Numero 4 del 2008
Titolo: ITALIA - Dai, andiamo al museo
Autore: Laura Lucagrossi, Silvia Dini
Articolo:
Un percorso verso l’autonomia e l’integrazione sociale del disabile visivo
Le visite Museali da anni sono parte integrante del percorso riabilitativo proposto dal Centro di Riabilitazione per le disabilità visive dell’Istituto David Chiossone di Genova; esse rappresentano per giovani e adulti un’importante occasione di mettersi alla prova e verificare il proprio livello di autonomia. Per garantire alle persone con disabilità visiva il diritto e il piacere di accedere ai luoghi di cultura, è necessario che le Istituzioni pongano sempre più attenzione all’abbattimento delle barriere sensoriali e pongano in essere interventi finalizzati alla miglior fruibilità di mostre ed esposizioni, come quelli attuati di recente a Genova, per accogliere al meglio tutti i visitatori, anche e soprattutto coloro che hanno “bisogni speciali”.
L’importanza di garantire a tutti l’accesso ai luoghi di cultura
Per promuovere o recuperare un livello soddisfacente di integrazione sociale del disabile visivo occorre una conoscenza delle risorse del territorio in cui si vive, in termini di servizi e proposte culturali accessibili a chiunque.
In particolare, l’accessibilità dei “luoghi di cultura”: musei, biblioteche, teatri, cinema, esposizioni e mostre risponde al bisogno di coloro che vogliono fruire di proposte culturali dell’ambiente in cui vivono e promuovere, così, un percorso di crescita personale. La disabilità visiva, in effetti, potrebbe essere un limite alla naturale tendenza attualizzante della persona, ostacolo al contatto con l’esterno. Il disabile visivo, persa la vista, perde l’autonomia, tende a isolarsi socialmente e a chiudersi o affronta la frustrazione di vivere attività ricreative e socializzanti dipendendo da persone “vedenti”.
Alla luce di un’esperienza pluriennale di collaborazione tra il servizio riabilitativo dell’Istituto “D. Chiossone” ONLUS e il servizio didattico museale del Comune di Genova sono stati realizzati nel corso del 2007 una serie di interventi mirati a rendere stabilmente fruibili gli spazi e le attività dei musei civici genovesi.
Due iniziative sono di natura prevalentemente tattile. Alla Galleria di Arte Moderna di Genova Nervi oltre al percorso di visita guidata e commentata già validato con successo, è stato predisposto un percorso tattile relativo alle sculture dell’ultimo piano: ogni opera dispone di targhetta (in braille e ad alta leggibilità) e una serie di schede informative corredate da immagini a rilievo; il lavoro ha richiesto la partecipazione di varie figure, fra cui esperti tiflotecnici e disabili con il ruolo di consulenti e sperimentatori; per la parte grafica ci si è avvalsi della collaborazione di studenti della Facoltà di Architettura. Al Museo di Sant’Agostino il laboratorio didattico, già forte delle precedenti esperienze di accoglienza e della capacità di coinvolgere, si è arricchito di esperienze tattili e materiali specificamente progettati per favorire i giovani utenti con disabilità visiva.
Un altro filone di realizzazioni riguarda l’uso di tecnologie innovative per supportare la visita autonoma al Museo, ambito nel quale è altamente specializzata la Cooperativa Chiossone. Dal 2006 insieme agli ingegneri del gruppo di ricerca Elios dell’Università di Genova si è realizzato il progetto della guida multimediale “Lodestar”, un sistema portatile che utilizza un piccolo palmare e sensori installati nell’ambiente. Il visitatore riceve all’ingresso un palmare con le cuffiette e poi è libero di procedere con la visita; la sua presenza dinnanzi a uno di questi sensori fa sì che venga attivata in modo automatico la descrizione audio relativa a un corrispondente punto di interesse, che egli può decidere di ascoltare o proseguire oltre. Insieme alle descrizioni, la guida fornisce all’utente informazioni di orientamento rispetto alla sua posizione e, quando la situazione lo consente, incoraggia ad avere sensazioni tattili e uditive. I testi sono realizzati da un gruppo di lavoro che prevede la presenza di disabili visivi, sia in fase di progettazione che in fase di verifica.
La tecnologia della guida multimediale Lodestar è stata sperimentata con successo a Genova durante la manifestazione EuroFlora 2006, (con un percorso composto da 100 punti di interesse) e dal 2007 è installata in modo permanente nel Parco Storico di Villa Serra ad integrazione delle mappe tattili (e di altri interventi finalizzati a rinforzare i riferimenti sensoriali e abbattere eventuali barriere presenti lungo i viali) e al Galata Museo del Mare.
Visita al Museo: un momento di verifica personale sul livello di autonomia globale e laboratorio artistico
Circa dieci anni fa, in un contesto di riabilitazione di gruppo rivolto alla terza età, sono stati previsti momenti di esercizio, osservazione e verifica riabilitativa dell’autonomia globale (Orientamento e mobilità, autonomia personale e attività cognitiva) in ambienti esterni rispetto alla sede riabilitativa ambulatoriale dell’Istituto “D. Chiossone”. Lo “spazio-museo” in quanto sconosciuto, circoscritto e delimitato sembrava il contesto ideale per operare queste verifiche. In quell’occasione si sfruttò l’opportunità offerta dai dirigenti dei musei di Genova di usufruire, a tale scopo, degli spazi interni e limitrofi dei musei che offrivano all’utenza disabile visiva contesti nuovi e stimolanti da esplorare e in cui “mettersi in gioco”.
I risultati soddisfacenti di questa sperimentazione hanno fatto sì che questa proposta riabilitativa in esterno venisse estesa ad altri gruppi con fasce di età diverse (giovani adulti e adolescenti) seguiti dall’Area Riabilitativa Età Adulta. I benefici riscontrati conseguenti a questo tipo di attività si sono tradotti anche in termini di benessere con attivazione delle risorse personali psichiche, fisiche e cognitive e di stimolo all’iniziativa personale in un contesto extrambulatoriale.
Nell’immaginario più diffuso, il Museo è un luogo in cui si fa silenzio, si comunica poco e si è immersi nel proprio retroterra culturale; in questa occasione viene trasformato in un ambiente piacevole, socializzante e ludico, a forte impatto antidepressivo, dove anche ci si incontra come in una piazza, si conversa, si crea, producendo manufatti in ceramica e altro materiale tattile, si condivide e si sperimentano tecniche, spesso in collaborazione con artisti e artigiani.
Sono previsti, durante queste visite, momenti musicali e di ristorazione, talvolta proprio all’interno del museo, per renderlo un luogo sempre più avvicinabile, da vivere insieme, togliendo quell’alone di sacralità che allontana le persone. Il museo diventa una sorta di laboratorio ed “agorà”.
Migliorare l’accessibilità contribuisce a migliorare la qualità della vita
La visita guidata coinvolge, oltre il gruppo degli utenti disabili visivi (da un minimo di 4 a un massimo di 10 persone) anche due riabilitatori che mantengono per tutta la durata dell’uscita un’ottica strettamente riabilitativa per operare i giusti interventi, correzioni e stimolazioni finalizzati ad accrescere l’autonomia globale.
Il Museo mette a disposizione proprio personale, per l’assistenza alla persona o in termini di guide culturali su percorsi che vengono scelti a priori dai responsabili del museo e il coordinatore dell’area riabilitativa interessata affinché possano essere significative, fruibili, possibili a persone che non vedono o vedono poco. Il bisogno di esplorazione e di conoscenza, che non viene meno nelle persone con disabilità visiva, oggi dispone anche di strumenti tattili e di ausili tecnologici, che facilitano ulteriormente la realizzazione dei propri obiettivi culturali.
I percorsi più graditi sono quelli che propongono oggetti d’arte (sculture, statuette, vasi, tessuti, pietre, frammenti e reperti) che, compatibilmente con i vincoli e le norme sulla tutela dei beni, possono essere esplorati tattilmente. Tuttavia, l’interesse dei visitatori non vedenti si evidenzia anche durante le visite alle Pinacoteche dove i quadri vengono “raccontati” nei minimi particolari, da esperti dell’arte capaci di comunicare ai sensi vicarianti al fine di formare nell’uditore una rappresentazione mentale, arricchita dalla conoscenza della storia dell’autore, del quadro, della tecnica pittorica, dei materiali. Le descrizioni sono pensate per i ciechi, ma fanno “vedere” a tutti (vedenti e non) ciò che è rappresentato e che talvolta non si vede ma che, se scoperto, emoziona e stupisce.
(INCORNICIATO)
Bibliografia
Delpino E., Condizioni di vita e di sviluppo dei soggetti ipovedenti in Tiflologia per l'integrazione, Vol 4, 2004.
Garçìa Lucerga M.A., L'accesso dei minorati della vista al mondo dei Musei in Tiflologia per l'integrazione, Vol 5, 1995.
Rodovitti T., Multisensorialità come chiave di accesso al museo per persone con limitazione visiva, in Tiflologia per l'integrazione, Vol 4, 2004
L'arte a portata di mano: verso una pedagogia di accesso ai Beni Culturali senza barriere. Atti del convegno, Portonuovo di Ancona 21-23 ottobre 2004 a cura del Museo Tattile Statale Omero, Armando, Roma 2004.
Smithsonian Guidelines for Accessible Exhibition Design (online) in www.si.edu/opa/accessibility/exdesign/start.htm
(INCORNICIATO)
Intervista a Mario Milone, Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica e Cultura di Palermo
di Sabrina Pisu
D: Nei musei più importanti della città, un gruppo di non vedenti trova a disposizione gli strumenti necessari per poterli visitare?
R: A Palermo ci sono almeno tre musei di grande importanza: la Pinacoteca regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis (di competenza regionale), il Museo archeologico regionale “A. Salinas” (anch’esso di competenza regionale) e la Civica Galleria d’arte moderna “Empedocle restivo” nel complesso di Sant’Anna (di competenza comunale, con una ricca collezione di opere di artisti siciliani fra '800 e '900). La risposta è no, per ora non trova gli strumenti per poterli visitare.
D: Cosa state pensando di fare per il futuro?
R: Si sta pensando a progetti specifici di adeguamento, coinvolgendo le associazioni che si occupano di loro. In occasione di una grande antologica dedicata a Francesco Lojacono, ad esempio, erano stati presi dei contatti con alcune associazioni locali di non vedenti, ma poi non è stato realizzato nulla concretamente.
La Civica Galleria d'arte moderna (GAM) possiede, comunque, un sito internet accessibile agli ipovedenti ed è totalmente accessibile ai disabili motori.
(INCORNICIATO)
Siti web
Istituto David Chiossone: www.chiossone.it
Cooperativa David Chiossone: www.chiossone.net
Guida Lodestar: www.lodestar-guide.com
(Pag. 12 - INCORNICIATO)
Intervista a Erminia Perbellini, Assessore alla Cultura di Verona
di Sabrina Pisu
D: Verona ospita importanti musei come il Museo di Castelvecchio, la Galleria d'Arte Moderna Palazzo Forti e il Museo di Storia Naturale. Se viene un gruppo di non vedenti si trova a disposizione gli strumenti per poterli visitare e vivere appieno? Quali?
R: Già da alcuni anni è stato installato presso il Museo di Castelvecchio, in accordo e con la collaborazione del Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre, un sistema di pittura tattile per menomati della vista, interamente finanziato dalla Regione Veneto, costituito da supporti riproducenti in bassorilievo dieci delle opere più importanti esposte nel museo e completi di audioguida contenente la descrizione, i colori e i cenni biografici critici dell'autore.
Inoltre, in tutti gli altri musei facenti capo alla Direzione di Castelvecchio (museo Lapidario Maffeiano, museo archeologico del Teatro Romano e museo degli affreschi Giovan Battista Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta, attualmente in restauro) è possibile, su prenotazione, effettuare percorsi didattico - museali per non vedenti e ipovedenti che consentono la conoscenza delle arti visive in un linguaggio tattilmente leggibile, in modo da offrire loro l'immagine visivo - mentale delle forme.
D: Cosa avete fatto per migliorare l'accessibilità di queste strutture e cosa, invece, rimane da fare nel prossimo futuro?
R: Il museo di Storia Naturale, data la attuale logistica delle sue esposizioni, non ha realizzato un percorso per i non vedenti, ma è in grado di predisporre gli strumenti e i supporti necessari per una visita specifica su prenotazione.
Ricordo che nella primavera del 2007, il museo ha realizzato la mostra "Vietato non toccare" in collaborazione con l'Università di Siena ed ha effettuato un corso di formazione tenuto da docenti esperti della tematica rivolto ad oltre 40 studenti/laureati dell'Università di Verona.
Il museo di Storia Naturale realizza inoltre già da diversi anni, in collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Verona, laboratori naturalistici che hanno avuto un notevole successo da parte degli aderenti all'Unione stessa, anche in occasione della mostra del 2007 per la quale alcuni aderenti all'Unione hanno effettuato e validato il percorso di prova.
Nelle previsioni del nuovo Museo di Storia Naturale, che nei prossimi anni si sposterà in una sede più idonea, nel progetto museologico è già stata predisposta una sezione on hand dedicata sia agli ipovedenti sia alla sperimentazione interattiva.
D: Il comune ha mai pensato di contattare l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti locale per mettere in piedi un museo accessibile?
R: Il Comune di Verona sta progettando l'ampliamento dell'offerta museale, che è già molto ricca, e propende per estendere ai non vedenti e ipovedenti la fruibilità della decina di musei esistenti in città, o previsti, anziché crearne uno apposito.
(INCORNICIATO)
Intervista a Sergio Gaddi, Assessore alla Cultura di Como
di Sabrina Pisu
D: Como ospita importanti musei come il Museo storico di Giuseppe Garibaldi e il Museo Archeologico Paolo Giovio. Se viene un gruppo di non vedenti, si trova a disposizione gli strumenti per poterli visitare e vivere appieno? Quali?
R: Per quanto riguarda i due Musei cittadini, purtroppo la risposta è negativa, nel senso che non siamo attrezzati per visite specifiche con materiali da toccare e didascalie in braille. Vero è invece che se un gruppo chiama e chiede una guida, da questo punto di vista i Musei possono mettere a disposizione una guida. Il pacchetto offerto è una visita guidata seguita da un apposito percorso con un laboratorio ad hoc. A Villa Olmo, villa settecentesca di proprietà comunale che da cinque anni ospita rassegne d'arte -quest'anno dal 15 marzo al 20 luglio saranno esposti 80 capolavori del Museo del Belvedere di Vienna (la mostra si intitola L'abbraccio di Vienna Klimt Schiele e i capolavori del Belvedere) - io personalmente d'intesa con il presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Como Mario Mazzoleni, ho guidato la visita dell'associazione alle mostre. Anche in questo caso, però, se alla mostra arriva un utente singolo la risposta, purtroppo, è negativa (non ci sono materiali da toccare e didascalie in braille).
D: Cosa avete fatto per migliorare l'accessibilità di queste strutture e cosa, invece, rimane da fare nel prossimo futuro?
R: La ditta Aster srl che ha vinto la gara per la gestione delle attività didattiche ai Musei ha pensato a dei percorsi per disabili. Quelli per i non vedenti sono volti a sviluppare abilità di concentrazione e coordinazione attraverso l’analisi tattile dei particolari, lo studio della struttura compositiva e del suo momento dinamico, il recupero del messaggio artistico anche ascoltando letture critiche e, quando possibile, la riproduzione del pezzo in laboratorio con la tecnica del disegno, della puntinatura dei contorni, del collage o della modellatura in creta. I percorsi verranno strutturati su indicazione della Direzione del museo e comprenderanno pezzi che possano essere toccati. Per gli ipovedenti si tratta di percorsi dal tema “curioso” supportati da piante del museo con la collocazione degli oggetti esaminati e da disegni degli stessi per agevolarne la comprensione: piante e disegni vengono realizzati in negativo perché meglio visibili, con scritte in grassetto a grandi caratteri. In relazione all’età si possono realizzare successivi laboratori che utilizzino la tecnica del disegno, del collage o della modellatura in creta per riprodurre gli oggetti visti.
Il comune ha mai pensato di contattare l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti locale per mettere in piedi un museo accessibile?
Il nostro obiettivo non è tanto quello di creare una sola struttura ma piuttosto quello di rendere sempre più accessibili tutti i musei della città, in stretta collaborazione, come già succede ora, con l'Unione locale.
(INCORNICIATO)
Intervista a Maurizio Cenni, Sindaco di Siena
di Sabrina Pisu
D: Siena ospita diversi importanti musei come il Museo d'arte Contemporanea Palazzo delle Papesse. Se viene un gruppo di non vedenti, si trova a disposizione gli strumenti per poterli visitare e vivere appieno? Quali?
R: Il Comune di Siena è da sempre molto attento alle politiche rivolte ai diversamente abili, anche se non è facile in una città come la nostra, fatta di vicoli stretti e medievali e di palazzi antichi, assicurare a tutti lo stesso grado di accessibilità. Per questo, nel 2007 abbiamo realizzato un manuale ad hoc, una sorta di guida turistica della città per i diversamente abili che potesse far diventare Siena fruibile per tutti. Un modo per confermare il nostro storico senso di ospitalità, senza distinguere ospiti e turisti in base alle loro attitudini. In questo quadro, anche i musei senesi danno il loro contributo. Sia al Santa Maria della Scala che al Museo d'arte Contemporanea Palazzo delle Papesse, dove sono disponibili guide audio, è possibile una visita guidata delle mostre. Inoltre, proprio dalla nostra città, è partita la mostra “Vietato non toccare”, un progetto di museo tattile-olfattivo in cui i visitatori vengono bendati, annullando così la diversità tra vedenti e non vedenti. Grazie a questo progetto l’Università di Siena sta collaborando con molti musei italiani per creare mostre interamente fruibili da tutti e non solo sezioni dedicate ai non vedenti.
D: Cosa avete fatto per migliorare l'accessibilità di queste strutture e cosa, invece, rimane da fare nel prossimo futuro?
R: Le cose da fare sono ancora molte, ma fin dall’arco di Porta Camollia la nostra città si presenta al mondo con la frase “Siena ti apre il cuore più grande di questa porta”. Siena è quindi la città dalle porte aperte e dal cuore grande. Per questo le istituzioni cittadine rinnovano giorno per giorno il loro patto di accoglienza ed ospitalità con i turisti. Il tema dell’accessibilità è un tema importante e complesso che è destinato ad evolversi sempre più. Purtroppo gli ostacoli che si incontrano sono tanti. Molte mostre che si fanno a Siena, per esempio, non sono di nostra proprietà, per questo è difficile renderle fruibili ai non vedenti. Il meccanismo dei permessi per la creazione di un percorso tattile è lungo e non sempre perseguibile. Per quello che invece riguarda il nostro patrimonio artistico cerchiamo di metterlo a disposizione di ogni visitatore. Un progetto del Santa Maria della Scala in accordo con la sezione senese dell’Unione, per esempio, ha reso possibile anche per i non vedenti avere un’esperienza sensoriale di Fonte Gaia, la fonte principale della città situata direttamente in Piazza del Campo.
D: Il comune ha mai pensato di contattare l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti locale per mettere in piedi un museo accessibile?
R: Come ho già detto abbiamo collaborato con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti locale al progetto “La Regina delle Fontane” che ha reso fruibile per i non vedenti Fonte Gaia e stiamo valutando la possibilità di realizzare nuove iniziative con il contributo dell’Unione di Siena. Inoltre, il Complesso Museale del Santa Maria della Scala ha già preso contatti con il museo Omero di Ancona, prima esperienza in Italia in cui l’intera struttura è fruibile per tutti, per portare questa esperienza anche nella nostra città. Oggi, per un modello di museo che voglia dirsi moderno, non è più sufficiente creare solo sezioni specifiche per i non vedenti, ma occorre pensare strutture che possano essere visitate da tutti.