Numero 2 del 2013
Titolo: Attualità- L'Alitalia non decolla
Autore: Redazionale
Articolo:
(da «The Economist» (Regno Unito), su «Internazionale» n. 983-2013)
La compagnia di bandiera italiana è sempre in perdita. Gli imprenditori che l'hanno sostenuta ora possono vendere. A complicare la situazione ci sono i treni ad alta velocità
Si dice che la fenice rinasca sempre dalle proprie ceneri, l'Alitalia potrebbe non avere la stessa fortuna. Il 12 gennaio il «lock-up» (il periodo di tempo in cui è vietato vendere le proprie azioni) sui titoli Alitalia è scaduto, ed è probabile che alcuni dei 21 investitori italiani che sostengono l'azienda dal 2008 li venderanno, proprio ora che la compagnia ha bisogno di aiuto. Cinque anni fa l'Alitalia è «precipitata» in amministrazione straordinaria e ha potuto continuare a volare grazie al progetto Fenice. Un gruppo di imprenditori italiani guidati da Intesa Sanpaolo - entrata anche lei nel pacchetto azionario - ha immesso circa un miliardo di euro in una nuova società che ha rilevato le attività dell'Alitalia. Gli investitori si sono impegnati a mantenere le proprie azioni fino al 12 gennaio del 2013. Air France-Klm, la compagnia aerea franco-olandese, partecipa per il 25 per cento del capitale di rischio, dopo essere stata ostacolata nel suo tentativo di acquisire l'intera compagnia italiana. I sindacati, e in particolare l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si opposero all'acquisizione. L'Alitalia, sostenne Berlusconi, avrebbe finito per portare i turisti ai castelli della Loira invece che nelle città d'arte italiane. Alcuni imprenditori italiani hanno pensato che la loro partecipazione nell'Alitalia sarebbe stata un buon affare, ma gli osservatori più cinici sono convinti che abbiano sborsato i soldi solo per rimanere in buoni rapporti con Berlusconi. In ogni caso pochi di loro vorranno continuare a fare la parte degli angeli dell'Alitalia.
Dal 2008 l'azienda ha accumulato solo perdite. Nel 2009 ha perso 327 milioni di euro, a cui sono seguiti i 168 milioni del 2010 e i 69 milioni del 2011 (su un fatturato di 3,5 miliardi). Nei primi nove mesi del 2012 la situazione è peggiorata: la compagnia aerea ha registrato una perdita di 173 milioni.
Una parte di questi numeri desolanti è dovuta alla stagnazione economica europea, aspetto che Roberto Colaninno, presidente dell'Alitalia, ha voluto sottolineare annunciando i risultati del terzo trimestre. Ma i problemi dell'Alitalia sono più profondi. Le compagnie aeree low cost stanno conquistando quote di mercato sia in Europa sia in Italia. La tratta Roma-Milano, sulla quale l'Alitalia offre trenta voli al giorno in entrambe le direzioni, era una miniera d'oro. Ma le autorità di regolamentazione hanno ordinato all'azienda di cedere a easyJet alcuni «slot» nell'aeroporto di Linate.
La cucina migliore
Anche i treni ad alta velocità sono entrati nella competizione. Le Ferrovie dello Stato garantiscono ogni giorno 33 collegamenti ad alta velocità tra Roma e Milano, e nel mese di aprile Italo, un nuovo servizio ferroviario privato, ha fatto il suo ingresso nel mercato. In questa tratta i treni sono molto più economici dell'aereo, e la durata del viaggio è quasi la stessa. Per risorgere l'Alitalia avrà bisogno di nuovi capitali. Iniziative come la vendita di beni (per esempio gli «slot» negli aeroporti) o la richiesta di prestiti non la porteranno lontano. «Sarà difficile avere il sostegno degli azionisti a un aumento del capitale, a meno che non ci sia un progetto molto chiaro», ha detto il titolare di una delle aziende azioniste.
I capitali dovranno quindi arrivare da altre parti. Air France-Klm non è interessata all'acquisto, ma si mormora che la Etihad Airways lo sia (anche se va detto che la compagnia di Abu Dhabi è considerata oggi la possibile salvatrice di tutte le compagnie aeree in difficoltà). Forse il governo rientrerà in scena: tra i possibili investitori ci sarebbero le Ferrovie dello Stato e la Cassa depositi e prestiti. Nel 2008 il crollo e la rinascita dell'Alitalia coincise con le elezioni politiche, oggi il «lock-up» sulle azioni scade mentre è partita una nuova campagna elettorale. Ma per quanto possa essere mascherato, un nuovo aiuto di Stato andrà incontro a una forte opposizione da parte delle altre compagnie aeree e della Commissione europea. Poco prima di Natale, l'Alitalia è stata premiata di nuovo come compagnia aerea con la migliore cucina. Roberto Colaninno e Andrea Ragnetti, amministratore delegato dell'azienda, dovrebbero sospendere i voli e trasformare l'Alitalia in un'azienda di catering per altre linee aeree. La decisione andrebbe incontro ai desideri di Berlusconi: far sì che la cultura italiana continui a essere apprezzata dai viaggiatori di tutto il mondo.