Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Kaleîdos

torna alla visualizzazione del numero 7-8 del Kaleîdos

Numero 7-8 del 2010

Titolo: Le tensioni? Le spegni con una risata

Autore: Rossana Cavaglieri


Articolo:
(da «Donna Moderna» n. 24-2010)
Le divergenze con i figli adolescenti, il capo che si arrabbia per un ritardo o l'amica saputella e permalosa. In queste pagine, 14 situazioni critiche. E i suggerimenti di due maestri di comicità per affrontarle con una frase ironica o una battuta paradossale
1. La mattina mi sveglio e vedo già nero per i problemi che mi aspettano
La situazione. Per la maggior parte dei comuni mortali la mattina, più che l'oro in bocca, porta un sacco di grane che piombano sulle spalle tutte insieme. Il rischio? Precipitare nel malumore.
La battuta. «Rilassati, i problemi di oggi non sono così gravi... come quelli che puoi creare nel cercare di risolverli!».
Perché funziona. Chi riesce a non prendersi troppo sul serio ha già trovato la strategia vincente per la felicità. Molte condizioni di malessere, infatti, come quella descritta in questa situazione, offrono l'occasione perfetta per esercitare il senso dell'umorismo su se stessi. Per staccarsi dai problemi e dalle tensioni emotive che questi generano, basta cambiare il punto di vista. E portare all'estremo una sana obiettività. Tanto, a che cosa serve angosciarsi? Conviene fare un bel respiro e rilassarsi, pensando che i problemi fanno parte della vita. Insomma, meglio tagliar corto con un po' di ironia e sorridere al nuovo giorno.
2. In coda con l'auto mi innervosisco per il tempo perso
La situazione. Nell'era della fretta, non c'è niente di più frustrante che ritrovarsi in una coda nel traffico. Si pensa a tutto quello che non si riuscirà a fare e ci si sente sempre più oppresse e arrabbiate.
La battuta. «Accidenti. Dovrei far installare una doccia nell'abitacolo!».
Perché funziona. Con una battuta si possono scoprire i lati positivi di situazioni che, in genere, si tende a vedere solo in modo negativo. In fondo si tratta di imparare a convivere con le nostre scelte. Nessuno è obbligato a far la coda nel traffico: si potrebbero prendere i mezzi pubblici o partire da casa in un altro orario. Se queste alternative non sono possibili, invece di lamentarsi, si può immaginare come rendere più piacevoli i tempi morti nel traffico. Scherzare nel quotidiano vuol dire giocare a un livello di realtà diverso da quello comune. Saper cogliere gli aspetti paradossali della vita mette di fronte alla constatazione «filosofica» che esistono tante realtà quanti occhi per vederla. E questo aiuta ad affrontarle meglio.
3. A pranzo mi «arrabbio» con il panino perché sono sicura che mi farà ingrassare
La situazione. C'è poco da fare: per molte di noi mangiare vuol dire litigare con se stesse. Perché si comincia a pensare alla ciccia che si accumulerà. Da lì a sentirsi brutte e senza forza di volontà, il passo è breve.
La battuta (Osservando il panino). «Ma chi ti credi di essere? Stai attento a come mi guardi! Non mi fai paura perché io, quelli come te, li prendo a morsi».
Perché funziona. Il senso dell'umorismo, nelle situazioni di stress, ha il potere di sostituire creativamente ansia e malessere psicologico. In questi casi, dare un volto a un oggetto persecutore aiuta a sminuire la sua carica di pericolosità. Ma c'è dell'altro. In fondo, quello di cui abbiamo bisogno è imparare ad accettare le nostre debolezze. E l'umorismo aiuta ad affrontare il problema che si crea dentro di sé quando mangiare entra in conflitto con i modelli estetici dominanti. Così, il «prendere a morsi» il panino non è altro che l'affermazione del bisogno di decidere autonomamente della propria vita.
4. La sera davanti alla tv, penso: «Ho 35 anni e sono ancora single: che sfigata!»
La situazione. Ecco un altro momento a rischio depressione per molte donne: il divano, la televisione, una serata solitaria. E il pensiero che va a tutte le storie d'amore andate a male e a un futuro da zitella. Ce n'è abbastanza per buttarsi sulla prima scatola di cioccolatini.
La battuta. «Tutte le mie amiche si sono sposate. Alcune sono già divorziate e io, invece, sono qui tutta sola... senza neanche un brutto ricordo con cui consolarmi!».
Perché funziona. Riflettere sulle proprie disavventure sentimentali può diventare un tormentone da cui si esce solo se si guarda l'altro lato della medaglia. La solitudine è una nemica insidiosa ma, individuando qualcosa che fa ridere, ci sentiamo meno soli. Per farlo, occorre allenare il proprio senso critico. I passi sono tre: osservare obiettivamente quello che accade intorno a noi; proiettare la nostra mente oltre; cercare gli aspetti negativi anche nei modelli di vita che desideriamo raggiungere. Si coglieranno sicuramente dei lati divertenti.
5. Che nervi il marito disordinato: «Perché lasci i tuoi calzini sporchi per tutta la casa?»
La situazione. Se è (relativamente) semplice venire a patti con le diverse anime conflittuali dentro di sé, nelle relazioni più intime i conflitti sono dietro l'angolo. E possono trasformare la vita in casa in un mix esplosivo.
La battuta. «Amore, mentre aspettiamo che la s



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida