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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

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Numero 12-12sup del 2009

Titolo: Considerazioni e valutazioni

Autore: Rino Cicognani


Articolo:
Ne «Il Corriere dei Ciechi» dello scorso aprile, all'articolo del Presidente prof. Tommaso Daniele, ho letto che un cieco Togolese affermava che nel suo paese l'unica possibilità per i non vedenti era imparare il Braille. La cosa mi ha turbato perché tutto poteva essere reale 30 o 40 anni fa. Da decenni, a Togoville, funziona un centro per ciechi, anche convitto, dove ragazzi e bambini, dopo aver imparato il Braille, frequentano le scuole elementari, le medie e quelli più dotati, anche la scuola vicina dei fratelli Cristiani, dove inseriti coi vedenti arrivano alla maturità, spesso con ottimi risultati. Si è pensato di fare qualcosa anche per gli altri, non impegnati nella scuola, con attività lavorative. Alcuni impagliano sedie, fabbricano ventagli ed altro con fibre vegetali. Altri fabbricano il gesso per i ragazzi vedenti, perché questi ultimi andando a scuola devono avere il loro gesso personale, altri con l'aiuto di un po' di vista e di amici, lavorano la terra per la coltivazione del mais e della manioca. Altri allevano bestiame ed hanno anche galline ovaiole che poi portano a Lomé, la capitale del Togo. Sempre per inserire i ciechi in attività lavorative, da qualche anno è sorto a Lomé un centro, S. Lucia, dove i ciechi, dopo la maturità continuano gli studi. L'informatica, la massofisioterapia, il centralino telefonico, piccoli lavori manuali e la musica che in Africa è sempre richiesta in occasioni liete e tristi sono attività praticate in Togo. Trovano appoggio anche universitari ciechi che un giorno avranno un lavoro; alcuni hanno terminato e già lavorano. Questo anche per dire che se qualche anno fa non c'era nulla, con l'impegno e il sacrificio di molti si è fatto qualcosa, quindi si è dato coraggio a quei fratelli meno fortunati di noi e non vedenti come noi. Molto per merito di Padre Fabio Gilli, missionario comboniano non vedente che da anni segue tutto ed anche alla generosità di molti che devono essere certi che il loro aiuto ha prodotto e continua a produrre tanto bene. Spesso, chi è impegnato in queste cose, non dona solo il superfluo.



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