Filtri sul web: la proposta di legge anti pirateria e contraffazione.

Scritto da Giulio Boresa.

Alcuni deputati mirano a imporre obblighi inauditi ai provider, a Google, eBay e soggetti simili, per impedire la pubblicazione di contenuti illeciti o bloccarli subito

Si tratta della proposta "Centemero e altri" (Elena Centemero  una giovane deputato del Pdl). In sintesi, vuole modificare il codice delle comunicazioni elettroniche introducendo nuovi obblighi per gli intermediari (provider e piattaforme come Google ed eBay). E sono gli obblighi a tutelare, in certi modi, la propriet intellettuale contro la pirateria e la contraffazione. Se non lo fanno, andrebbero incontro a responsabilit civili e penali.

In che modo, quindi, sarebbero tenuti ad agire? In due, in sostanza. Il pi originale (diciamo cos)  l'uso di filtri preventivi per impedire il reato, cio per bloccare un contenuto illecito prima che venga pubblicato (annuncio su eBay, video di Youtube...). Significa non solo stravolgere il funzionamento di servizi internazionali, ma anche esporli a un alto rischio di falsi positivi. Poich gli intermediari non possono controllare manualmente tutti i contenuti, utilizzerebbero infatti filtri, come suggerisce la stessa proposta. Ma non ci sono filtri in grado di sapere, con efficacia, se un certo contenuto  ilelcito o no. Non a caso questo compito  ora assolto dall'autorit giudiziaria.

Il secondo modo  il blocco del contenuto pubblicato. La novit rispetto ad ora  che gli intermediari dovrebbero farlo a fronte di una segnalazione di un qualsiasi utente (adesso sono tenuti a ubbidire solo a un ordine di un magistrato). Il tutto, come nota qualcuno, s'iscrive nello stesso quadro in cui si sta muovendo la delibera Agcom sul diritto d'autore. Viene da pensare che in un modo o nell'altro diventer pi facile perseguitare i reati di questo tipo, sul web: a forza di delibere o di leggi. Bisogna solo augurarsi che non ne vadano di mezzo i diritti degli utenti e la libert di internet.

Giulio Boresa.

