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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS-APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 4 del 2017

Titolo: SALUTE- Il glaucoma, ladro silenzioso

Autore: Chiara Giorgi


Articolo:
A conclusione della settimana mondiale del glaucoma proviamo a capire qualcosa di più di questa malattia subdola, anche chiamata "ladro silenzioso della vista".
Secondo l'OMS ne sono affette 55 milioni di persone nel mondo ed è la seconda causa di cecità irreversibile. In Italia si stima che colpisca circa un milione di persone, ma la metà di esse non ne sarebbero a conoscenza (perché non effettuano visite oculistiche periodiche complete).
Obbligatoria e prioritaria è la prevenzione. Ne parliamo con la Dott.ssa Michela Laguardia e il Dott. Carlo Brogioni, oculisti del Centro Polifunzionale "Officina dei Sensi" di Ascoli Piceno.

D. Iniziamo dalle nozioni di base. Cos'è il glaucoma, quando si manifesta e per quali cause?
R. Il glaucoma è una malattia oculare, legata all'aumento della pressione all'interno dell'occhio e a un'anomalia di produzione e/o di deflusso dell'umore acqueo, che è il liquido che circola dentro l'occhio. È una malattia molto subdola, infatti quando viene diagnosticato generalmente è già in fase evoluta, in una condizione già conclamata, e ha già causato danni fondamentalmente al nervo ottico. La problematica principale è la diagnosi, che deve essere fatta in tempi utili per poter correggere e tenere bassa la pressione dell'occhio per evitare ulteriori danni al nervo ottico.

D. Mi sembra di capire che, come sempre, la prevenzione è la regola principale per tentare di evitare e/o rendere meno gravi i danni del glaucoma...
R. Sì, perché purtroppo i danni causati dal glaucoma sono irreversibili. Si tratta infatti di una patologia che una volta conclamata porta - più o meno velocemente - a cecità parziale o assoluta.

D. Esistono relazioni con la familiarità della malattia?
R. Assolutamente. La familiarità è tra i fattori di rischio più importanti.

D. Gli altri fattori di rischio?
R. L'età, il diabete, le malattie cardio-vascolari, la familiarità ed una sensibilità ai corticosteroidi. È scientificamente provato che la donna sia più soggetta ad avere questo tipo di patologia, ma in età più avanzata rispetto all'uomo.

D. Al di là della prevenzione, che abbiamo visto essere di fondamentale importanza, la medicina cosa può fare? Cosa è previsto che faccia?
R. Per fare prevenzione è necessario fare una visita oculistica, e verificare la pressione intraoculare e la morfologia della testa del nervo ottico. Se emergono dei dubbi, allora è necessario continuare l'accertamento con altri esami. Questo perché spesso il soggetto non si accorge della malattia. Non a caso il glaucoma viene definito anche "ladro silenzioso della vista".

D. Come cambia la visione nel caso del glaucoma?
R. Il glaucoma muta l'ampiezza del campo visivo, la visione viene ristretta. È una patologia progressiva e lenta per cui il soggetto non riesce a percepire i cambiamenti. Inizia a livello periferico, per poi progredire ed arrivare ad intaccare anche la parte centrale della visione.

D. Secondo la vostra esperienza, ogni quanto e a quale età bisognerebbe cominciare a fare delle sistematiche visite oculistiche in termini di prevenzione del glaucoma?
R. Dopo i 45 anni di età, in concomitanza con l'inizio della presbiopia, e comunque una volta all'anno. Infatti tra gli altri fattori predisponenti troviamo l'ipermetropia e la cataratta (per il glaucoma ad angolo stretto) e la miopia elevata (per il glaucoma ad angolo aperto).

D. Qual è la situazione dal punto di vista medico?
R. Per quanto riguarda lo screening, e quindi la possibilità di anticipare sempre più la diagnosi di glaucoma, si stanno affinando degli esami sempre più accurati che possano riscontrare la malattia in una condizione pre-clinica (come per esempio, effettuando una tomografia della testa del nervo ottico, o ancora prima, un perg per valutare se le cellule ganglionari funzionalmente sono alterate). Nei casi in cui la malattia invece sia già conclamata, e qui parliamo del glaucoma aperto, viene normalmente trattato medicalmente, con l'utilizzo di gocce da mettere direttamente nell'occhio. Qualora il paziente non risponda alla cura medica, si può ricorrere ad una serie di interventi chirurgici, all'avanguardia ma oramai di routine, come quelli atti ad agevolare il deflusso dell'umor acqueo (come la trabeculectomia, o l'impianto di micro-device valvolari); o per prevenire un attacco di glaucoma in occhi anatomicamente predisposti un'iridotomia (ovvero un forellino a livello dell'iride in modo da agevolare il passaggio dell'umor acqueo dalla camera posteriore a quella anteriore) o un intervento combinato con la cataratta perché come dicevamo è uno dei fattori concorrenti. Il glaucoma è una malattia che non ha regressione, ed è difficilmente bloccabile quindi il danno è permanente. Il fine ultimo di tutti questi interventi è quello di ridurre la pressione endooculare o di evitare il suo eccessivo innalzamento, in quanto è questa che provoca il danno e la sofferenza del nervo ottico ovvero la morte della sue fibre.
Quello che si può fare è tentare di rallentare la progressione della malattia, ma purtroppo non la sua regressione.

Le forme di glaucoma
Glaucoma cronico ad angolo aperto: è la forma più frequente di glaucoma (circa l'80% dei casi). Si verifica in seguito a un ostacolo che incontra l'umor acqueo nel defluire (in particolare attraverso il trabecolato sclerocorneale, una minigrondaia circolare che si trova sopra l'iride o, più precisamente, nell'angolo irido-corneale).
Si sviluppa lentamente e in genere non dà sintomi, per cui ci si può rendere conto di essere malati solo quando il danno al nervo ottico è già giunto a uno stadio avanzato; dunque è opportuno sottoporsi a check-up oculistici periodici.
Glaucoma acuto ad angolo chiuso: l'iride può chiudere improvvisamente lo "scarico" (occlusione dell'angolo irido-corneale), causando un rapido aumento della pressione intraoculare nel caso della forma detta ad "angolo stretto" (che colpisce circa il 10% dei glaucomatosi, nel 70% dei casi di sesso femminile).
Quest'improvviso incremento pressorio, chiamato attacco acuto di glaucoma, è molto grave: se non curato tempestivamente può portare a cecità in breve tempo. Infatti, è come se si chiudesse di colpo il tubo di scarico di un serbatoio, bloccandone improvvisamente il deflusso. I sintomi principali sono l'offuscamento della vista, la comparsa di aloni anomali attorno alle luci, dolore oculare violento, nausea e vomito.
I fattori che predispongono al glaucoma sono, tra l'altro, la riduzione della profondità della camera anteriore (ridotto spazio compreso tra cornea e iride), che si può avere nel caso di ipermetropia elevata, ma anche la cataratta totale (detta "matura intumescente": il cristallino perde completamente la sua trasparenza ed elasticità fino a sembrare un piccolo sasso bianco).
Glaucoma congenito: in questa forma della patologia oculare il sistema di drenaggio è "cattivo" sin dalla nascita. Per questo motivo si verifica un aumento di pressione intraoculare. Il bambino presenta fastidio alla luce (fotofobia) e lacrimazione eccessiva.
L'aumento pressorio può causare un aumento delle dimensioni dell'occhio (nei piccoli le pareti oculari sono meno resistenti) e la cornea può divenire opaca. Ogni sintomo sospetto deve indurre i genitori ad andare dall'oculista per effettuare una visita di controllo. Questo tipo di glaucoma è però raro: colpisce un neonato ogni diecimila.
Glaucoma secondario: in questa forma delle patologia l'ostacolo al deflusso è un effetto secondario di alcune malattie (fra cui il diabete e le trombosi retiniche), dell'uso di alcuni farmaci, passando per emorragie, tumori e stati infiammatori.
(da: http://iapb.it/glaucoma)

Centro Polifunzionale "Officina dei Sensi"
A fine 2016, è stato attivato ad Ascoli Piceno il Centro Polifunzionale "Officina dei Sensi", costituito su iniziativa e nell'ambito di una collaborazione tra l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della sezione provinciale di Ascoli Piceno e la Cooperativa Habilis.
Il Centro, ancora in fase di ampliamento, ha già avviato i servizi di:
- prevenzione e riabilitazione di patologie della vista;
- screening di primo livello finalizzati alla diagnosi precoce di malattie oculari;
- Centro di Ipovisione con erogazione di visite specialistiche, consulenza e prescrizione di ausili;
- Centro di Trascrizione Braille e Carattere Ingrandito e Servizi Tiflotecnici.
Le attività sono svolte da personale specializzato in ambito oftalmologico ed in particolare della dott.ssa Michela Laguardia (oculista), dott. Carlo Brogioni (oculista) e dott.ssa Mariangela Magnifico (ortottista). In questo contesto di attività e di rapporti di collaborazione sempre più vivi e ricchi, a breve saranno avviate altre attività:
- di valutazione e riabilitazione neuropsicomotoria;
- un centro diurno per gli utenti affetti da pluridisabilità;
- un centro per lo sviluppo delle Autonomie.
La nascita del Centro risponde all'esigenza di sostenere la prevenzione e la riabilitazione di tutte le persone che presentano un deficit visivo congenito o acquisito, con l'obiettivo primario di affiancare le famiglie e gli utenti nel loro percorso verso l'autonomia e l'indipendenza.



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