Il nuovo Bing può battere Google?.
di Roberto Catania.
Oggi è un nuovo giorno per Bing. Non so se sia pure un grande giorno, quello potremo dirlo più avanti magari, quando i fatti ci diranno che ci fu un giorno nel quale Microsoft trovò l’uovo di Colombo per diventare la regina del search. Di sicuro oggi è il giorno in cui Bing cambia faccia (si comincia, per il momento, dagli Stati Uniti). Un rinnovamento importante per il motore di ricerca di Microsoft: che cercava un modo per rinverdire il suo look, ma anche per battere un colpo sul fronte delle ricerche sociali e, soprattutto, per lanciare un messaggio al nemico di sempre: Google.
Cosa cambia.
Il nuovo Bing si presenta come un motore di ricerca suddiviso in tre blocchi: uno per la ricerca classica, uno per i suggerimenti commerciali (compresi quelli sponsorizzati) e uno per le ricerche sociali. In questo modo dovrebbe essere più facile per gli utenti dividere il flusso dei risultati di un query. La parte più innovativa è senza dubbio quella che sta sulla colonna di destra, dedicata appunto alle ricerche sociali. Qui verranno collocate le connessioni fra il termine cercato e le informazioni correlate provenienti dai contatti di Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn, Quora, Foursquare e degli altri social network. Significa che se cerco il nome di quel ristorante giapponese di cui si fa un gran parlare, oltre ai classici risultati del Web troverò pure le informazioni condivise dai miei amici: dai Mi Piace Facebook ai check-in di Foursquare. Il bello è che sarà possibile interagire in tempo reale con questi amici, facendo loro una domanda o inviando un messaggio di testo.
Il confronto con Google Search Plus Your World.
Quello di Search Plus Your World, lo abbiamo detto più volte, è un problema di rilevanza. Scegliendo di inserire fra le cosiddette ricerche sociali solo i risultati provenienti da Google +, il motore di ricerca di Mountain View ha di fatto tagliato fuori tutto il resto del mondo social. Insomma, tutto gira intorno a Google +, piaccia o meno. A non convincere pienamente è poi la scelta di adottare un layout nel quale ricerche sociali e tradizionali sono di fatto mischiate. In questo senso la scelta di Bing di suddividere l’informazione in tre blocchi separati appare decisamente più pulita.
Chi vincerà?
Le statistiche provenienti da oltreoceano ci dicono che ogni 100 utenti, 66 utilizzano Google e 15 Bing. In uno scenario di questo tipo ipotizzare un ribaltone sarebbe da pazzi, anche perché nella ricerca tradizionale l’algoritmo di Google resta sempre una spanna sopra la concorrenza. Sarà interessante però capire se ci sarà quantomeno un’inversione di tendenza. Di sicuro il fronte sociale è in questo momento il più caldo nello scontro fra i colossi del search. Che al momento, va detto, non sembrano avere armi irresistibili, per motivi diversi. Se Google va avanti col paraocchi convinta di avere in Google+ l’asso pigliatutto, Bing ha ancora molto da lavorare per valorizzare i risultati delle ricerche: ora che la rete delle connessioni è stata tracciata occorre fare in modo che i risultati sociali siano davvero utili per gli utenti. È a questo, in fondo, che servono i motori di ricerca.
Roberto Catania.