probabilmente le maggiori lacune dell’Italia, come più volte affermato da Maurizio Dècina, ordinario di Reti e comunicazioni al Politecnico di Milano.
Giulio Boresa.