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Corriere dei Ciechi

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Numero 7-8 del 2015

Titolo: RUBRICHE- Segnalibro

Autore: a cura di Renato Terrosi


Articolo:
"La nostra forza" di Vezio Bonera
Vezio Bonera, aveva detto che "quella notte su Facebook" sarebbe stata l'ultima sua (ottima) esperienza di narratore, ma io non l'ho mai creduto.
Glielo avevo detto anche al telefono e lui, gentile, calmo, sempre cortese, mi elencava i perché e i percome di quella decisione.
Avevo letto tutti i suoi romanzi, cominciando dal primo "Lo scrigno di latta" (2005), "Serenata ad un angelo" (2010), "Tessere di un mosaico" (2011), "Pentagrammi musicali" (2012), "Un soffitto lucente di stelle" (2013) e l'ultimo, "Quella notte su Facebook" (2014).
Uno meglio dell'altro. Anzi mi correggo: tutti interessanti, tutti avvincenti. Argomento e forma da campione. Lo avevo scritto. E anche a voce avevo esternato la mia ammirazione per un debuttante di 81 anni. Mente e cuore "giovinetti".
Poi un giorno della scorsa primavera, mi è arrivato un bel pacco, c'era dentro un libro non corposo come tanti altri, ma di tutto rispetto.
"La nostra forza" il titolo. Subito mi è tornato in mente "I piccoli guerrieri della luce", storie di bambini, genitori e della loro battaglia contro la cataratta congenita. Un piccolo-grande libro letto mesi prima.
Ed è questo volumetto, commovente vita vissuta, vita quotidiana, vita reale di bambini e, ovviamente, dei loro genitori e parenti, che ha ispirato l'ultima opera di Vezio Bonera, "La nostra forza". Avvincente.
Jenny viene a sapere che Mari, la figlia più piccola, è affetta da cataratta congenita. Si sente morire. La vita cambierà e lei sarà sola e impaurita. La malattia che ha colpito Mari è rara, poco conosciuta e poco fatta conoscere.
"La nostra forza", insomma, racconta le vicende di una famiglia della Sicilia, quasi un secolo. Dalla metà del Novecento ai giorni nostri.
Mari e la sua magnifica mamma in lotta con quel male strano, che spegne la luce ai "cuccioli".
Bonera, come sempre, mostra la capacità di narratore validissimo come sempre ricco di sentimento e di eleganza. Come ho già detto può capitare che non "mantenga le promesse".
Bravo Vezio! Hai ancora vinto una battaglia per una buona causa e ti auguro, e auguro ai lettori, che vengano presto altri impegni simili. Nobilissimi.
"La nostra forza"
Vezio Bonera

"Numero Zero" di Umberto Eco
Il settimo romanzo di Umberto Eco dal titolo "Numero Zero" è ambientato al tempo di Tangentopoli a Milano.
"Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l'incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai giorni nostri".
Vasta è la serie degli argomenti che ne fanno una storia gialla. Avvincente alla Eco. La P2, Papa Luciani, CIA, Brigate Rosse, stragi e chi più ne ha più ne metta. Un periodo confuso, dunque, e in questo marasma sgomita alla meglio Vimercate, commendatore. Dare addosso ai nemici e via mascalzonando con un finto giornale, tutti numeri di prova, zero, lontano dalle edicole.
"Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo - leggiamo su online - che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo".
Umberto Eco è bravissimo e notissimo, comunque qualche cenno è sempre valido.
È nato ad Alessandria nel 1932: filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con "Il nome della rosa" (Premio Strega 1981), seguito da "Il pendolo di Foucault" (1988), "L'isola del giorno prima" (1994), "Baudolino" (2000), "La misteriosa fiamma della regina Loana" (2004) e "Il cimitero di Praga" (2010). Numerose le sue opere di saggistica.
"Numero Zero"
Umberto Eco



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