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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Corriere Braille

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Numero 8 del 2009

Titolo: Corso per tecnico-audio per intercettazioni ambientali

Autore: Luciano Paschetta


Articolo:
Negli ultimi anni la tematica delle intercettazioni ha conquistato posizioni sempre più da prima pagina tra i mass-media e conseguentemente oggetto di interesse diventa proprio la figura del perito fonico in ambito forense: chi è, cosa fa, ma soprattutto che tipo di formazione, abilità ed attitudini deve possedere per svolgere al meglio il proprio compito.
All'interno di simili dibattiti teorici si inserisce l'idea di un corso sperimentale di trascrizione rivolto a disabili visivi.
Il presupposto teorico da cui nasce questo progetto consiste nell'ipotesi di una maggiore abilità da parte di soggetti che non possono servirsi del senso della vista per trascrivere ed interpretare segnali sonori la maggior parte dei quali sono contraddistinti da una qualità particolarmente bassa, dovuta alla presenza di rumori di fondo.
Nell'intercettazione il perito si trova nell'insolita condizione di dover percepire una certa quantità di segnale acustico senza però poter usufruire degli importantissimi dati esterni al segnale tra cui proprio quelli para-linguistici. Infatti, trovandosi all'esterno del processo comunicativo e del relativo contesto, non può fare appello al fondamentale e significativo fattore di decodifica rappresentato da gesti, sguardi e movimenti del corpo. Quindi per quanto riguarda tale aspetto si trova nella stessa condizione di un non vedente.
Il nostro corso pertanto si rivolge proprio a persone con disabilità visiva grave che, non potendosi normalmente avvalere di alcun elemento visivo nella percezione del parlato, hanno sicuramente sviluppato particolari sensibilità e capacità interpretative di ricostruzione della situazione comunicativa.
Il corso sperimentale risulta quindi essere molto importante per almeno due validi motivi: considerare competenza specializzata ciò che l'opinione comune indica come mancanza e, rivalutando la figura professionale del perito trascrittore, prevedere una nuova opportunità di lavoro attivo per i non vedenti.
Il corso per non vedenti in esperto della voce in ambito forense garantisce l'acquisizione di nozioni basilari delle principali discipline caratterizzanti la necessaria formazione teorica di un trascrittore.
Nello specifico le lezioni di base teorica verteranno su: linguistica, fonetica e fonologia e linguistica forense, nozioni giuridiche e signal processing.
Sono previsti inoltre moduli (di un numero più limitato di ore) riguardanti: Relazioni e tecniche relazionali, ed Introduzione all'autoimprenditorialità.
Per dare competenze specifiche e costruire una vera e nuova professionalità, il corso tratterà una molteplicità di argomenti. Vediamo i principali.
Saranno oggetto di moduli di lezioni teoriche temi quali: fonetica articolatoria e percettiva, semantica, sintassi, pragmatica, sociolinguistica, cinesica, fonologia segmentale e sovrasegmentale, dialettologia. L'operazione della trascrizione in ambito forense rappresenta un qualcosa di molto più complesso della semplice trasposizione in forma scritta di un segnale vocale registrato.
Per poter espletare al meglio tale compito, infatti, occorrono basilari nozioni linguistiche. Nella percezione di un messaggio sonoro non si deve contare esclusivamente sull'informazione acustica: in caso di segnali di bassa qualità ci si avvale necessariamente del contributo delle informazioni di natura semantica; inoltre la conoscenza dei possibili modelli linguistici ci fa intuire, analizzando il contesto sintattico in cui il termine da riconoscere è situato, che ad esempio in una certa posizione deve obbligatoriamente trovarsi un vocabolo appartenente ad una certa categoria (aggettivo, verbo, sostantivo...) piuttosto che un altro. Problemi di comprensione del testo da trascrivere quali individuazione dei parlanti, collocazione del messaggio nel contesto che gli è proprio, ed individuazione dell'intenzione con cui il messaggio viene prodotto, elementi tutti essenziali al fine di una corretta ricostruzione della reale situazione comunicativa dell'atto linguistico, richiedono al trascrittore specifiche conoscenze di pragmatica e sociolinguistica.
Inoltre un valido trascrittore non deve limitarsi a riportare su carta i segmenti fonici che ascolta o crede di ascoltare: deve essere a conoscenza del ruolo svolto da tratti para-linguistici (a tal proposito sono stati previsti cenni di cinesica) e tratti sovrasegmentali (intonazione, pause, ritmo, velocità di eloquio) che rivestono un ruolo forse ancora più importante di quello dei singoli suoni emessi, in quanto a volte, una particolare intonazione o una particolare pausa può veicolare significati specifici, intenzioni, enfasi ed emozioni che al contrario non emergerebbero dalla trascrizione delle singole parole percepite.
Infine, un altro fattore da non dimenticare è la necessaria conoscenza della lingua-dialetto-gergo che si sta trascrivendo al fine di una sua corretta interpretazione. Verranno anche trattati argomenti di trascrizione fonetica e



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