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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

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Numero 8 del 2008

Titolo: Al passo con l'Europa

Autore: Rodolfo Cattani


Articolo:
La Commissione di Collegamento con le istituzioni dell'Ue (Cdc) è la più numerosa e attiva tra le commissioni di lavoro dell'Ebu. Il suo campo d'azione è costituito da tutte le questioni riguardanti le diverse attività delle istituzioni comunitarie che possono interessare l'Ebu stessa e le organizzazioni che ne fanno parte negli Stati Membri dell'Unione. Esso comprende la raccolta e la diffusione di informazioni, le campagne promozionali, i contatti con le diverse istanze politiche e amministrative e la partecipazione ai programmi e ai progetti dell'Ue di rilevanza per le persone con disabilità visiva. Poco dopo la fondazione dell'Unione Europea dei Ciechi nel 1984, la Commissione Europea cominciò a prendere in considerazione le problematiche dell'handicap e a dotarsi delle strutture per sviluppare le prime iniziative nel settore. I primi passi furono piuttosto maldestri, poiché si privilegiò la creazione di nuove associazioni facilmente influenzabili, piuttosto che avviare subito un dialogo con le entità rappresentative del movimento da tempo operanti in Europa. Oltre a una certa albagia burocratica e diffidenza verso le organizzazioni esistenti, vi era anche la chiara scelta politica di limitare rigorosamente ogni iniziativa alle sole realtà strettamente interne all'Unione Europea e una forte volontà di condizionamento dello stesso assetto statutario delle associazioni. In questa situazione, l'Unione Europea dei Ciechi dovette cercare una soluzione che consentisse di salvaguardare la propria indipendenza e di sviluppare al contempo un dialogo costruttivo con le istituzioni comunitarie. Il problema fu risolto con la creazione della Commissione di Collegamento con l'Eu, una struttura operativa dell'Ebu a livello dell'Ue con poteri esclusivi nel proprio ambito di competenza. La Commissione Europea, dopo qualche iniziale riluttanza, accettò il compromesso, a condizione che l'utilizzazione dei finanziamenti comunitari fosse limitata ai paesi membri. La Commissione di collegamento si rivelò ben presto uno strumento agile ed efficace per cogliere le opportunità offerte dall'Unione Europea, soprattutto nel campo dei finanziamenti e per svolgere una concreta azione di sensibilizzazione e di informazione delle istituzioni comunitarie sulla realtà della disabilità visiva. Nel 1987 la Commissione Europea lanciò il primo programma sperimentale Helios (Handicapped Europeans Living in an Open Society - Europei handicappati che vivono in una società aperta), grazie al quale vennero finanziati i primi progetti. I programmi Helios si protrassero fino al 1996, quando per un cavillo giuridico, i finanziamenti in favore delle persone disabili rischiarono di interrompersi. La reazione del movimento della disabilità fu fortissima e le istituzioni furono costrette a impegnarsi per trovare una solida base giuridica per i finanziamenti nel settore della disabilità. Nel 1997 fu adottato il Trattato di Amsterdam, il quale contiene il famoso articolo 13, che vieta la discriminazione in base, fra l'altro, alla disabilità. Nel 2000 partì il Programma d'Azione comunitario contro la discriminazione 2000-2006, che affrontò la complessa tematica della disabilità nella prospettiva dell'integrazione globale e del pieno riconoscimento dei diritti umani e dell'intrinseca dignità della persona con disabilità. Le organizzazioni rappresentative dovettero avventurarsi su questo nuovo terreno, non senza qualche iniziale perplessità. La Cdc dell'Ebu assunse questo impegnativo compito e riuscì a coniugare il ruolo di procacciatore di risorse con quello di fattore di innovazione. Fin dall'inizio, infatti, la commissione ebbe due obiettivi principali: monitorare le iniziative politiche dell'Unione Europea con riguardo ai loro effetti diretti e indiretti sulle persone con disabilità e sensibilizzare le istituzioni e gli organismi comunitari sulle esigenze e le rivendicazioni delle stesse; utilizzare i programmi di finanziamento per rafforzare la struttura e la funzionalità dell'Ebu. La struttura della Cdc è stata concepita in modo da favorire al massimo la partecipazione e lo scambio di informazioni. I membri della Cdc sono designati dalle rispettive organizzazioni nazionali e il Direttivo nomina tra essi un organismo di coordinamento (gabinetto) composto dal presidente (Italia, Rodolfo Cattani), due vicepresidenti (Spagna e Repubblica Slovacca), due consiglieri (Austria ed Estonia) e un segretario (Germania). A seguito dell'allargamento dell'Ue, della Cdc fanno parte attualmente 27 rappresentanti degli Stati Membri più i rappresentanti di Islanda e Norvegia, paesi membri dell'area di libero scambio (Efta). Con i suoi 29 membri la Cdc costituisce certo una struttura con un peso specifico rilevante all'interno dell'Ebu, se si considera che con l'acquisizione nel 2007 del Montenegro oggi l'Ebu conta 45 paesi membri. Tuttavia, è giusto rilevare che la Cdc si è sempre rigorosamente attenuta ai propri compiti statutari in stretta collaborazione con il Dire



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