Oggetto: Legge 18/1975 - quesito
Data: 11/01/2012 09:27:00
Dr. Giancarlo LAURINI
Presidente Consiglio Nazionale del Notariato
Via Flaminia 160
00196 ROMA
Gentilissimo Presidente,
sono Tommaso DANIELE, il presidente nazionale dell'Unione Italiana dei
Ciechi e degli Ipovedenti, un universo di circa due milioni di persone. Le
sottopongo un quesito che sta molto a cuore ai ciechi per un problema che ha
creato non pochi disappunti per l'atteggiamento di alcuni notai. Problema
che ho sperimentato personalmente.
Circa un mese fa mi sono recato presso un notaio per sciogliere un consiglio
nazionale sulla disabilità costituito da associazioni di disabili. Il notaio
mi ha chiesto se potevo apporre la firma, ho risposto affermativamente.
Successivamente mi ha chiesto se volevo essere assistito da un testimone ai
sensi della legge n. 18/1975 su "provvedimenti a favore dei ciechi"
(allegata). Ho risposto altrettanto affermativamente. Al momento della
redazione dell'atto il notaio ha preteso che ci fossero ancora due
testimoni. Ho chiesto le ragioni di una tale decisione. Il notaio ha
risposto che i due testimoni erano stati da lui mobilitati a mia garanzia.
Ho obiettato che non li avevo chiesti e la mia garanzia era costituita dal
fatto che lui era un pubblico ufficiale. Per mia natura sono molto
accomodante ed ho accettato la sua decisione, precisando, però, che avrei
posto un quesito al Consiglio Nazionale del Notariato.
Faccio, inoltre, presente che il caso non è isolato: ricevo, infatti,
lamentele da parte di ciechi residenti in ogni parte d'Italia che si sentono
offesi dal fatto che alcuni notai impongono la presenza di quattro persone
(tre testimoni ed un partecipante all'atto) per atti anche insignificanti.
Gradirei avere il Suo illuminato parere.
Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele