Numero 2 del 2012
Titolo: Amici o amanti?
Autore: Chiara Elisa Bratina
Articolo:
(da «Natural Style» n. 103-2012)
Non è il marito, neppure il fidanzato. Eppure sempre più donne ci vanno... a letto. Senza impegno, dicono. Il partner ideale oggi è «un amico speciale», con cui si condividono solo i piaceri di una relazione senza cadere nella routine della vita a due e delle inevitabili incomprensioni. Ma può davvero funzionare? Le nostre psicologhe dicono di no
Marina ha 35 anni, due figli di 5 e 13, un marito che la ama anche se «da qualche tempo la nostra vita intima è diventata un po' ripetitiva: molto affetto e poco sesso» racconta. «Ora esco di nascosto con Franco, amico storico, un ex di una mia cugina».
Francesca, 27 anni, è single. Dice di sé: «dopo tre storie importanti naufragate tutte per lo stesso motivo, sono stata tradita e non ho saputo perdonare, sono alla ricerca dell'anima gemella e intanto frequento un mio ex compagno di università, amico da lunga data».
Donatella, 45, divorziata da 10, ha un nuovo partner ma l'estate scorsa il rapporto entra in crisi. «A tenermi compagnia ha provveduto Giacomo, amico e vicino di casa, sposato: cinema, birretta e poi il primo weekend... galeotto».
Marina, Francesca e Donatella escono e fanno sesso con un amico. Il cosiddetto «amico di letto». O, come dicono gli inglesi «friend with benefits» (amico con vantaggi): un nuovo tipo di partner che sempre più donne scelgono.
«E' un fenomeno in netta crescita, determinato da un nuovo modo di vivere l'amore al giorno d'oggi» conferma Flaminia Nucci, psicanalista junghiana a Milano. «Rispetto ai tempi delle nostre mamme i comportamenti di coppia non sono più codificati, vale a dire che se in passato era scontato per una donna fidanzarsi, sposarsi e fare figli possibilmente senza lavorare fuori casa, oggi siamo più libere di scegliere. A questo bisogna aggiungere però una paura sempre più diffusa nel vivere in pieno un rapporto, per cui sia lui che lei messi di fronte alle prime difficoltà o problemi, frequentemente scappano. Alcune paure ci sono sempre state, quella di venire abbandonate, maltrattate, tradite: timori che sono comunque legati all'altro componente della coppia. Oggi invece prevale una paura del rapporto in sé e delle responsabilità che comporta. Ci si chiede cosa può «dare o non dare» una relazione, non come ci fa «sentire». La combinazione di questi due fattori crea un terreno fertile per il fenomeno dell'amico di letto: scelta di gran lunga più facile».
«Nel caso di una donna single, vedo l'amico erotico come un ripiego al fatto di non saper costruire o non volere un rapporto, ma senza rinunciare alla gratificazione» spiega ancora Flaminia Nucci. «Da medico parlo di «narcisismo psicanalitico» cioè il volere mettere in piedi un legame che gratifica, che non fa sentire il vuoto, la solitudine e allo stesso tempo non condiziona né come sentimenti né come tempo. Insomma una sorta di voglio ma non posso».
Diverso il caso di una donna sposata o fidanzata che tradisce con un amico. Continua Nucci: «Spesso la donna in un rapporto rinuncia a qualcosa di sé in termini di autonomia, perché è quasi sempre lei che tiene in piedi la relazione dal punto di vista organizzativo (dalla spesa agli inviti a cena, dalle pulizie alla cucina). Dispensa servizi, e nel farlo e per farlo rinuncia a una parte della propria individualità e autonomia.
L'amico diventa in questo caso un alter ego del marito che semplicemente funziona meglio perché lo conosciamo già e sappiamo che può offrirci quel che abbiamo perduto. Ecco perché un tradimento di questo tipo diventa ancora più profondo e importante».
In genere l'amicizia con sesso crea sofferenza perché inevitabilmente per la donna entrano in gioco i sentimenti. La storia si risolve o con la coppia che scoppia perché lei si rende conto che dal partner non può avere più nulla, oppure con lei che rientra nella coppia dopo aver rielaborato il rapporto e il tradimento, a patto naturalmente di mantenere il segreto.
Tradire o andare con un amico, è sempre condizionato dal rapporto che abbiamo avuto con i genitori, fantasmi del nostro passato che non ci abbandonano mai. In particolare la figura del padre condiziona inconsciamente la scelta di una persona amica. Rappresenta l'amicizia con la figura paterna che abbiamo avuto e vogliamo rivivere oppure che non abbiamo mai avuto e che ora possiamo avere, un rivivere a livello inconscio parte della nostra infanzia che diventa adesso un riscatto, un tassello positivo da aggiungere alla nostra evoluzione dell'inconscio».
Quando l'amore scoppia in ufficio
Secondo l'Associazione avvocati matrimonialisti italiani 60 infedeltà su 100 avvengono sul luogo di lavoro e sono responsabili del 40 per cento circa delle separazioni. «Succede perché è in ufficio che passiamo la maggior parte del nostro tempo» commenta Flaminia Nucci psicanalista junghiana. «Siamo costretti a stretto contatto con i colleghi e a condividere momenti diversi che possono andare dal pranzo al viaggio di lavoro. In ufficio,