Fondi banda larga addio.
Scritto da Giulio Boresa.
Confermato lo scippo dei soldi che provengono dall’asta frequenze 4G: niente andrà alla banda larga. Il ciu sviluppo dovrà contare su altre risorse, soprattutto private
Ricordiamo che quest’asta, finita da qualche giorno, ha assegnato frequenze che serviranno agli operatori per lanciare la quarta generazione di rete mobile (Lte a 100 Mbps). Ha fruttato 3,9 miliardi allo Stato. La precedente bozza del Dll Stabilità stabiliva che il settore tlc avrebbe avuto parte di quei soldi (770 milioni di euro), ma il governo ha stabilito poi di destinarli ad altre esigenze. Già c’erano varie ipotesi su come utilizzarli per la banda larga: copertura anti digital divide; piani per la Next generation network (fibra ottica nelle case, a 100 Mbps).
Adesso c’è solo, nel Dll, l’idea che Cassa depositi e prestiti (fondi pubblici) potrà intervenire in progetti banda larga. Ad oggi c’è quello di Metroweb, che darà i frutti già dal prossimo anno in una manciata di città, portando fibra nelle case. C’è anche quello di Telecom Italia, che però ha annunciato ritardi rispetto al piano originario (coprire 30 città con fibra nelle case a 100 Mbps entro il 2013; adesso è in sei).
E per il digital divide? Il lavoro di Infratel continua, con fondi pubblici (è una società in seno al Ministero allo Sviluppo Economico), con i quali ha coperto finora 3 milioni circa di italiani, portando fibra vicino alle centrali telefoniche. L’obiettivo è di eliminare il digital divide entro il 2013, a patto che trovi nuovi fondi pubblici, statali, regionali o comunitari.
Giulio Boresa.