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Notizie Internazionali

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Numero 1-3 del 2002

Titolo: Accessibilità in termini reali – aprire il mondo alle persone con disabilità -

Autore: Redazionale


Articolo:
Relazione di Arne Husveg al Congresso Europeo sulle Persone con Disabilità “non discriminazione + azione positiva = integrazione”, tenutosi a Madrid in Spagna dal 20 al 23 marzo 2002

Sono seduto dall’altra parte del muro. Sento vari rumori all’interno – un riso, un lamento, una discussione animata, tutti i rumori della comunicazione tra esseri umani viventi. E’ così da quando mi ricordo. Qualche volta mi sento triste, altre volte disperato, per la maggior parte del tempo frustrato. Le persone passano davanti a me, entrando ed uscendo dall’edificio, ma la mia strada è bloccata da barriere invisibili. La mia anima soffre di essere parte della vita dall’altra parte del muro, ma la mia voce interiore mi dice che tali pensieri sono invano. Ed io sono escluso perché sono diverso, ho una disabilità.

Alcuni considererebbero imprecisa e più che sentimentale tale descrizione della mancanza di accessibilità. Non ne sono così sicuro. Ho trovato delle persone con disabilità nei paesi in via di sviluppo che trascorrono la giornata da soli in fondo alla capanna e aspettano con ansia le tre o quattro volte al giorno quando qualcuno le aiuta ad andare in bagno. La mia disabilità è la cecità. Anche se sono stato fortunato di nascere e crescere in un paese sviluppato con alti standard sociali, mi duole il cuore quando ascolto i miei amici vedenti discutere di film, di quadri e delle partite di calcio.

La mancanza di accessibilità varia secondo il tipo e il grado di disabilità, l’età, le qualità personali e la situazione del paese in cui ci capita di vivere, ma essa ci sarà sempre in una forma o l’altra, ed in alcuni casi sarà insuperabile. Non potrò mai godermi un quadro. Dovrò accontentarmi del divertimento di seconda mano, dai racconti delle esperienze altrui.

E’ stato detto giustamente che rendere la società più accessibile alle persone con disabiltà fa diventare la società un posto migliore, dove vivere per il resto della popolazione. Secondo l’autore Mark Twain, abbiamo tutti voglia di invecchiare. "Non è così brutto diventare vecchio," egli osserva, "quando consideri l’alternativa." Comunque, con gli anni diventa più difficile leggere l’elenco telefonico, salire le scale e così via. Le nostre mani e le nostre dita diventano meno agili quando sono alle prese con pomelli, bottoni e viti piccolissime, che fanno parte della vita quotidiana.

Il concetto della "Progettazione per tutti" è stata giustamente avanzata come idea per promuovere l’accessibilità alle persone con disabilità. Tuttavia, il valore di un concetto dipende dalla probabilità della sua applicazione. Le dichiarazioni e risoluzioni dell’ONU sono piene di ottimi principi e slogan come le pari opportunità, l’integrazione scolastica ecc.

Ho esaminato "l’integrazione scolastica" in corso nei paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda i ciechi, il più delle volte integrazione scolastica significa il diritto degli alunni ciechi di essere presenti in aula. Non esistono insegnanti qualificati che possano prendersi cura delle loro particolari esigenze. Non vi è nessuno che possa insegnargli il Braille. Non esistono libri in Braille ed attrezzature che gli permettono di studiare come gli altri alunni.

Esaminiamo da vicino la "Progettazione per tutti". Il concetto è ottimo e dev’essere seguito, ma trovo difficile credere che sarà adottato come proposizione di lavoro attraverso la sensibilizzazione dei progettisti. Nella mia esperienza, la forza motrice dei progettisti e degli architetti è produrre qualcosa che sia attraente visivamente e diversa rispetto agli altri prodotti della stessa linea. La prova facilmente rintracciabile in tutto il mondo sotto forma di rubinetti, interruttori e pomelli, che hanno una forma così “bella” che si ha bisogno della forza di un atleta per afferrarli. Come pure, i sistemi di illuminazione, che sono più adatti ad una serata romantica che alle esigenze della vita quotidiana.

Nella mia opinione, il concetto di "Progettazione per tutti" inizierà ad avere senso in termini reali quando diventerà difficile o impossibile vendere prodotti che non si conformeranno al tale concetto. Questo significa che la responsabilità di assicurare che il principio della "Progettazione per tutti" sia rispettato dev’essere affidata ai costruttori e a coloro che decidono quali attrezzature installare. Tuttavia, per far prendere sul serio tale responsabilità, i politici devono introdurre regole e normative obbligatorie, stabilendo multe per la mancata osservanza delle regole fissate.

La sensibilizzazione è importantissima e dev’essere valida per tutti gli interessati – progettisti, architetti, costruttori ecc., ma il gruppo più interessato dev’essere quello dei politici. L’esperienza dimostra, comunque, che anche i sistemi sostenuti da regole obbligatorie, basate su decisioni politiche, tendono a sviluppare scappatoie legali ed illeciti civili. Una tutela supplementare è quindi un difensore civico come custode e portavoce dei consumato



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