Logo dell'UICI Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Testo della Circolare

Circolare Numero: 133

Oggetto: FAND DAY – 15 maggio 2013 – Trasmissione intervento del Presidente Nazionale e ordine del giorno della FAND.

Data: 16/05/2013

Ufficio: PN

Protocollo: 8238



Ai Consigli Regionali

dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti


Alle Sezioni Provinciali

dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti


Ai Componenti il Consiglio Nazionale
dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti


Ai Componenti il Collegio dei Probiviri
dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti


LORO SEDI


OGGETTO: FAND DAY – 15 maggio 2013 – Trasmissione intervento del Presidente Nazionale e ordine del giorno della FAND.
Questa circolare e’ presente in forma digitale sul Sito Internet: http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

Sperando di fare cosa gradita, allego il mio intervento al FAND DAY e l’ordine del giorno, da me predisposto, e fatto proprio dalla FAND. Chiederemo l’approvazione anche da parte della prossima Assemblea dei Quadri Dirigenti del 17 e 18 maggio p.v.
Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
prof. Tommaso Daniele

Alleg. 2

Viaggio verso la civilta’ dei diritti umani
Intervento del Presidente Nazionale al FAND DAY

Buongiorno a tutti,
benvenuti al FAND DAY, vi porto il saluto dei ciechi e degli ipovedenti italiani, di quelli che sono qui presenti in sala venuti da ogni parte d'Italia e di quelli che ci ascoltano attraverso la rete internet.
Ho deciso di rinunciare a parlare dei problemi dei ciechi e degli ipovedenti per dare spazio alla presentazione di un ordine del giorno relativo all'I.S.E.E., l'indice della situazione economica equivalente, sicuramente di interesse piu’ generale. Lo faccio nella mia veste di Presidente onorario della FAND e ringrazio i colleghi che me lo hanno consentito.
L'ordine del giorno contiene le varie tappe del processo che ha portato alla stesura definitiva del Decreto; processo che ha visto coinvolte tutte le associazioni di disabili e le altre parti sociali, in un confronto serrato con il Governo che aveva impostato l'articolo 5 della "Legge di Stabilita’" con l'unico obiettivo di effettuare dei forti risparmi sulla spesa pubblica.
Non passero’ in rassegna le varie tappe di questo processo, mi limitero’ a dire dove abbiamo vinto e dove abbiamo perso. Abbiamo vinto quando siamo riusciti ad ottenere che l'indennita’ di accompagnamento, cosi’ genericamente detta, non fosse assoggettata al reddito ne’ individuale, ne’ familiare: e’ stata una grande vittoria nella quale eravamo in pochi a credere. Abbiamo perso quando non siamo riusciti ad evitare che dette indennita’ e tutte le altre prestazioni economiche a qualsiasi titolo erogate, facessero parte del reddito che doveva determinare il diritto a ricevere le prestazioni dei servizi. Abbiamo perso quando non abbiamo ottenuto il raddoppio delle franchigie pensate per compensare i disagi prodotti dalla disabilita’.
L'ordine del giorno in parola invita il Governo a non presentare il Decreto sull'I.S.E.E. o in subordine a presentarlo accogliendo le richieste dei disabili sopracitate.
Fin qui il contenuto dell'ordine del giorno, ora vorrei spendere qualche parola sulla strategia da adottare per farlo accogliere. La Fand deve decidere se intestarsi in esclusiva questa battaglia o chiedere il coinvolgimento di tutte le organizzazioni che hanno partecipato alla stesura del Decreto che, dopo aver superato gli scogli del Consiglio dei Ministri, delle Commissioni competenti, delle due Camere, del Consiglio di Stato, si e’ arenato nelle secche della Conferenza delle Regioni e, per fortuna, il Governo uscente non e’ riuscito a ripresentarlo a fine Legislatura. L’alternativa, dunque, e’ tra una battaglia solitaria o in compagnia di altri soggetti sociali.
Personalmente propendo per la seconda ipotesi: ritengo che sia finito il tempo per le battaglie solitarie e che di fronte alla crisi finanziaria, economica, sociale, morale, politica e culturale che attraversa l'intero pianeta, sia necessario unire le forze per ricacciare indietro tutti i tentativi in atto, anche nel nostro Paese, di esclusione sociale.
Due esempi per tutti: la feroce campagna contro i falsi invalidi e la cancellazione dalle ultime leggi finanziarie, pressoche’ totale, di tutti i capitoli relativi al sociale, con grave pregiudizio dell'accesso all'istruzione, alla formazione professionale, all'impiego, alla riabilitazione, alla prevenzione, all'informazione, alla cultura, ai beni culturali, al tempo libero. Lo stato sociale ormai e’ solo un ricordo. Non e’ questa la sede per un'analisi, ma e’ innegabile che l'inversione di tendenza sia dovuta al progressivo affermarsi del capitalismo, in America con Reagan e in Inghilterra con la Thatcher. Il massimo degli effetti negativi del capitalismo si verifica con l'avvento della globalizzazione che celebra il capitalismo finanziario piu’ selvaggio, con la deificazione del denaro per il denaro, il potere per il potere, il successo per il successo. Un complesso di valori che sono agli antipodi della cultura e della civilta’ mediterranea che affonda le sue radici nel Cristianesimo ed ha il suo fondamento nel principio di solidarieta’.
E’ il tempo delle multinazionali senza scrupolo, dei signori della finanza che spostano i loro capitali nei paradisi fiscali e si fanno scudo delle organizzazioni sociali per mascherare i loro trucchi, i loro imbrogli, volti a bypassare le leggi dello Stato. Il trionfo della finanza in economia ha prodotto devastanti effetti negli equilibri sociali: il 10% della popolazione possiede il 90% della ricchezza mondiale, la’ dove prima esisteva un solco profondo tra ricchi e poveri, ora e’ stato scavato un vero e proprio abisso, con grande pregiudizio dei piu’ deboli e fra i piu’ deboli i disabili.
Di fronte ad un tale stato di fatto non possiamo rimanere inerti, neutrali, dobbiamo innalzare la bandiera della resistenza e batterci per una diversa visione della vita che rovesci la scala dei valori esistenti e ponga l'uomo con la sua dignita’ al centro dell'impegno sociale.
Dobbiamo utilizzare l'arma dei diritti umani, dobbiamo rivendicare il diritto ad avere i diritti, come sostiene Stefano Rodota’ nel suo ultimo libro. Diritti che sono largamente presenti nella Costituzione del nostro Paese, si pensi al principio della solidarieta’ dell'articolo 2, al principio di uguaglianza dell'articolo 3, al principio di assistenza dell'articolo 38, principio che ritroviamo nella Carta di Nizza del 2000 sui Diritti fondamentali dell'uomo e ancora piu’ presenti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita’.
E’ tempo di dire basta al primato dell'economia e batterci per il ripristino di quello della politica, della buona politica, perche’ la cattiva politica produce l'antipolitica e l'antipolitica il populismo che, incapace di spiegare i fenomeni sociali, si affida all'azione dell'uomo della provvidenza; noi dobbiamo batterci per un altro tipo di Stato, dobbiamo batterci per un pluralismo democratico, per la sovranita’ popolare, per la cittadinanza piena, per la partecipazione attiva dei cittadini: dobbiamo compiere una vera e propria rivoluzione copernicana.
Per compiere il miracolo di questo obiettivo, dobbiamo creare una forte alleanza fra tutti coloro che credono nei diritti umani, nel diritto di avere i diritti, e siamo tanti: il mondo della disabilita’, le loro famiglie, il mondo del volontariato, il Terzo Settore, i disoccupati, i poveri; siamo davvero tanti, un fiume di energie che se correttamente incanalato puo’ accendere piu’ di una speranza.
Speranza che affidiamo al Vice Ministro Cecilia Guerra che per professione, cultura e scelta politica puo’ sostenerci nel viaggio verso la civilta’ dei diritti umani.
Grazie della vostra attenzione.
Le Associazioni federate nella FAND

(A.N.G.L.A.T. - Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti; A.N.M.I.C. - Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili; A.N.M.I.L. - Associazione Nazionale tra Mutilati e Invalidi del Lavoro; A.R.P.A. - Associazione per la ricerca sulle psicosi e l'autismo; E.N.S. - Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi; U.I.C.I. - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti; U.N.M.S. - Unione Nazionale Mutilati ed Invalidi per Servizio istituzionale),

in occasione della celebrazione del FAND DAY del 15 maggio 2013, hanno approvato il seguente

Ordine del Giorno

La Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilita’
Premesso
che la legge 22 dicembre 2011, n. 214 (nota come manovra “Salva-Italia”) ha previsto, all’articolo 5, l’emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il fine di rivedere sia le modalita’ di determinazione che i campi di applicazione dell’ISEE;che il citato art. 5 della legge 214/2011, contenuto all’interno di una norma di rigido contenimento della spesa, ha fissato i seguenti principi ispiratori per la regolamentazione del nuovo ISEE:
- adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonche’ dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico;
- migliorare la capacita’ selettiva dell’indicatore, valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale, sita sia in Italia sia all’estero, al netto del debito residuo per l’acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;
Considerato che le prime stesure del suddetto decreto hanno portato ad una generale sollevazione di tutte le Associazioni di e per persone con disabilita’, sulla base delle seguenti fondate preoccupazioni:
- che per il calcolo del nuovo ISEE si prendessero in considerazione anche pensioni, indennita’ e assegni riservati agli invalidi civili, invalidi del lavoro, ciechi, sordi;
- che l’ISEE calcolato con le nuove modalita’ potesse risultare piu’ svantaggioso per le famiglie italiane e, in particolare, per quelle in cui sia presente una persona con disabilita’;
- che il nuovo limite ISEE si potesse applicare anche alle provvidenze assistenziali riservate agli invalidi civili, ciechi, sordi compresa l’indennita’ di accompagnamento, e l’indennita’ di comunicazione fino ad oggi erogate a prescindere da qualsiasi limite reddituale;
Ricordato che, nell’ultimo periodo di permanenza in carica, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha elaborato diverse ulteriori stesure del decreto di ridefinizione dell’ISEE, confrontandosi, oltre che con altri referenti istituzionali, anche con le organizzazioni sindacali, con le Associazioni delle persone con disabilita’, le Regioni, i Comuni, l'INPS e con il Ministero dell'Economia;che, peraltro, anche sulle successive stesure del decreto tutte le Associazioni delle persone con disabilita’ hanno espresso forti riserve, sostenendo, con il supporto di specifiche documentazioni tecniche, che molti degli interventi ipotizzati potevano risultare fortemente distorsivi e dannosi per le persone disabili e le loro famiglie, in particolare per quanto riguarda il computo delle indennita’ nel reddito familiare unitamente agli importi delle franchigie previste per particolari situazioni di gravita’;
Preso atto
che lo schema del decreto e’ stato esaminato e approvato dal Consiglio di Stato e in seguito, anche in forza della Sentenza 297/2012 della Corte Costituzionale, e’ stato sottoposto al vaglio della Conferenza Stato-Regioni che, tuttavia, non ha raggiunto un’intesa, motivo per il quale l’atto e’ ritornato in Consiglio dei Ministri e, quindi, all’esame consultivo delle Commissioni di Camera e Senato, prima dell’approvazione definitiva;
Visto
che l’ultima versione, quella non approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, ha accolto molte (ma non certo tutte) delle richieste avanzate, ad esempio in materia di franchigie e di spese detraibili dal computo dell’indicatore reddituale, e, di conseguenza, rimangono ancora numerosi punti critici, non da ultimo quello della considerazione nel reddito complessivo dell’indennita’ di accompagnamento o della rendita INAIL, dal momento che l’art. 4 del decreto, che rimane la norma fondamentale per il calcolo reddituale, continua a comprendere i trattamenti a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche;Ritenuto che, quindi, nonostante alcuni correttivi apportati, il giudizio sulla bozza di decreto non puo’ essere del tutto positivo, soprattutto se si considera che l’equilibrio tra inclusione delle provvidenze economiche ed assistenziali nel reddito (individuale e familiare) e i corrispondenti meccanismi di compensazioni previsti dall’art. 4, a seconda dei casi, potrebbero compensare la predetta inclusione o, invece, portare ad alcuni gravi squilibri a danno dei nuclei familiari piu’ bisognosi;
che, inoltre, anche dopo le recenti Sentenze della Corte Costituzionale (296 e 297/2012) in materia di partecipazione alla spesa e di ruolo delle Regioni nella definizioni ISEE, si puo’ ancora correre il rischio che ogni Regione e ogni ente erogatore di servizi o prestazioni agevolate regolamenti il settore come meglio ritiene, creando una forte disomogeneita’ di trattamento e perdendo di vista il vero spirito dell’ISEE che e’ equitativo;

Rivolgono pressante invito

alle autorita’ governative e parlamentari affinche’ non ripresentino il decreto di revisione e di determinazione dei campi di applicazione dell’ISEE, ovvero, in subordine, provvedano ad eliminare dallo stesso la norma che comprende nel calcolo reddituale i trattamenti a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (in particolare le indennita’ di accompagnamento e di comunicazioni, nonche’ la rendita erogata dall’INAIL in favore degli invalidi del lavoro e vittime di malattie professionali) e ad elevare i tetti delle franchigie per le disabilita’ gravi e per le non autosufficienze.












Download del File della circolare

Scelta Rapida