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Corriere dei Ciechi

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Numero 3 del 2015

Titolo: CULTURA- La poesia di Augusta Tomassini

Autore: Stefano Iannaccone


Articolo:
L’amore per la poesia come una vera e propria guida nella vita. Un modo per esprimere le sensazioni con il nobile intento di donarle agli altri e creare una condivisione di passioni. Augusta Tomassini è una poetessa semplice, che ama quello che fa senza intellettualismi. Ma che sta mietendo grandi successi, grazie a quei versi scritti inizialmente quasi "per caso", come ammette senza reticenze. Aveva una dote nascosta, emersa inconsapevolmente. La prima pubblicazione, intitolata "Volo dell'Anima - Poesie dall'ombra", è stata accolta con grande entusiasmo dal pubblico, come testimoniano le numerose presentazioni che hanno suscitato interesse.
Augusta Tomassini ha così trovato la forza per scavare ancora di più dentro se stessa, perché la sua poesia è molto autobiografica, a tratti un viaggio interiore non privo di dolore, come conferma in questa intervista. Allora la casa editrice Helicon ha deciso di pubblicare il secondo volume: "L'altra me. Bagliori in versi".
"Un viaggio alla riscoperta della nuova me stessa, una rinascita che affonda le sue radici nelle difficoltà e nel dolore", spiega Tomassini. "Un messaggio di speranza, di fiducia negli affetti e nella vita, testimonianza di come essa non venga mai sconfitta, di come nonostante tutto sia destinata sempre e comunque a rinnovarsi", aggiunge sintetizzando il senso del suo libro.

D: Qual è la sua fonte di ispirazione rispetto a un'arte così complessa come la poesia?
R: Prima di tutto, come accade a molti poeti, l'ispirazione arriva nel momento della solitudine. Arriva così l'impulso alla poesia, è come se dovessi vuotare il cuore e l'anima. Poi qualsiasi cosa può ispirare: un tramonto, il volo di un gabbiano, la sensazione provocata dal rumore del mare. Tutto questo può spingerti a sentire delle emozioni interiori e quindi a trasmetterle attraverso la scrittura di una poesia. O meglio: provare a trascrivere le emozioni in versi.

D: Quindi è un lavoro alquanto complesso, perché - come dice lei appunto - richiede il dover "vuotare" se stessi, rispetto a delle sensazioni che sono anche dolorose.
R: La poesia, con tutto quello che richiede, diventa un modo di confrontarsi, di capire se stessi, sempre nei limiti del possibile. Io credo che alla fine sia impossibile comprendersi del tutto. Ma la poesia avvicina in parte a questo lavoro interiore.

D: Quando ha provato a scrivere per la prima volta?
R: Ho iniziato proprio in un momento di forte solitudine. Mi sentivo davvero sull'orlo del baratro: ho cominciato a scrivere poesie quando ho perso mio marito; è avvenuto per caso, mandando dei messaggi a un mio amico in cui esprimevo le mie sensazioni. Lui mi ha consigliato di scrivere in versi. Mi ha sostenuto molto ripetendomi sempre che erano proprio delle belle poesie.

D: È già alla seconda pubblicazione, a testimonianza di una grande crescita nella composizione di versi. Come è cambiato il suo modo di fare poesia?
R: Il primo libro è più ingenuo e più innocente, forse anche meno affascinante. Di sicuro è più diretto e meno attento alle dinamiche della poesia. Potrei sintetizzare: in un certo senso è meno professionale. Invece il secondo testo è più completo. Mi hanno confermato anche altre persone che si nota una maturazione nella composizione dei versi.

D: C'è quindi una poesia più ricercata?
R: Premetto che io non sono laureata in letteratura. Sono figlia di contadini e me ne vanto. Perciò non ho una formazione accademica, uno studio del settore. Sono una semplice casalinga, che ha cercato di dare tanto alle persone che mi stanno vicino. Così ho scritto il primo libro, buttando giù le frasi cogliendole dalle mie sensazioni, senza essere consapevole delle ritmiche e delle metriche della poesia. Nel secondo c'è uno sviluppo diverso.

D: Tra un libro e l'altro ha comunque cercato di scoprire i segreti della poesia, seppure da autodidatta?
R: Certo. Ho capito molte cose proprio perché sono andata alla ricerca di novità. Ho letto tante poesie, mi sono confrontata con molti poeti che mi hanno fatto molto riflettere. Poi ho avuto degli incontri durante alcuni appuntamenti letterari. Inoltre ho partecipato a dei concorsi, alcuni dei quali vinti, che hanno rappresentato - al di là del risultato - un momento di arricchimento davvero prezioso per la mia poesia. E tutto questo lavoro emerge nel secondo libro. Ma tengo a precisare che la cosa più importante è la ricerca di me stessa. Io voglio trasmettere le mie emozioni agli altri, perché so che ci sono persone che vivono le mie stesse sensazioni e voglio mostrarmi vicino a loro attraverso la poesia.

D: Cosa ritiene importante nella sua vita, oltre alla grande passione per la poesia?
R: Io ho sempre dato tutto per la mia famiglia. È un affetto sacro. Per me è la prima cosa al mondo, i figli e i nipoti. Purtroppo con la perdita di mio marito mi si è spezzato questo sogno e così devo provare a ripartire con una sola ala, anche nei momenti brutti e difficili. Però devo farcela.

D: Insomma, nella sua opera c'è tanto di autobiografico.
R: Tutto lo è. Io scrivo ciò che provo e ciò che sento. Io scrivo del mio quotidiano, del mio essere. Il 99% di ogni poesia riguarda me stessa, la mia solitudine, le mie tristezze.

D: L'Italia non è un Paese che promuove molto i suoi poeti. Quali difficoltà ha incontrato nella sua attività di divulgazione delle opere scritte?
R: Devo dire che io non ho avuto alcuna difficoltà. Ho scritto per caso, non certo per farmi conoscere, ed è stato un successo enorme e inaspettato. Ora mi chiamano in molte occasioni per le presentazioni.

D: Come vive la promozione dei suoi libri?
R: A me piace molto il contatto con gli altri. Io dico sempre che non mi serve la folla, mi basta già una persona che ascolta e vuole condividere le sensazioni. Per me non è un problema divulgare le mie poesie, nonostante sia consapevole che si tratti di un mondo pieno di criticità. Io posso dire che ho raggiunto il mio obiettivo: già poter scrivere le sensazioni e donarle agli altri era quello che volevo. Quindi va bene così.

D: E la risposta del pubblico è positiva? Si dice spesso che gli italiani non siano lettori, ancora di meno di poesie...
R: Il primo libro è stato stampato da me, senza una vera casa editrice alle spalle. E in 7 mesi avevo già esaurito 600 copie. Non è poco per un'esordiente. Per il secondo volume, edito da Helicon, ancora non ho fatto delle presentazioni per alcuni problemi personali.

D: Qual è invece la sensazione che prova quando a un reading leggono le sue poesie?
R: Un'emozione grande. Non ci sono altre parole per definire meglio la sensazione. Proprio negli ultimi giorni ho riascoltato alcuni miei scritti e mi sono commossa. Mi sono detta "mi piacciono, mi sorprendo di me stessa". Questo è uno sprone per continuare a scrivere e cercare sempre di trovare il piacere della scrittura.

D: Domanda doverosa: dopo il successo delle prime due pubblicazioni, ci sono altri lavori in preparazione?
R: Prima di rispondere, faccio una breve digressione. Il primo libro è un po' il libro del dolore, perché dedicato a mio marito. La foto è un tramonto di Sorrento ed è una dedica a mio marito giunto, purtroppo, al tramonto della sua vita. Quindi è una poesia anche del dolore. La copertina del secondo libro è invece un'alba, un'immagine scattata a Fano. Il simbolo è quello della rinascita, perché da lì voglio ripartire. Le poesie del volume sono più orientate all'amore e la dedica è per un mio amico che mi ha sostenuto sempre. Per il futuro ci sono già altri libri. Il terzo è pronto ma non è ancora edito: l'ho inviato a un concorso e lo manderò in stampa tra un po', credo a settembre. Si intitola "Sulle ali del tempo. Riflessi di luce" e la dedica sarà per la mia famiglia. Infine sto già lavorando al quarto libro che voglio intitolare "Mi chiamo per nome". E sarà una dedica a me stessa.

D: Dalle sue parole traspare un grande amore verso la poesia. In base alla sua esperienza cosa si sente di dire a quelle persone che a volte per vergogna si "censurano" e preferiscono non scrivere poesie?
R: Non dobbiamo aver paura di mettere a nudo le nostre difficoltà e le nostre emozioni. Io mi sono trovata a scrivere queste cose e condividendole ho provato un'emozione forte. Spesso c'è timore di essere criticati. Ma basta andare oltre, a me non interessa. Io so che la poesia non rende ricchi economicamente, ma so che con la poesia si diventa ricchi di animo. Le poesie non si scrivono con la mente, ma con il cuore. Perché è il cuore che detta alla penna.



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