Numero 2 del 2012
Titolo: Oltre gli stereotipi, oltre i reality
Autore: Donatella Bersani
Articolo:
(Tratto da «Indignate» - Tascabili Newton)
Intervista a un'operatrice del Consultorio famigliare per conoscere e per capire le adolescenti di oggi
Bassa occupazione, discriminazione sul posto di lavoro, esclusione dai luoghi di potere della politica e dell'economia, mancata condivisione del lavoro di cura all'interno della famiglia, assenza di servizi a sostegno della maternità. E ancora, violenza fisica e psicologica e donne-oggetto, schiave di vecchie dinamiche di oppressione. Questo libro si rivolge alle migliaia di donne che continuano a mobilitarsi per i loro diritti, fornendo chiavi di lettura e spunti di riflessione per comprendere meglio le diverse sfaccettature del mondo in cui vivono. Il valore del corpo, il ruolo di madri e di mogli, le battaglie sulla procreazione assistita e la Ru486, sugli anticoncezionali, sull'aborto: indagando i diversi ambiti della vita pubblica e sociale, ma anche privata ed esistenziale, queste realtà rivelano aspetti sempre più precari e instabili. Tutto ciò nonostante i cambiamenti intercorsi nella società contemporanea e nonostante l'avanzamento in termini di diritti, uguaglianza e libertà ottenuto negli anni Settanta dai grandi movimenti di massa delle donne, dei quali, forse, ci sarebbe ancora bisogno.
Abbiamo intervistato Elisabetta Canitano, ginecologa, socia fondatrice dell'associazione «Differenza Donna». L'obiettivo era indagare, attraverso le parole di un'esperta, il modo di percepire e vivere la sessualità delle giovani e delle adolescenti e i condizionamenti culturali che filtrano il loro rapporto con il corpo.
Elisabetta è attualmente la presidente di «Vita di Donna Onlus», l'associazione che dal 1999 tutela la salute e i diritti delle donne. L'associazione, che ha sede nella «Casa Internazionale delle donne», da sette anni ha attivato un servizio di aiuto, sia telefonico che telematico.
Le volontarie dell'associazione aiutano a capire cosa fare, dove andare e a chi rivolgersi, sempre e solo nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche, ritenendo che la salute debba essere pubblica e alla portata di tutti. L'associazione interviene anche direttamente: prende appuntamenti e, nei casi di diritti negati, contatta il medico di guardia, il primario o il direttore sanitario.
Dal giugno del 2008 ha attivato anche il servizio «Sos Pillola del giorno dopo». Il problema della contraccezione di emergenza in Italia è noto. Elisabetta Canitano, attiva anche nelle mobilitazioni per la difesa della libertà e dell'autodeterminazione delle donne, milita nell'Assemblea permanente delle donne che si è costituita per contrastare la proposta di legge regionale n. 21 del 26 maggio 2010 (prima firmataria Olimpia Tarzia) «Riforma e riqualificazione dei consultori famigliari». Il coordinamento si batte per il ritiro della proposta, accusata di snaturare il ruolo e la funzione dei consultori famigliari, concepiti non più come luoghi per tutelare la salute delle donne, sostenere la procreazione responsabile e consapevole, svolgere attività di prevenzione sul territorio, ma come istituzioni ideologizzate volte a promuovere la famiglia e i suoi valori.
Oggi le giovani donne e le adolescenti come vivono la sessualità e come arrivano al consultorio?
«Mi sembra difficile definire le giovani donne e le adolescenti come un'unica categoria.
In Italia le ragazze sono molto condizionate dai genitori. Soprattutto quelle scolarizzate, in caso di famiglia laica, vengono spesso accompagnate dal ginecologo dalla madre con conseguente autorizzazione all'attività sessuale purché protetta e ragionevole.
In caso di famiglia confessionale, invece, le giovani vengono pressate affinché non abbiano attività sessuale fino al matrimonio.
Sia le une che le altre, spesso, non considerano il consultorio un luogo di riferimento perché in Italia è storicamente prevalsa la relazione privata con il medico. Sul web, nei forum delle ragazze è ricorrente la frase «ehi raga, il mio gine, che è bravissimo, dice...», ma il più delle volte le informazioni che vengono scambiate sono più vicine alle leggende metropolitane che alla realtà.
Il modo di vivere la sessualità è quindi molto condizionato dalla famiglia, e l'arrivo al consultorio è saltuario e il più delle volte occasionale».
La società propone continuamente messaggi in cui la sessualità assume un ruolo dominante. Quanto incidono l'immaginario proposto dai media sulla percezione di sé e della salute?
«I media promuovono soltanto una parte della sessualità che esiste normalmente in tutti noi, la parte più istintiva, meno mediata dalla ragione e dal sentimento. Purtroppo questa parte è antiscientifica, preferisce il «si dice» alla conoscenza valida, soprattutto nel caso degli uomini, predisposti di per sé a una sessualità esclusivamente fisica.
Anche le donne molto giovani assumono questo genere di comportamenti, quasi a sfidare le convenzioni. Questo atteggiamento è del tutto irrazionale, non prevede contraccezione né prot