Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Voce Nostra

torna alla visualizzazione del numero 10 del Voce Nostra

Numero 10 del 2002

Titolo: Io e Voi

Autore: Angela Pimpinella


Articolo:
Carissimi amici come state?
E' ancora presto per avere ricevuto vostre lettere sul problema sollevato nella precedente rubrica (isolamento). Voglio cogliere l’occasione di questo spazio per dare continuità al discorso iniziato, quindi desidero parlarvi del mio apporto sia nell’ambito del lavoro che della vita privata ad attenuare le barriere dell’isolamento.
Nella rubrica precedente vi ho solo accennato alla realtà che si sta creando nella regione Lazio coi finanziamenti della Legge 284/97, infatti in questa regione si sono creati diversi centri diurni, io voglio parlarvi di quelli esistenti a Roma; questi sono ospitati nei locali del Centro Regionale «S. Alessio - Margherita di Savoia per i ciechi», ci sono due centri, ognuno dei quali accoglie persone con proprie caratteristiche, infatti dove lavoro io è frequentato da persone sordocieche adulte; in queste occasioni di incontro lo scopo principale è quello di fornire dei servizi che mirano a migliorare la qualità di vita di queste persone, io infatti svolgo diverse attività, mi sono impegnata all'insegnamento del braille, dell’uso del computer, alla creazione di attività socio-creative come per esempio il cineforum; oggi, dopo un lungo lavoro su questi aspetti, mi sono resa conto di aver contribuito a dare a queste persone maggiori strumenti per l'accesso all’informazione e alla comunicazione.
Ora, dando uno sguardo alla mia vita privata, mi rendo conto di quanto sia stato importante conoscere il sistema di comunicazione «Malossi», infatti mi capita spesso di pensare a Eugenio Malossi (inventore di questo sistema di comunicazione), quest’uomo così tenace e di grande ingegno, ma soprattutto con tanta voglia di riuscire a trovare un sistema di comunicazione di facile accesso, sia per il sordocieco che per le persone dell'ambiente circostante, credo che il suo apporto per le persone sordocieche che usano questo sistema di comunicazione è di valore fondamentale e vitale; in alcune circostanze nelle quali l’ambiente non ha conoscenza del «Malossi», io supero tale difficoltà utilizzando il guanto alfabetico oppure illustro uno schema con tutto il sistema, questo mi permette di comunicare in modo immediato con le persone trattandosi di un semplice codice di comunicazione che ha come base la lingua italiana, credo che l’uso di questi supporti (guanto alfabetico e schema) favorisca molto l’iniziativa di allacciare nuove relazioni. A tale proposito voglio riportarvi una mia esperienza pratica, da alcuni mesi ho intrapreso un'attività sportiva, il nuoto. Per me l’ambiente della piscina era del tutto nuovo, non avevo conoscenze e quindi mi sono chiesta come potevo fare per inserirmi. Beh, è stato molto facile, infatti ho conosciuto il mio istruttore di nuoto al quale ho illustrato il guanto alfabetico e fin dal primo momento abbiamo potuto comunicare senza problemi, adesso la relazione si sta sviluppando e anche l'ambiente è molto favorevole e si crea un’atmosfera scherzosa e piacevole. Questo significa che i protagonisti principali per superare il problema dell’isolamento siamo noi stessi, anche se non dimentico, di certo, i problemi che hanno coloro che usano come modo di comunicazione la lingua italiana dei segni tattile, infatti la difficoltà di questo sistema non è di facile accesso, trattandosi di una vera lingua fondata sui segni. Io infatti vorrei avere lettere da coloro che usano questo sistema per conoscere come affrontano in certe circostanze la relazione con l’ambiente indipendentemente dalla presenza di un interprete. Adesso vi saluto con affetto e a presto.



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida