Numero 2 del 2012
Titolo: Politica interna- I Gattopardi non vogliono capire
Autore: Bruno Manfellotto
Articolo:
(da «L'Espresso» n. 3-2012)
«Il mio è un governo strano», sillabava Mario Monti chez Fabio Fazio con quel suo tono apparentemente distaccato, lontano dai comuni mortali. E intanto, si sarebbe detto una volta, sorrideva sotto i baffi pensando probabilmente ai vecchi partiti spompati che lo appoggiano in silenzio, un po' per dovere, non certo per piacere. Magari controvoglia. «L'élite si è ripresa il potere», spiegava l'indomani Carlo Freccero, uno che se ne intende. Insomma, un governo strano al potere, in nome di un'élite. E' proprio così? E quali effetti avrà tutto questo sulla politica made in Italy?
Intanto una conseguenza già si registra, i giornali riempiono pagine e pagine non più di bunga bunga ma di spread, di Merkel e non di Minetti, di liberalizzazioni e non di alibi per gli evasori. Già questo conta. E perché Carlo Malinconico si decidesse al gesto saggio di lasciare la carica di sottosegretario dopo che s'era saputo ogni dettaglio dei suoi sontuosi week-end al Pellicano a spese della Cricca ci sono volute poche ore e nessuna scusa, non mesi di arrogante resistenza. Impensabile solo pochi mesi fa.
Però nel profondo certe cose non cambiano, proprio nel comportamento delle forze politiche costrette a subire la soluzione Monti. In realtà il loro piano era più o meno questo: lasciamo fare al professore ciò che serve e che noi non riusciremmo a fare mai, se non a costi politici ed elettorali altissimi. Ma a un patto: che non si mettano in discussione gli assetti di fondo del potere, l'ossatura della politica politicante, perché - dicono - quella è competenza dei politici, non di un governo tecnico a tempo.
Guai dunque a toccare le nomenklature (anzi, eccone un bel po' da piazzare tra vice ministri e sottosegretari e di cui si conoscono le gesta da anni), e niente spoil system anche se una bella ventata di professori e tecnici e non di deboli figliocci della politica nelle aziende e nell'amministrazione pubblica ci vorrebbe proprio. Giù le mani dai tg Rai, dalle tv del Cavaliere e da quelle che, opportunamente rinvigorite, al Cavaliere potrebbero dare ombra e dispiacere. Calma anche sulle liberalizzazioni, e sui tagli alla spesa, e sulla lotta all'evasione. Insomma, è come se dicessero: questa è tutta cosa nostra. Sono Gattopardi - come dice la nostra copertina - disponibili a cambiare tutto purché nel profondo non cambi nulla. Proprio ora che l'Europa ci chiede una svolta.
Per fortuna, però, la realtà si preoccupa di smentire tanti progetti politici apparentemente logici e perfetti ma preparati a tavolino. Il fatto è che il premier Monti ha cominciato a lavorare mostrando che è possibile governare senza tante mediazioni e perdite di tempo. Che esistono altri comportamenti e stili di vita: lo dimostra l'uscita di scena di Malinconico il cui rapido esito potrebbe servire da apripista, in nome della trasparenza, per altri casi. Che si può decidere senza dover sottostare agli interessi di categoria o di corporazione difesi dal partito di riferimento. E questo agli italiani piace, come dimostrano i sondaggi che danno in crescita il non voto (quasi la metà degli elettori) e premiano quelle forze politiche, come il Pd, che hanno più sinceramente voluto la nascita del governo Monti. Italiani che hanno accettato duri sacrifici, ma che in cambio di questo non tollereranno più la malapolitica che ci siamo lasciati alle spalle.
Gli unici che sembrano non accorgersene sono proprio loro, i partiti, i Gattopardi convinti che quando questo governo sarà passato tutto tornerà nelle loro mani come prima. Non vedono, invece, che i tecnici stanno facendo breccia nell'opinione pubblica e sarebbe molto più saggio da parte loro prenderne atto e assorbire dentro di sé tutto ciò che di positivo c'è nell'esperimento Monti. «Provo pena per questi politici così maltrattati», ha detto ammiccante Monti. Giusto, ma potrebbero prenderne atto, comprenderne le ragioni e intanto prepararsi al futuro che verrà. Con altre facce, altri comportamenti, altre priorità.