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Il Progresso

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Numero 2 del 2013

Titolo: Religione- Wojtyla torna a Siracusa

Autore: Saverio Gaeta


Articolo:
(da «Famiglia Cristiana» n. 3-2013)
Una volta ancora, dal 25 al 27 gennaio, Giovanni Paolo II si fa presente nel santuario della Madonna delle lacrime, questa volta attraverso la reliquia del proprio sangue. Nell'anno giubilare del sessantesimo anniversario del prodigioso evento della lacrimazione, il beato Wojtyla non poteva certamente mancare all'appello, devoto com'era a questa manifestazione mariana, al punto da recarsi pellegrino a Siracusa già quando era arcivescovo di Cracovia, il 2 novembre 1964, in una pausa dei lavori del Concilio Vaticano Ii.
Il misterioso abbraccio di sofferenza fra Papa Wojtyla e la Madonnina delle lacrime ci riporta al 28 aprile 1994, quando il Pontefice stava preparandosi all'imminente viaggio pastorale a Siracusa. Ma una caduta accidentale gli provocò la frattura del femore, che lo obbligò alla degenza in ospedale fino al 27 maggio. Lui stesso spiegò di essere convinto che quella «sosta di dolore» era necessaria per «affidare tutto al Signore, mettere nelle sue mani ogni problematica, ogni iniziativa pastorale... E mi è più facile fare tutto questo con le lacrime della Vergine».
A testimonianza della sua grande devozione verso la Madonna di Siracusa, Giovanni Paolo II espresse il desiderio di poter avere accanto a sé il reliquiario della Vergine. Ovviamente fu immediatamente accontentato, cosicché le reliquie della lacrimazione sostarono nella cappellina papale al decimo piano del Gemelli per quasi quattro giorni, fra il 16 e il 20 maggio.
«Asciuga le lacrime dei sofferenti, dei dimenticati, dei disperati, delle vittime di ogni violenza», furono le parole con le quali Giovanni Paolo II terminò l'omelia del 6 novembre 1994, nel giorno in cui poté finalmente presiedere la dedicazione del santuario alla materna intercessione della Madonna delle lacrime. Spiega il rettore, don Luca Saraceno: «Il ritorno delle sue reliquie a Siracusa, nella città che lui ebbe a definire come uno «speciale santuario della commozione», è stato voluto con l'obiettivo di declinare la dimensione spirituale della consolazione attraverso la presenza tangibile di un appassionato e infaticabile pastore che ha fatto della consolazione il respiro del suo ministero».
Intanto la scorsa settimana si è svolta la seconda «domenica della Consolazione», l'appuntamento mensile in santuario che intende essere «una risposta tangibile al pianto di Maria». Protagonisti i centri di recupero dalla tossicodipendenza, in particolare delle regioni del Sud Italia. Incontri con gli studenti delle scuole medie superiori di Siracusa e con i giovani dei gruppi parrocchiali della diocesi hanno scandito il fine settimana, che si è concluso con una fiaccolata per le vie della città nella serata di sabato e con la Messa presieduta domenica mattina dal vescovo Giovanni D'Ercole.



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