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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 1 del 2012

Titolo: ITALIA- La Giornata nazionale dei ciechi

Autore: Valeria Pini


Articolo:
Sit-in di protesta davanti alle prefetture
La protesta per ottenere lo stralcio dell'articolo 10 del disegno di legge delega 4566 sul riordino della spesa sociale. A rischio l'indennità di accompagnamento erogata dallo Stato. "Il mondo della disabilità torna al Medioevo, con il rischio di emarginazione ed esclusione"

ROMA - Nella Giornata nazionale del cieco, che si celebra oggi 13 dicembre, i non vedenti italiani scendono in piazza. L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha organizzato un sit-in presso le Prefetture di diverse città italiane per ottenere lo stralcio dell'articolo 10 del disegno di legge delega 4566 sul riordino della spesa sociale e il ripristino del contributo compensativo per l'erogazione di servizi essenziali per ciechi e ipovedenti (previsto dalla legge 24/1996). La legge delega. Secondo l'Unione, il disegno di legge delega contiene principi "che, se attuati, farebbero tornare il mondo della disabilità al Medioevo, con il rischio dell'emarginazione e dell'esclusione sociale". In particolare, secondo l'Unione l'art. 10 azzera di fatto l'indennità di accompagnamento che lo Stato eroga, per attribuire la responsabilità alle Regioni. Ma queste, si sottolinea, finirebbero per renderla disponibile non tanto in base ai bisogni della persona disabile, quanto alle disponibilità economiche delle singole amministrazioni regionali. Si finirebbe così per avere indennità di accompagnamento diverse da un'area all'altra: contributi più alti nelle Regioni ricche, più bassi in quelle meno virtuose o comunque con minori risorse a disposizione. Inoltre, l'articolo 10 getta le premesse per la cancellazione della indennità di accompagnamento in favore dei disabili gravi in grado di lavorare e produrre un reddito, minacciando di abolire così il principio del riconoscimento di questa indennità al solo titolo della minorazione. Il contributo. Il contributo compensativo previsto dalla legge 24 del 1996 è stato ridotto a 65.000 euro dagli originali due milioni di euro. Si tratta di fondi interamente destinati a servizi socio-assistenziali a favore dei disabili visivi, come la produzione in braille, a caratteri ingranditi e in formato elettronico, di libri e giornali. L'Unione, dunque, chiama i ciechi e gli ipovedenti italiani davanti alle Prefetture d'Italia, per una manifestazione cui sta partecipando anche la Federazione tra le Associazioni nazionali di disabili (Fand). L'appello. "La riforma fiscale e assistenziale prevista dal governo rischia di mettere con le spalle al muro il mondo della disabilità e di minare i diritti fondamentali acquisiti durante tutti questi anni di dure battaglie", ha detto Simona Clivia Zucchett, vice presidente di Equality Italia, rete per i diritti civili. "Il Governo Berlusconi - ha aggiunto Zucchett - aveva già azzerato il fondo per l'autosufficienza, ignorando le proteste dell'associazionismo dei disabili e ponendo sulla questione un velo di totale silenzio. Chiediamo quindi al nuovo governo di riallinearsi alle posizioni dell'Unione Europea, che proprio a dicembre 2010 ha ratificato la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità". La ricerca. Sempre in concomitanza della Giornata nazionale del cieco, è stata diffusa una ricerca che rivela che ipovedenti e non vedenti leggono molto più della media nazionale e usano strumenti tecnologici e sistemi software in modo diffuso. È il primo studio in Italia sulla lettura in questo settore, realizzata per l'Associazione italiana editori (Aie), in collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dall'Università Bicocca di Milano all'interno del progetto Lia (Libri italiani accessibili). La ricerca è stata realizzata su un campione di 1.505 persone. Chi non vede è lettore assiduo. Secondo la ricerca, il 59,1% di non vedenti e ipovedenti ha letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti (contro il 46,8% della media della popolazione italiana). Sono anche lettori più assidui rispetto alla media (il 31,3% legge libri tutti i giorni), soprattutto dei diversi generi di narrativa, non disdegnando la saggistica di cultura e professionale. Nel 30% dei casi inoltre scelgono formati digitali (txt, doc e pdf), rispetto a Braille e testo a caratteri ingranditi, in particolare dalla fasce dei più giovani (18-34 anni ma anche 35-50 anni). I testi vengono acquistati da librerie, anche online, tramite prestiti e scaricandoli da internet: per procurarsi libri accessibili prediligono librerie (nel 41,7% dei casi), anche online (20,5%), prestiti da biblioteche specializzate (30,7%) o se li scaricano (gratuitamente) da internet o se li scambiano tra amici. da: Repubblica.it del 13-12-2011



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