Numero 3-3sup del 2012
Titolo: La solita faciloneria
Autore: Laura Milanesi
Articolo:
Con sgomento e preoccupazione apprendo che ci si accinge a riconvertire in insegnanti di sostegno, i docenti perdenti posto.
Fare l'insegnante di sostegno comporta fatica, dedizione ed una non trascurabile propensione.
Non ci si è improvvisati tali ma, dopo aver conseguito obbligatoriamente una abilitazione in una disciplina, si è seguito un percorso ben delineato e strutturato fatto di lezioni tenute da neurologi, psicologi, psichiatri, esperti di legislatura scolastica, si sono svolte lezioni ed incontri specifici per i vari handicap (cecità, sordità ecc.), si sono sostenuti numerosi esami, si è effettuato un periodo di tirocinio in aula affiancando un professore di sostegno di ruolo e, infine, si è discussa una tesi avente per argomento una riflessione a tutto tondo sull'alunno seguito: l'approccio metodologico usato, gli aspetti salienti del suo handicap e della sua personalità, le tecniche adottate per l'integrazione, le nostre proposte o critiche.
Inoltre, ricordo, è stato assicurato che la formazione di tali figure professionali sarebbe rimasta prerogativa dell'università vista la delicatezza del compito che si affidava.
Adesso tutto cambia: chiunque sia in possesso di una abilitazione, potrà improvvisarsi docente di sostegno seguendo una modalità che, al momento, rimane sconosciuta ma che di certo non è delegata ad esperti.
Capisco la necessità di far lavorare l'insegnate di ruolo che perde il posto, ma perché ledere chi ha il diritto di essere seguito nel suo processo scolastico da persone assai ben preparate e competenti?
(Anche a nome di numerosissime famiglie e colleghi)
Laura Milanesi